Presenze Aliene

venerdì 24 marzo 2017

Ufo News Valmalenco marzo 2017

Ufo News Valmalenco
Marzo 2017


Procede intensa l’attività ufologica in Valmalenco, incessanti le segnalazioni. Alcuni casi più interessanti altri meno. Altri casi sono ardite furberie con l’intento che il pesciolino abbocchi, pubblicando dei falsi atti a screditare. Ovviamente se a valle un pesciolino abbocca all’amo, significa che a monte vi è un pescatore. Il presente post non è però indirizzato al pescatore che, colgo occasione per salutare; ma passiamo alle segnalazioni genuine. La prima riguarda un caso che tira in ballo il così detto "Piccolo popolo", mentre negli altri si tratterebbe di ufologia comunemente intesa. Una domanda però ora emerge ed è la seguente: "Il piccolo popolo è una variante a parte rispetto alla presenza aliena, seppure similare in alcune manifestazioni; oppure ne è parte integrante, ma con estetiche diverse?". Per il momento dobbiamo accontentarci della domanda.

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3/6/2016 Palù

Ad una superficiale valutazione, questo è un caso apparentemente poco rilevante sotto l'aspetto estetico; mentre invece si rivela molto interessante in quanto al contenuto. Il testimone di Torre S. Maria, che intende mantenere l’anonimato, così ha dichiarato: Mi trovavo a passeggiare dalle parti del Palù. Ad un certo punto ho notato in fondo alla zona libera, ai margini del bosco, un cervo. Sono rimasto meravigliato nel vederlo e, immediatamente ho pensato di riprenderlo. Ho avuto appena il tempo di scattare due fotografie con il mio telefonino Samsung SM G800F, e il cervo è scomparso. Ho guardato le foto, convinto di averlo ripreso, ma il cervo non c’era. In seguito ho guardato meglio mediante Pc e, sono rimasto ancora più meravigliato; in quanto il cervo non vi era, ma al suo posto era presente qualcosa che io non avevo visto al momento dello scatto fotografico.
Su tutto il pianeta, nell’ambito del folclore e delle favole, si parla spesso di folletti, gnomi, elfi, fate, spiriti degli elementi, fairies, gremlin  ecc. insomma si parla del così detto “Piccolo popolo”. Si dice che costoro posseggono poteri magici, in grado di operare magie, sortilegi, miracoli, altri sostengono che il piccolo popolo dispone di straordinaria tecnologia, impensabile all'essere umano. Attività operate da elementi del piccolo popolo, in talune situazioni sconfinano in aspetti ufologici; sino al punto in cui diventa difficile stabilire dove finisce uno e inizia l’altro. Indagando manifestazioni aliene, sia del piccolo popolo, oppure da parte di entità non del piccolo popolo, è stato riscontrato un fenomeno ripetitivo e interessante che è il seguente: Testimoni asserivano di aver visto animali, oppure di aver con loro interagito; se però sottoposti ad ipnosi regressiva, asserivano che non si trattava di animali; ma di presenze aliene poi ricordate come animali. In talune situazioni il testimone fuori dalla ipnosi asseriva di avere avuto un particolare scambio affettivo e/o coinvolgente con l’animale; mentre sotto ipnosi affermava che il contatto era avvenuto con delle entità aliene. Nel folclore e nelle fiabe avremo il soggetto che parla con animali, fate e gnomi.  
Nel caso del Palù abbiamo la situazione in cui il soggetto fa due affermazioni diverse e contrastanti. In una vi è il cervo, nell'altra non vi è. Quale è quella vera? Se la vicenda del contatto è stata vissuta da una sola persona, pur supponendo che sotto ipnosi non si mente; sarà difficile dimostrarne la consistenza. Aumentano le possibilità se vi sono molteplici soggetti implicati che confermano; ma si avrà prova maggiore se vi saranno a disposizione delle fotografie le quali confermano quanto i testimoni sostengono in stato di ipnosi e non di veglia. Ebbene, il presente caso è un ottimo esempio a conferma di quanto detto sopra e, sarebbe interessante sentire cosa afferma il testimone se sottoposto ad ipnosi regressiva. Forse non lo sapremo mai, ma nel frattempo possiamo valutare le due foto che, sono di notevole importanza.


Il testimone giunto in questo luogo si è trovato a sua insaputa, di fronte alla presenza di molteplici entità del piccolo popolo. Una di queste, probabilmente la stessa visibile nell’ingrandimento, ha proiettato l’immagine del cervo, all’indirizzo della persona presente che, questo ha visto. La sua fotocamera però non ha abboccato e, ha ripreso quanto oggettivamente presente nell’ambito del fotografabile; in quanto non possiamo sapere cosa vi era oltre. L’artifizio che queste entità aliene utilizzano nei confronti dell’essere umano, ha la finalità di non concedere al testimone di riuscire a vedere o comprendere quanto sta avvenendo realmente. Evidentemente per qualche motivo che non possiamo sapere, in quel momento non potevano le entità del piccolo popolo, scomparire all’istante come invece fanno abitualmente. Il fatto che sono state scattate due foto in sequenza, aiuta parecchio per la comprensione di quanto avvenuto. Se poi vi fosse una terza foto scattata dalla stessa posizione, dalla stessa fotocamera, in altro momento quindi anche ora, in cui non sono presenti queste entità, si potrebbe fare una comparazione atta ad evidenziare l’incidenza generata da queste presenze nella scena delle due foto. Invito quindi l'autore delle due foto, ad inviarmene una terza scattata in seguito. Interessante l’ovale fonte luminosa davanti al capo dell’entità che pare cavalcare, non si sa bene cosa. La luminosità è anomala o meglio, parrebbe una di quelle luminosità tipiche dell'ufologia che, possono essere fotografate, ma non viste. Ricordo che la vista umana non consente di vedere tutta la luce esistente.

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Dalla comparazione delle due foto si potrebbero estrapolare numerose e interessanti informazioni. Le presenze del piccolo popolo sono da considerarsi aliene, in quanto estranee al genere umano. Anche queste come le entità aliene maggiori, utilizzano sistemi di schermatura e mimetizzazione. Quando in una certa zona sono presenti molteplici entità che utilizzano schermature, queste si sovrappongono generando uno stato di caos velato nelle fotografie. Il primo effetto riscontrabile è la comparsa di una pareidolia di volti; ma non da meno è, una leggera distorsione delle forme degli oggetti.
Al momento mi fermo qui. Menziono però un aspetto che è tipico di queste vicende. L’espediente di far visualizzare il cervo all’indesiderato testimone, ha il fine di impedire per un certo lasso di tempo, che costui interagisca o veda la scena reale. Queste entità hanno però a disposizione un altro espediente, che al primo si accompagna. Hanno la facoltà di bloccare momentaneamente la percezione nel testimone, del trascorrere del tempo. Il testimone penserà che il tempo sia trascorso normalmente; mentre invece se sottoposto ad ipnosi, rivelerà il così detto “tempo mancante” ovvero un lasso di tempo in cui il soggetto non era cosciente. Non intendo affermare che nel caso in questione sia avvenuto questo, in quanto non è stato accertato; ma non mi meraviglierei se vi fosse del tempo mancante tra il momento in cui è stato visto il cervo e il momento in cui sono state scattate le due foto. Tempo mancante non significa ore o giorni, nel qual caso saremmo di fronte a forme di rapimento alieno; può trattarsi anche semplicemente di pochi secondi, il tempo necessario a loro per gestire la situazione e, tutto rientra nella così detta normalità. Quanto detto può valere anche nei casi in cui in Valmalenco sono state fotografate entità maggiori. E’ insomma un argomento tutto ancora da scandagliare. Un grazie all’autore delle due foto, così come a tutti gli altri.   

28/6/2015 Rifugio Tartaglione

A.P. assieme alla sua compagna si trova presso il rifugio Tartaglione in alta Valmalenco, versante Chiareggio. Scattano due foto in sequenza al panorama, prima di scendere a valle. Nulla di particolare hanno visto al momento degli scatti; ma quando guardano le foto al Pc, si accorgono che su di una compare un qualcosa di non visto e non presente sull’altra foto. L’ingrandimento conferma la presenza anomala, comunque tipica delle presenze fotografabili ma non visibili a occhio nudo. Come quasi sempre in questi casi, difficile è fare valutazioni che definiscano di cosa esattamente si tratta. Certamente qualcosa è, ma non del nostro mondo conosciuto, almeno per ora. Certamente una presenza anomala e pertanto aliena. La notizia è stata riportata anche dal giornale locale. Possiamo archiviarla assieme al materiale dello stesso genere acquisito negli ultimi anni. Se in seguito altre presenze aliene con la stessa estetica saranno riprese, forse potremo trarre valutazioni più appropriate.


17/3/2017 La valanga

Due scialpinisti sono morti travolti dalla valanga che si è staccata in tarda mattinata in Alta Valmalenco, nell'area del massiccio del Bernina. Illeso un terzo sciatore recuperato dai soccorritori prima che si staccassero altre slavine. Nel corso della giornata, la Valmalenco è stata incessantemente percorsa da elicotteri, quindi molta gente con il naso rivolto in alto. Perché parlare di questa vicenda in un articolo di ufologia, quando la vicenda già è stata ampiamente riportata dalla informazione locale? Semplicemente per accennare ad un particolare che nessun altro mezzo di informazione ha avuto la volontà di affrontare.


Più volte ho affermato che le presenze aliene monitorano costantemente la Valmalenco e, probabilmente a loro nulla sfugge circa quanto avviene in questa zona. La cosa già mi era stata segnalata più volte dai cacciatori di immagini a carattere ufologico che andavano battendo la zona. Mi era stata segnalata in occasione dell’incendio dell’albergo avvenuto a Chiesa in Valmalenco; nel corso del quale furono viste e fotografate tre sfere bianche stazionare sopra l’incendio, come da foto sottostante. Resta da accertare se si era trattato di un mezzo volante triangolare con tre luci agli angoli, oppure erano tre luci indipendenti. Nulla comunque cambia in merito al fatto che le presenze aliene osservano costantemente la vallata.

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Stessa cosa, in base alle segnalazioni, sarebbe avvenuta il giorno della valanga. Mentre si prodigavano i soccorsi, mentre gli elicotteri percorrevano la vallata, sono state viste e fotografate presenze aliene, consistenti in sfere bianche e alcune nere, in prossimità della vetta del Pizzo Scalino. Stazionavano, comparendo e scomparendo, spostandosi comunque sempre intorno alla cima del Pizzo Scalino. Ne sono conferma le numerose fotografie pervenute. In alcune foto si vede l’elicottero del soccorso indirizzarsi verso la cima del Pizzo Scalino, nella esatta direzione della manifestazione aliena. Osservatori dalla vallata tentavano di comprendere cosa stava accadendo. Alcuni notavano le presenze intorno al Pizzo Scalino, mentre nessun giornalista o professionista della fotografia, ha ripreso quanto gli amatori occasionali hanno visto e facilmente ripreso; pertanto nessuna notizia in merito è trapelata. I fedeli servitori del sistema Italia non intendono mettere a repentaglio il loro posto di lavoro, la loro faccia, la loro credibilità!

10/5/2012

Persona che intende mantenere l’anonimato, ha inviato la sottostante fotografia in versione originale. Faccio notare come una foto scattata nel 2012, è resa pubblica nel 2017; pertanto invito tutti quanti a guardare meglio nei cassetti dell’archivio del tempo. La domanda che pone l’autrice è la seguente: Di cosa si tratta? Ovviamente riferito alla presenza aerea. Non è facile spiegare, in quanto occorrerebbe disporre di una foto che faccia vedere la stessa presenza a minore distanza. Quanto riportato ingrandito, molto probabilmente non è tanto lontano quanto parrebbe a prima vista. Probabilmente è molto più vicino, ma non a sufficienza per essere ripreso nei particolari. Teniamo comunque presente che quanto ripreso è soggetto a parziale schermatura e quindi invisibilità. L’ingrandimento evidenzia un volto alieno dietro a quello che potrebbe essere il mezzo, sul quale vola. Questi mezzi sono silenziosi, antigravitazionali e schermati, quindi generalmente invisibili. La modulazione della schermatura riduce il grado di invisibilità, pertanto diventano fotografabili, oppure giù sino al visibile umano. Interessante la foto che, potrebbe aumentare in importanza nel caso che altre segnalazioni del genere mi giungano.

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Nuvole e ufo

Da quando in Valmalenco l’ufologia è stata intesa con maggiore consapevolezza e serenità, sono iniziati anche gli invii di fotografie le quali riprendono nuvole con forma di disco volante o ufoidale. Più lettori mi hanno posto domande circa queste nuvole, ed anche per quanto riguarda le così dette nuvole aliene. Colgo quindi l'occasione per esporre il mio pensiero. In natura esiste la possibilità che casualmente si formino delle nuvole con particolari colorazioni e forme che, con un minimo di fantasia, possono richiamare cose diverse, tra le quali anche gli ufo. Sin qui tutto normale. Esiste però un altro aspetto definito delle “nuvole aliene”, così come esiste quello delle nuvole dette “Asperatus”. Queste le colloco ancora tra le nuvole normali, benché anomali sotto l’aspetto estetico, pertanto non parliamone qui. La questione delle nuvole aliene è però interessante e molto complesso, per questo non ho mai voluto parlarne. Esiste un dato di fatto riscontrabile ovvero, le presenze aliene possono generare e gestire manifestazioni nuvolose. Pertanto la domanda seguente è: In quale modo e misura la presenza aliena opera servendosi della nuvolosità? E’ stato accertato che in alcune situazioni le presenze aliene generano della nuvolosità atta a nascondere i loro mezzi o loro stessi. Andando a considerare la casistica ufologica si riscontrano casi in cui sono state viste delle nuvole andare contro corrente, dal quale è poi fuoriuscito un ufo mentre la nuvola si dissolveva. In altre occasioni sono comparse nuvole a terra dove era in corso una operazione aliena, terminata la quale, scompariva la nuvola.

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 Ora una domanda ulteriore si pone: Quanto e quale ruolo hanno, sempre che lo abbiano, le presenze aliene nell’ambito delle manifestazioni nuvolose? Al momento non lo so e, non lo voglio sapere. Nel caso però che l’ipotesi azzardata sia considerata assurda, ricordo che la ricerca e la realizzazione umana circa la geo/ingegneria climatica, è molto più avanti di quanto comunemente la gente supponga. Non dimentichiamoci mai che la pazzia umana considera la geo/ingegneria climatica come una formidabile arma da guerra, in grado di piegare chiunque, meglio dell’atomica. Chi disponesse della facoltà di generare terremoti, maremoti oppure dei tornado, potrebbe piegare chiunque mediante ricatto, servendosi di qualche terremoto indotto.  Perché allora meravigliarsi della ipotesi che le presenze aliene possano disporre a piacimento delle manifestazioni nuvolose?


martedì 14 marzo 2017

GUERRA tra DEI ALIENI

GUERRA tra DEI ALIENI
NAUPA IGLESIA e OLLANTAYTAMBO


Per poter comprendere il presente, occorre avere idee chiare circa il passato. Chi non vuole che tu comprenda il presente, ti inganna anche mediante il passato. Per comprendere l’ufologia di oggi, non puoi fare a meno di comprendere quella di ieri.


In precedenti articoli relativi alla necessità di riscrivere la storia: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/opere-impossibili-e-lo-shamir.html e poi, mediante la seguente canalizzazione che ne propone la spiegazione http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/03/storia-dariscrivere-di-dariogiacoletto.html avevo postato la foto sottostante 1/A. Alcuni lettori interessati all’argomento mi avevano fatto notare che non avevo precisato come si chiamava e dove si trovava questa straordinaria opera in pietra, nonché ulteriori prove del fatto che la roccia in lavorazione sia stata effettivamente fatta esplodere. Colgo l’occasione per farlo ora, esponendo quanto ritengo sia avvenuto allora. Il luogo si chiama Naupa Iglesia, una impervia località nell’entroterra peruviano, a ridosso delle Ande, poco distante da Cuzco e Ollantaytambo, nel territorio di Choquequilla. Il sito di Naupa Iglesia, sino a pochi anni fa era praticamente sconosciuto ai visitatori. Dai locali era detto il “TEMPIO DEGLI ANTICHI”, praticamente un luogo sacro.



NAUPA IGLESIA

In base alle tradizioni locali, il sito di Naupa Iglesia è oggi considerato un sito in cui gli antichi dei stazionavano e operavano. Li chiamavano i Naupas, forse gli stessi che accompagnavano Viracocha. Ricordo che Viracochas è ricordato nella tradizione Incas, come il Dio Costruttore, colui che volle aiutare l’umanità dopo gli immensi disastri.
Qui arrivavano e partivano per i loro viaggi nel cielo. La tradizione locale dei tempi seguenti, ha finito col sacralizzare il tutto. Ricordo che all’arrivo dei conquistadores spagnoli, la popolazione locale alla domanda circa chi avesse costruito tutto questo, asseriva che loro già avevano trovato questa situazione. Pertanto non si può affermare che sia stata la cultura Incas a compiere opere del genere; anche perché non ne avrebbero avuto necessità e/o capacità. Le spiegazioni ufficiali e scientifiche che ipotizzano date intorno al 1400 dc, sono assolutamente infondate e ridicole. Le popolazioni locali non fecero altro che restare meravigliati di fronte a quelle antiche opere, pertanto le dedicarono agli dei, sacralizzando il tutto. In seguito, con l’arrivo dei turisti, la presenza dei luoghi sacri ha assunto un valore economico, pertanto la sacralità si è affermata anche per motivi commerciali. Osservando con attenzione Naupa Iglesia, nulla di quanto presenta dimostra che fosse un luogo sacro. Semmai è dimostrato che presenta tutta una serie di indizi attestanti un continuo pellegrinaggio avvenuto in tempi più recenti, come ora  si conviene ad un luogo sacro. Naupa Iglesia era semplicemente una cava di materiale dal quale si estraevano le lavorazioni in pietra da collocare altrove, per opera di una precisa cultura aliena poi divinizzata. Tutta una serie di particolari lo confermano, compreso il fatto che Ollantaytambo, nella valle sacra (degli dei), si trova a breve distanza. E’ un dato di fatto riscontrato che i costruttori alieni disponevano dei mezzi per poter spostare massi enormi, quindi enormi quantità di materiale. Osservando Ollantaytambo si riscontra che non possono aver costruito così tanto, servendosi esclusivamente del materiale presente in loco, ma lo hanno portato dalle cave presenti nei dintorni. Una conferma emerge dal fatto che quanto visibile nella foto uno, altro non è che la realizzazione non ultimata di una fontana da portare altrove ad opera compiuta. Non siamo di fronte ad un altare e tanto meno di tipo sacrificale. Siamo di fronte ad una fontana esattamente come quella presente nella foto 1-B collocata a Ollantaytambo. Come spiegato nell’articolo citato, questa cultura aliena disponeva di una tecnologia ancora oggi non completamente replicabile. Erano in grado di lavorare la pietra mediante l’utilizzo del laser e di spostarla mediate tecnica anti/gravitazionale. Come evidente dalla foto, mentre era in corso la lavorazione, avvenne qualcosa che ne bloccò l’opera e fece esplodere la parte superiore del blocco sul quale si stava lavorando. Non è certamente ipotizzabile che l’autore della esplosione è lo stesso che stava compiendo l’opera; quindi per ovvietà si palesa che in quel momento storico la cultura aliena che stava costruendo la fontana, aveva un nemico. Quindi ora la domanda seguente: “Perché distruggere una semplice fontana, per giunta neanche terminata, nel corso di una guerra? Risposta: “Alla cultura aliena vincente non bastava aver vinto la guerra. Era determinata a cancellare ogni traccia del passaggio dell’altra cultura. Lo fece oggettivamente in quella occasione e, lo fece in seguito nei nostri libri di storia, mediante i fedeli servitori umani!”.


 Oggi ci fa pure credere che la distruzione avvenne per opera di remoti cataclismi; mentre invece, senza escludere i cataclismi, si trattò di una cruenta guerra tra divinità o dei alieni. Nella realtà dei fatti non mitizzati, spiritualizzati ad uso e consumo della religiosità umana, si trattò di uno scontro tra fazioni aliene presenti sulla Terra. Osservate i tre casi riportati sopra. Si può pensare che blocchi di pietra del genere si spaccano facilmente in quel modo?

Puerta di Hayu Marca (Ovvero: La porta di dio)

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Altra straordinaria opera incompiuta è presente a Naupa Iglesia e, si tratta della famosa porta detta Puerta di Hayu Marca, omonima di quella più famosa (prima foto sotto) collocata presso il lago Titicaca, che poi significa “Porta degli dei”. Le due porte degli dei hanno dei tratti in comune. Entrambe si trovano a notevole altitudine, mt. 4000 la prima e poco meno per la seconda. Entrambe si trovano in posti desolati, non riconducibili a insediamenti umani. Entrambe le porte sono opere incompiute di notevoli dimensioni. Entrambe non sono porte reali, ma finte porte in quanto non portano oggettivamente da nessuna parte.  Porte come queste, di varie dimensioni, sono riscontrabili in grande numero sul territorio sud americano. Il nome America deriverebbe da Aramu-Maru o dio serpente, portatore di saggezza. Si parla del dio Viracocha che prima viaggiava sul suo disco solare e poi se ne andò. Oggi si dice che queste divinità erano in grado di compiere viaggi extra/dimensionali, passando appunto attraverso queste porte di dio. Sostengono questa tesi numerose categorie umane; a partire dagli sciamani e credenti locali, per passare a chi ha interessi economici legati al turismo, vendita di libri eccetera, ma anche chi ha interesse che la verità non sia compresa.
Quando gli operatori alieni lavoravano la pietra come si vede a Naupa Iglesia, così come altrove, è molto probabile che non era ammessa la presenza umana. Quando la cultura aliena scomparve e gli umani si avvicinarono alle rovine e alle opere incompiute, non erano in grado di sapere cosa e come esattamente era stato possibile compiere certe opere. L’unica cosa certa era che da lontano avevano visto delle luminosità viaggiare nei cieli. Queste luminosità, così come si vedono ancora oggi come ufo, possono scomparire all’improvviso. Essendoci in zona un alto numero di porte che non portavano da nessuna parte, gli umani pensarono che gli dei passassero attraverso queste porte. Ignoranza genuina da una parte, speculazione dall’altra, hanno portato alla conclusione che si tratta di porte extra/dimensionali. Sono basito nel costatare l’imbecillità umana, nel momento in cui riscontro che ricercatori e studiosi non hanno compreso di cosa si tratta realmente!

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Basta osservare con libero pensiero e immediatamente si evidenzia il fatto che le due porte sopra, così come le tre nel collage sotto sono sì delle apparenti porte, ma sono così fatte in quanto sono in fase di ultimazione e, non certamente finite. Tutte quante le cinque porte, ma se ne potremmo mettere molte altre, erano in attesa di essere asportate mediante blocco, per essere collocate nella zona di destinazione. Qualcosa di non evitabile avvenne, quindi così come fu interrotta l’ultimazione della fontana, così furono impedite le ulteriori ultimazioni di queste porte. Dove vi erano le tre presunte porte sottostanti, è stata fatta esplodere la roccia circostante, esattamente come per la fontana in costruzione! Da notare come la lavorazione termina improvvisamente e iniziano le rotture per esplosione. Addirittura nella seconda immagine sotto, è visibile la parte soprastante la presunta porta, la roccia completamente fusa! Anche in queste occasioni l’invisibile nemico ha colpito e, lo ha fatto con violenza tale da aprire le venature nella roccia! Possono aver fatto tutto questo gli umani? Penso proprio di no! 


Soprattutto non ne avrebbero avuto necessità. Oggi un certo pensiero vorrebbe far passare che la fontana è stata fatta esplodere con la dinamite da ipotetici ricercatori di tesori. Vale questo ragionamento anche per gli altri casi riportati? Penso che il ragionamento non sia valido a prescindere, salvo diversa dimostrazione. Ho affermato che la fontana fu fatta esplodere mediante un’arma che perforò la roccia e la disintegrò, come evidente nella prima foto sottostante. Nella foto a fianco si vede cosa è presente al centro della porta del lago Titicacha. E’ presente un principio di fusione della roccia che tende alla penetrazione. Io sostengo che se quel raggio forse di tipo laser o similare, fosse riuscito a penetrare, forse la roccia sarebbe esplosa come per la fontana!


Quindi, perché allora se questo nemico intendeva distruggere le opere della cultura aliena di Naupa Iglesia, distrusse la fontana, ma non distrusse la porta degli dei lì vicina, considerato che altrove lo fece o tentò di farlo? Semplicemente perché l’arma che faceva esplodere le rocce in lavorazione o terminate, colpiva arrivando dal cielo. La porta di Naupa Iglesia era posta sotto roccia e non visibile dal cielo, mentre la fontana lo era, così come le altre porte! Oggi, un certo luogo comune imposto dalla informazione faziosa, ci fa credere che le rovine megalitiche presenti, sono il prodotto di ipotetiche culture umane, distrutte da immani cataclismi. Fermo restando che ci sono stati certamente enormi cataclismi su questo pianeta, a me risulta che i cataclismi non fanno esplodere la roccia, né generano principi di fusione come quello sopra! Invito pertanto gli interessati all’argomento, qual ora riscontrino la presenza di tracce del genere sulla roccia lavorata, a segnalarcelo.
 L’articolo in risposta a quanto richiesto dai lettori, potrebbe finire qui. Scelgo però di riportare alcune informazioni relative a Ollantaytambo, per meglio comporre il quadro generale della situazione di allora.

OLLANTAYTAMBO e LE FORTIFICAZIONI MEGALITICHE
La mitizzazione delle zone in cui operò la cultura aliena, pur mantenendo qualche reale aggancio storico, ha mediante la religiosità, divinizzato ciò che nulla aveva di Divino in senso spirituale. Osservando quanto di megalitico è stato costruito, si è indotti a pensare che il tutto è stato motivato da una precisa esigenza di tipo militare, in funzione di una guerra in atto. Certamente sarebbe necessario fare il distinguo tra ciò che è megalitico in quanto dovuto a presenza di giganti; rispetto a quanto è megalitico in quanto costruito mediante tecnologia che tale risultato consentiva, a disposizione di esseri non giganti nel vero senso della parola; ma motivati dalla necessità di crearsi delle difese. Ollantaytambo è uno splendido esempio di palese realizzazione di tipo militare.

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Zeus ed i suoi fratelli combatterono contro i Titani guidati da Crono in una guerra detta titanomachia. Sarebbe durata dieci anni e sarebbe terminata intorno al 1500 A.C. Guerra con pioggia di fuoco su Sodoma e Gomorra, sino alla presunta distruzione dello spazioporto del Sinai; dove è visibile dai satelliti, una zona lavica fusa da esplosioni nucleari e non certamente da vulcani che in zona non esistono. La lotta tra gli dei sumeri Enki ed Enlil. Guerra atomica a Mohenjo-daro, una delle antiche città sacre dell’India. Secondo la mitologia nordica, qui si combatterono i Vani contro gli Asi, guidati da Odino detto Wotan dai germanici.
Si potrebbe andare avanti; ma ciò che importa è comprendere che su tutto il pianeta furono condotte guerre, mitologiche e reali tra fazioni aliene diverse. Come ho riportato in http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/02/gli-elohim.html ad un certo punto vi fu una svolta che cambiò totalmente lo scenario terrestre. All’improvviso terminarono le guerre tra gli dei che, se ne andarono. Se ne andarono però realmente? Assolutamente no, non se ne andarono affatto. Semplicemente scomparvero quasi totalmente alla vista umana. E’ molto probabile che di fronte alla possibile ipotesi della distruzione totale del pianeta, tra di loro abbiano concordato, oppure fu imposto dall’alto, un accordo di non belligeranza palese. Oggi le due fazioni le possiamo definire, una positiva in quanto apparentemente tutela l’interesse dell’umanità e, l’altra negativa in quanto non manifestava gli stessi interessi. Quanto poi nell’insieme abbiano a cuore gli interessi reali nostri, è tutto da dimostrare. La persona comune a questo punto potrebbe chiedersi, ma se sono ancora qui, dove sono e perché non si fanno vedere? A questo punto è necessario avere bene in mente il fatto che l’essere umano non vede le entità aliene (se non eccezionalmente) in quanto non sono tanto loro che si nascondono; ma siamo noi che non possediamo la facoltà visiva del poterli vedere. La vista umana è estremamente limitata, quindi mentre loro sono qui e fanno esattamente ciò che vogliono, noi non li vediamo e intanto loro ci evitano. Al limite le fotografiamo quando intendono farsi vedere o fotografare. Per questo motivo, salvo cambio di indirizzo, gli extraterrestri non ci contatteranno; semplicemente perché siamo già contattati e non lo sapevamo. Sono qui in quella che noi presuntuosi umani pensavamo essere casa nostra, mentre invece è casa loro in cui noi umani siamo a malapena ospiti, se non servitori della gleba. Oppure semplici pedine in carne umana, da mandare a morire nelle inutili guerre attuali, apparentemente volute dal caso, dal destino, oppure da qualche fuori di testa di turno.


Ecco perché, per comprendere l’ufologia di oggi, occorre comprendere prima l’ufologia di ieri. Ecco perché ti è stata mantenuta nascosta!

sabato 25 febbraio 2017

Cosa avvenne quella notte 17/4/2016


COSA AVVENNE QUELLA NOTTE
17/4/2016 alla centrale elettrica di Lanzada?



La vicenda è quella relativa a quanto avvenuto quella notte presso la centrale elettrica di Lanzada. Dire “presso” la centrale non è però corretto, in quanto la vicenda si è sviluppata in parte all’interno del cortile della centrale e in parte all’esterno della recinzione, lato campi da tennis. Nell’immediato della vicenda ne parlarono ampiamente i giornali locali, per primo IL GIORNO il 22/4/2016. La risonanza del caso fu innescata da uno dei testimoni della vicenda, al quale va il nostro riconoscente apprezzamento per aver condiviso quanto altrimenti sarebbe scomparso nel cassetto del dimenticatoio. In anonimo il testimone fece pervenire in ogni dove, il materiale da lui prodotto, ovvero una serie di tredici fotografie. Pubblicai in merito alla vicenda, senza scendere nei particolari più sconcertanti, nei due seguenti post: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/04/ufo-alla-centrale-enel-di-lanzada.html http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/05/news-valmalenco-maggio-2016.html  Altra risonanza si ebbe per il fatto che in anonimo qualcuno, forse lo stesso testimone, fece pervenire un CD con le foto durante la serata ufologica svoltasi il 30/4/2016 a Chiesa in Valmalenco. Serata nel corso del quale, in fotografia, si manifestarono numerose entità aliene, presentate nel post: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/01/sono-tra-noioppure.html

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Perché ritornare su questa vicenda? Perché le indagini condotte, assieme ad altro materiale acquisito personalmente e/o pervenuto da altri testimoni, consentono un ulteriore passo in avanti nel tentativo di comprendere cosa esattamente avvenne quella notte. Tacere sarebbe un atto irrispettoso nei confronti dell’interesse collettivo e, una incoerenza nei confronti del testimone che ha fotografato e resa pubblica la vicenda.

SCENDONO A TERRA
Dopo anni di indagini, testimonianze pervenute, materiale fotografico a conferma, si può affermare con assoluta certezza che in Valmalenco, ma probabilmente anche altrove, delle presenze aliene mediante i loro apparecchi volanti, di tanto in tanto SCENDONO A TERRA. In alcuni casi è possibile ipotizzarne la motivazione, in altri non è assolutamente possibile. 


Nel collage sopra sono riportati quattro casi di discesa a terra. Il primo è appunto quello della centrale di Lanzada, il secondo quello avvenuto Castel Masegra, il terzo quello di Caspoggio e il quarto in alta Valmalenco. In quest’ultimo caso, tanto è palese la loro presenza, tanto è alto il numero delle entità più o meno schermate ma visibili, da parere quasi che si tratti di una allegra scampagnata di una variegata comitiva turistica. Villeggiatura aliena o qualcosa del genere quindi? Forse lo scopriremo in seguito. Del caso di Caspoggio non è possibile dire molto, se non arriverà altro materiale a sostegno. Da notare che la distanza in linea d’aria tra il punto in cui è avvenuto questo caso e quello della centrale, è decisamente poca. Il caso di Castel Masegra è molto interessante, soprattutto per il fatto che evidenzia come costoro possono tranquillamente, infischiandosene delle logiche umane, scendere in pieno giorno in pieno centro urbano, alla faccia di tutti! Forse costoro sono amici nostri; diversamente ce ne saremmo resi conto mediante le conseguenze; certo è che normale tutto questo non mi pare e, ancora meno mi pare che si possa considerare normale l’atteggiamento delle nostre istituzioni che tutto questo certamente conoscono! Il caso della centrale di Lanzada racchiude però una motivazione e uno svolgimento diverso rispetto agli altri casi. Mentre negli altri tre casi e se ne potrebbero aggiungere altri ancora, non si sono palesati imprevisti o incidenti di sorta; nel caso di Lanzada si è verificato un imprevisto, che poi andiamo a tentare di comprendere. Intanto è possibile fare una precisa affermazione ovvero, quella notte fu condotta da parte della presenza aliena, una precisa operazione a terra all’interno del cortile della centrale elettrica.

L’INCIDENTE DI PERCORSO
L’incidente di percorso, in base ai dati attuali, si può suddividere in due parti. Resta da comprendere se le due parti sono da considerarsi come collegate; oppure due eventi imprevisti ma indipendenti. A parere mio il problema fu uno solo, del quale abbiamo riscontro oggettivo mediante due fasi.
L’ufo scese sopra il cortile interno, esattamente come evidente nella foto sotto. Escludo che fossero lì per prendere corrente, come pensiero diffuso vorrebbe che fosse. Lo dimostra il fatto che l’intento fu quello riscontrato, di scendere e salire da terra, da parte di un certo numero di entità aliene. Esattamente come fa vedere la foto cinque, nel cortile la parte sottostante il mezzo volante era libera. Nella foto non si vede l’ufo in toto, ma probabilmente una parte triangolare de/schermata, dal quale scende un mezzo di minori dimensioni. Praticamente un piccolo ascensore, con colorazione verde e luminosità bianca (foto 2-3-5). La foto 1/A fa vedere l’ufo come fu ripreso dal testimone principale. La 1/B è la foto scattata in altra occasione da altro testimone, sempre in Valmalenco. Ho operato questo accostamento per evidenziare il fatto che questa estetica di ufo è stata confermata, benché noi non possiamo avere la certezza che effettivamente l’ufo fosse così. Pensare che una parvenza di barca se ne vada allegramente in giro per il cielo e compia azione nella centrale elettrica è alquanto difficile. Più accettabile l’ipotesi che si possa aver visto e fotografato unicamente quanto è stato a noi consentito; considerando poi che costoro possono farci vedere e fotografare ciò che vogliono!

5/A

Hanno dichiarato i testimoni, che dal loro punto di vista si è avuta la sensazione che qualcosa di non visibile sia andato ad urtare i cavi dell’alta tensione. Di conseguenza si sarebbe verificato il corto circuito che ha innescato l’interruzione della corrente, quindi lo spegnimento immediato di tutte le luci della centrale. Allarmi attivati e riduzione dell’attività delle turbine. E’ probabile che l’oggetto autore del corto circuito, sia stata proprio la navetta mediante una parte schermata e pertanto non visibile ai testimoni. Si trattò quindi di un imprevisto incidente di percorso, in quanto non è ipotizzabile che l’operazione fosse finalizzata al danneggiamento della centrale. Tutto questo caos attirò nei giorni seguenti, l’attenzione della popolazione locale e non solo. Molte persone si recarono a fare un sopraluogo intorno alla centrale, sottoscritto compreso. Molte le fotografie scattate e non pochi i riscontri che, portano in una sola direzione.

LA SECONDA FASE
In base a quanto è possibile dedurre dalle tredici foto del testimone principale, l’intento della operazione a terra fu quello di compiere una operazione di imbarco e/o sbarco di entità aliene all’interno della centrale. La foto 5/A è la versione originale e la 5/B il tentativo di evidenziare le presenze aliene. Come evidente, la foto presenta una ampia pareidolia di volti, alcuni alieni e altri umanoidi. Solamente alcuni sono stati evidenziati e, probabilmente non tutti furono implicati nella operazione che si andava realizzando. Probabilmente questi erano presenti quali spettatori, che unicamente osservavano quanto stava avvenendo. La contemporanea e sovrapposta presenza di numerose entità dotate di schermature attive, ha generato nella foto un notevole caos estetico.

5/B

Ho effettuato dei sopralluoghi e, la prima incongruenza riscontrata è quella presente nella foto 6/A. Come si può osservare la rete di recinzione della centrale è stata sfondata in un modo anomalo, ma che non lascia dubbi. Chi l’ha divelta possedeva una forza almeno due/tre volte quella di un uomo comune e, il modo come è divelta dimostra che l’azione fu di tipo violento e improvvisato. Esattamente come si comporterebbe un essere di notevole forza che sta scappando. Faccio notare che in base a come è divelta la rete, molto probabilmente almeno due entità sono passare di lì. Una ha sfondato facendo il foto tondo, l’altra è passata sotto alzando la rete! Se un uomo intendesse sfondare una rete del genere, utilizzerebbe un paio di tenaglie o tronchesine. La prima osservazione che mi è stata fatta quando ero sul posto fu: “E se la rete fosse stata sfondata da parte di ragazzini per andare a prendere le palle da tennis sfuggite oltre recinzione?” (Per chiarimento, i campi si trovano alle spalle del fotografo. Tra la recinzione della centrale e i campi da tennis vi è semplicemente un passaggio corridoio di circa 2/3 metri, come da foto otto). Nessun ragazzino sarebbe in grado di rompere in quel modo la rete; soprattutto però non ne avrebbe assolutamente bisogno in quanto alcuni metri più avanti, vi è una porta sempre aperta, con chiavistello non funzionante, come da foto 6/B. Eventuali ragazzini, ma anche persone di altro genere, avrebbero certamente saputo della porta sempre aperta, bene in vista a disposizione di tutti; tanto è vero che nessuna palla da tennis ho visto dentro la recinzione.

6
Secondo particolare sconcertante, sono le orme riscontrate e fotografate nel passaggio corridoio; del quale una è presente nella foto sette. Purtroppo la pioggia di quella notte deformò la nitidezza dei contorni delle orme; ma la ricostruzione operata sulla foto si può considerare con un buon indice di veridicità. Quest’orma, peraltro già riscontrata in altri luoghi della zona in cui è stata notata la presenza di entità aliene, parrebbe essere quella di una entità allogena tarchiata, di notevole forza ma comunque agile nei movimenti. Le entità allogene, sono una tipologia di esseri non accostabili al genere umano, ma neanche al genere alieno comunemente inteso; ovvero quello più evoluto, tecnologico e similare al genere umano. La presenza allogena sulla Terra è una certezza, tutta da indagare e rendere nota. Nulla ha a che fare con il percorso evolutivo degli esseri umani. Parrebbe invece essere un ramo o tipologia a parte, del quale si servono o comunque controllano gruppi di entità superiori. Forse questi costituiscono una sorta di manovalanza al loro servizio.

7

Procedendo nella direzione nel quale andavano le orme; quindi verso destra rispetto alla direzione di marcia dell’orma, ovvero verso la montagna dal quale scendono le condotte della centrale; sono stati riscontrati tutta una serie di indizi. Intanto le orme davano ad intendere che nel passaggio era avvenuta una rissa oppure colluttazione, come se un essere tentasse di scappare; ma qualcuno non in grado di fermarlo fisicamente tentasse di impedirlo. Se un individuo sta scappando, il suo intento è di percorrere il tragitto nel minor tempo, quindi dove possibile percorre una linea retta. Quando è ostacolato procede invece come gli riesce possibile. Qui il procedere è stato caotico, tanto è vero che, come è segnalato nella foto otto, l’essere che scappava, forse nel tentativo di liberarsi di chi gli stava addosso, anziché passare a destra della pianta che si trova sul suo percorso, passa a sinistra. Forse si sono attaccati ai rami nel tentativo di esprimere più forza, tanto è vero che alcuni rami sono stati trovati rotti. Chi scappa da solo, non si ferma a rompere i rami! Anche il pezzo di legno presente nella foto è alquanto anomalo. Non sono stati riscontrati in zona altri pezzi come questo oppure dello stesso tipo di legno. Ciò presuppone che il pezzo è stato portato lì. Qualcuno se ne è servito, forse per difesa, oppure per sfondare la rete.

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Procedendo certamente a fatica in quanto ostacolato, il fuggiasco è arrivato sin dove finisce il corridoio/passaggio. Foto nove. Qui si giunge dove il terreno/piazzale è asfaltato, quindi se ne sono perse le tracce. Non fu quindi possibile comprendere se l’allogeno fuggiasco riuscì a liberarsi e scappare, oppure fu acchiappato. Nulla cambia, in quanto se non lo hanno preso subito, lo avranno preso dopo. All’angolo del campo da tennis, la recinzione è sostenuta da un palo. Questo palo è piegato e, forse è ancora tale, così come lo sfondamento della recinzione e altro. Lo accerterò prossimamente. Un palo del genere può essere piegato con relativa forza, non certamente da forza umana.

9

Si potrebbe ipotizzare di tutto; come ad esempio che un camion in manovra lo abbia involontariamente urtato. Faccio però presente che il palo non presenta, nel punto della piega, alcun segno da impatto. Per giunta proprio davanti al palo quale fosse protezione, vi è una pianta che non è stata in alcun modo danneggiata. Non è ipotizzabile il fatto che quel palo era già così al momento della posa originale; in quanto è evidente l’allentamento della rete e del filo di rinforzo. Pertanto, anche se questo particolare non fosse collegabile alla vicenda aliena, comunque quel palo è stato piegato dopo la posa e senza danneggiare la pianta. Come non lo so, ma certamente è avvenuto. Mi sorge il dubbio che, così come il fuggiasco era passato tra la rete del campo da tennis e la pianta precedente, così sia nuovamente passato tra il palo posto all’angolo e la pianta che sta di fronte. Spiegare come possa un essere del genere avere tanta forza mi è impossibile; ma questo è quanto presenta la scena. Nel caso che vi siano persone in grado di spiegare i particolari che vado esponendo, in modo diverso da come sto facendo, è pregato di informarmi.

10

Percorrendo più volte il passaggio tra le due recinzioni e guardando all’interno della recinzione della centrale, mi ponevo la seguente domanda: Assodato che la presenza ufologica è stata ampiamente vista, fotografata e testimoniata. Accertato che all’esterno sono state riscontrate molte tracce a conferma; possibile che all’interno del cortile non hanno lasciato tracce? Ebbene, anche all’interno erano presenti tracce a sostegno, vediamo quali.
Nel piazzale interno sono presenti dei condotti. La copertura è costituita da pannelli in cemento contenuti dentro una intelaiatura in ferro di tipo angolare rivolta all’interno. Fungono da rinforzo alcune traverse. Pannelli del genere non possono reggere pesi notevoli, quale un camion, ma potrebbero forse reggere una ruota d’auto. E’ visibile uno di questi condotti che termina, riquadro in nero, proprio sotto uno dei pali di sostegno dei cavi dell’alta tensione. Due pannelli sfondati, in una posizione dove nessun mezzo poteva arrivarci sopra. Uno dei pannelli ha il cemento parzialmente rotto, e si trova nella posizione quasi naturale. L’altro pannello, quello del quale si vede l’intelaiatura senza cemento, è assolutamente anomalo per quanto riguarda il modo in cui è stato divelto. Per giunta si trova in posizione capovolta rispetto alla posizione naturale, quindi fu messo in seguito in quella posizione. Questo pannello è stato sfondato dall’alto verso il basso, in una posizione nel quale, nulla poteva provenire dall’alto, se non qualcosa di gestito stando appena sopra il pannello. Faccio presente che, in condizione di normalità, questi pannelli si possono agevolmente sollevare e togliere manualmente. Nessuna necessità di sfondarli per accedere al condotto. Quindi, in questa centrale, si sfonda la rete di recinzione nonostante una porta aperta a pochi metri e, si sfondano due pannelli in cemento dove è sufficiente alzarli manualmente!
Alcune domande ora però si affacciano:
A)     Per quale motivo, disponendo dello spazio sottostante la navetta/ufo non scese a terra, ma si servì dell’ascensore, considerando che ogni entità aliena può disporre di un suo mezzo personale?
Non possiamo avere certezze assolute, ma si possono ipotizzare alcune possibilità. La navetta era troppo grande, oppure atterrare era troppo pericoloso, oppure troppo evidente; oppure, e questa è la più probabile, vi era la necessità di servirsi dell’ascensore. Poi capiremo il perché.

B)     Se l’intento di questa operazione era di sbarcare o imbarcare presenze aliene, per quale motivo fu scelta la centrale elettrica di Lanzada e non una località appartata e meno pericolosa?
Fu scelta la centrale perché lì ed unicamente lì quella operazione si doveva eseguire in via eccezionale. Quindi una operazione che non consentiva alternative e pertanto non una semplice operazione di sbarco o imbarco, ma qualcosa di diverso che poi andremo a scoprire.
C)     Perché sono stati sfondati i due pannelli di copertura del condotto?
E’ evidente che qualcuno è scappato forzando la recinzione e questo qualcuno si trovava prima all’interno. Per quale motivo non ipotizzare che prima si fosse nascosto all’interno del condotto; motivo per cui si affermò la necessità aliena di andare a scovarlo? Chi arrivò sopra il condotto aveva necessità urgente di entrarci e decise di farlo sfondando dall’alto verso il basso. Chi stava sotto poteva scappare in qualsiasi altro punto semplicemente sollevando un pannello di una quindicina di chili.


 LA DOPPIA LETTURA
Questa vicenda si può leggere in due modi diversi, del quale io prediligo il secondo. Il primo è che nella centrale elettrica è stata condotta una operazione di imbarco/sbarco di personale alieno. Nel corso dell’operazione vi sarebbe stato il tentativo da parte di una o più entità aliene di tipo allogeno, di scappare per non essere imbarcata e portata via. Il tentativo potrebbe essere avvenuto nascondendosi nel condotto, motivando quindi l’intervento forzato che ha dato gli esiti riscontrati. Dalla condotta oppure a parte, la stessa entità o altra oppure ancora altre hanno tentato la fuga sfondando la rete, scappando mediante il passaggio laterale tra la recinzione della centrale e i campi da tenni adiacenti. Possiamo ipotizzare che l’operazione di recupero del personale allogeno è avvenuta mediante la milizia aliena, l’equivalente delle nostre forze dell’ordine.
La seconda lettura è che una o più entità allogene erano scappate o non rientrate e si erano nascoste nel condotto della centrale; motivo che ha imposto l’intervento della gendarmeria all’interno della centrale. Ha imposto l’utilizzo dell’ascensore e non la discesa a terra, troppo pericolosa in caso di reazioni dei fuggiaschi. Nel corso dell’operazione si rese necessario l’intervento nel condotto sfondando le due coperture. Per il resto vale quanto è parte della prima lettura. Non è possibile sapere quante erano le entità allogene ribelli.  Recuperate per prime, sarebbero state portate sulla navetta. All’interno potrebbe essere avvenuta un’altra reazione, tale da generare l’inconveniente del mandare la navetta in collisione con i fili dell’alta tensione, generando quanto visto dai testimoni. Altra ipotesi potrebbe essere che i due pannelli sono stati sfondati da qualche mezzo tecnologico in dotazione all’ufo andatosi a posizionare sopra il palo, nel corso del quale si generò il corto circuito.
Il fatto poco probabile che alcuni allogeni siano riusciti a scappare non deve costituire timori per la popolazione. Se non sono stati presi subito, li hanno certamente presi in seguito. Se anche questi allogeni fossero ancora oggi in circolazione, nulla cambierebbe, in quanto in libertà lo erano anche prima e nessun problema hanno mai destato alla popolazione. Non sono aggressivi e il loro intento era probabilmente unicamente quello di non lasciare la Valmalenco.

RISCONTRO PERSONALE
Ogni volta che salgo in Valmalenco, mi prodigo nel tentativo di avere informazioni dalla popolazione locale. La gente del posto, esclusi gli interessati di ufologia, sono inizialmente restii nel parlare, dicono tutti di non aver mai visto nulla di anomalo in vallata. Se però si riesce ad eludere la diffidenza iniziale, quasi tutti finiscono con l’affermare di aver visto questa o quella cosa! Così è avvenuto anche per il caso della centrale. Chi ha affermato di aver visto entità in zona, chi ha visto luci anomali salire e scendere lungo le condotte, chi ha affermato di aver visto tracce anomali al suolo. Mentre nel corso dell’ultima visita, stavo in meditazione nella stradina dietro la centrale, passarono due abitanti del posto. Ne approfittai per scambiare alcune parole. Intanto uno disse all’altro: Hai notato che oggi sono in funzione tutte le turbine, mentre era da aprile che questo più non succedeva? Ne approfittai e chiesi se nulla avevano notato ad aprile, quando alla centrale si ridusse il numero delle turbine attive. Si insospettirono e dissero: evidentemente ci fu un guasto!...
Una testimonianza fondamentale per il chiarimento finale di questa vicenda, potrebbe verificarsi se l’Enel fosse disponibile a rendere noto, cosa esattamente è avvenuto in fatto di danneggiamento e, cosa al loro interno, è stato riscontrato per quanto riguarda il parziale fermo della centrale. Nessuna notizia è trapelata al momento e, presumo che nessuno ha interesse ad andare oltre. In Italia le cose vanno così: La gente guarda e vede, le istituzioni latitano, l’Enel brancola nel buio del sistema! Il tutto, a poche centinaia di metri dal centro abitato di Lanzada!







sabato 18 febbraio 2017

Tecnologia aliena 3 (commenti)

UFOLOGIA e TECNOLOGIA
Terza parte



1

Invitato il ricercatore Fabio Giardini mediante il post:  http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/01/tecnologia-aliena-1.html a rispondere alle sottostanti  domande, così ha gentilmente risposto. Premetto che il pensiero di Fabio è alquanto diverso dal pensiero medio; pertanto occorre che il lettore si armi di elasticità e apertura mentale. Cosa necessaria se si ha l’intento di progredire nella ricerca ufologica.

A) “Per quale motivo gli alieni utilizzano questi faretti (luminosità che scorgiamo in cielo e che interpretiamo generalmente come ufo; ma che sono invece luminosità poste sul capo delle entità aliene) e in cosa questi sono eventualmente diversi dai faretti nostri?”.

B) “Sono presenti sugli ufo/macchine, le stesse luminosità? A cosa servono, come sono identificabili rispetto alle comuni luminosità nostre?”.

2

                        FABIOSKY634 febbraio 2017 05:47
ciao Dario :)

Il quadro generale degli avvistamenti "ufo" è un po' più vasto ed articolato nelle sue peculiarità e particolarità di quanto si possa presupporre a prima vista COME anche da un'analisi approfondita -temporale e quantitativa- dei dati confluiti dalle statistiche e dalle testimonianze, dirette e non, degli avvistamenti "ufo" di tutto il mondo...siamo di fatto di fronte ad un fenomeno COMPLESSO del quale fino a ieri ci era "sfuggito" -impossibilità e\o volontà "preposte" più o meno lo stabilirà la storia- uno degli "arcani" principali nella "verità" sugli "ufo"... o_O
-la presenza di un LORO elevato know-how tecnologico e la LORO relativa tecnologia avanzata applicate nelle società di un mondo con un livello di sviluppo inferiore...il nostro mondo-
 questa CERTEZZA ovviamente ci mette nella condizione di rivedere ogni paradigma fino a ieri preposto ed accettato comunemente dalle masse COME dalle leadership -volenti, nolenti, o compiacenti che siano state finora- relativo alle nostre società, culture, religioni, politiche, economie, finanza, diritto, rapporti sociali e familiari, diritti umani, e quanto altro -una montagna di storia umana (poi tutta nostra?!?) e "conquiste"- che abbiamo alle spalle e che DOBBIAMO "RI-valutare" in funzione delle PROSSIME scelte -e queste SI che saranno DECISIVE!- per il nostro futuro di umani terrestri COME "abitanti del Cosmo"...suppongo che ci vorrà del tempo perché ciò POSSA avvenire nei modi e termini più consoni e magari, senza traumi e traumatismi apparentemente INEVITABILI, portarci ad un prossimo "incontro" ufficiale con una -od alcune visti i presupposti- di "queste società"... o_O
quindi credo sia altrettanto inevitabile che gli organi mondiali preposti DEBBANO coordinarsi al fine d'identificare la strada migliore per raggiungere gli obbiettivi ideali "intermedi"...questo, detto solo, "per circoscrivere" il tuo discorso nelle "linee principali"... o_O
per la parte della spiegazione "tecnologica" al fenomeno prettamente "fisico" delle manifestazioni "ufologiche" di tipo "luminoso" -vicine e lontane dal testimone- direi che la presentazione da te fatta è comprensibile ed adeguata...per le domande che mi rivolgi, sotto il profilo più tecnico, ti scrivo "due righe" di approfondimento... (edit.29/01/2017)
3

A)     Per quale motivo gli alieni utilizzano questi faretti (luminosità che scorgiamo in cielo e che interpretiamo generalmente come ufo; ma che sono invece luminosità poste sul capo delle entità aliene) e in cosa questi sono eventualmente diversi dai faretti nostri?..
risposta introduttiva...

NON sempre TUTTE le luci che vediamo nel cielo e\o che restano impresse nelle fotografie e\o vengono registrate nei video sono da considerarsi prodotte da apparecchiature e tecnologie assimilabili ai nostri "faretti"...alcune sono DIRETTAMENTE riconducibili, attraverso elaborazione delle immagini, a codeste tecnologie, altre sono invece riconducibili ad altre tecnologie e\o fenomenologie derivanti dalle stesse ma che NON possono essere considerate "sistemi d'illuminazione" così come noi li denominiamo e consideriamo utilizzandoli nella nostra società contemporanea e\o del passato...

NON è detto che " i faretti" e\o le luminosità che vediamo o registriamo siano generalmente poste sul capo delle entità che li adoperano e li manifestano, spesso si tratta -quello che vediamo o registriamo NON vedendolo- di un'interazione di fasci di luce, a varie bande (range) di frequenza, che interagisce con altre tecnologie, e\o altri sistemi tecnologici, e\o con le "energie" ed "i campi" da esse governate, creando un MIX di reagenti e reazioni chimico-fisiche che -per chi sta dall'altra parte COME "spettatore" COMUNE generalmente "indietro" nello sviluppo tecnologico rispetto al "teatrante"- NON sono razionalmente "TRADUCIBILI", cioè correttamente interpretabili, per ottenere la giusta risposta al quesito che di volta IN VOLTA ci si presenta a seguito di "quello che è stato e NON" di fronte a noi... o_O

...CHE COSA HO OSSERVATO? CHE COS'E' QUELLA LUCE? COSA HO FOTOGRAFATO? PERCHE' VEDO UNA COSA MA NELLA FOTOGRAFIA NE HO UN'ALTRA? PERCHE' HO FOTOGRAFATO L'UFO CHE STAVO VEDENDO MA NELLA FOTO NON C'E'? PERCHE' MI E' COMPARSA NELLA FOTO QUESTA "COSA" MENTRE DI FRONTE A ME NON C'ERA? CHE COSA HO VISTO REALMENTE? PERCHE'QUESTO VIDEO MI FA VEDERE "COSE" UGUALI A QUELLE CHE IO O VISTO MA CHE SONO DIVERSE DA QUELLE CHE HANNO VISTO GLI ALTRI ATTORNO A ME?...
 Queste sono solo alcune delle centinaia di domande che si pongono i testimoni di avvenimenti "ufologici" ai quali NON sanno e NON possono rispondere! PERCHE'?!? Perché le "apparizioni" sono SEMPRE diverse e quando "il modello" NON è più ripetitivo, PERCHE' nei particolari DIFFERISCE, esso NON può NEMMENO essere preso come oggetto COERENTE di studio! BELLA SCUSA!?!...SI! ma fino a ieri ha funzionato! eh!eh! oggi NON più!anche questa "trippa" è terminata... :D
continua (Edit 03/02/2017)

4

segue commento...
cosa è accaduto? NULLA di eclatante, ci siamo solamente accorti che le tecnologie che IERI usavano solamente gli "alieni" e gli "allogeni" -che ufficialmente NON sono mai esistiti- OGGI cominciamo ad usarle anche noi, "agenzie speciali" per prime, militari poi, industrie a seguire, privati "al fine"...e ciò PROPRIO mentre TUTTI i "dischi" volanti, i "sigari", le "sfere", degli anni '50 '60 e '70 sono "miracolosamente" eh! eh! SPARITI agli occhi dei cittadini del mondo -di fatto oggi è rarissimo vederli e TANTO PIU' fotografarli- si sono presentati a noi UNA MIRIADE di "ufo" NON identificabili! PERCHE' ciò che si vede e\o si immortala NON è "spiegabile", interpretabile, adducibile, riconducibile, RAPPORTABILE di fatto NE' a fenomenologia CONVENZIONALE -spiegazioni comuni tipiche accertabili- NE' a fenomenologia NON convenzionale così propriamente detta PERCHE' adducibile agli "ufo" COME tecnologia futuribile scientificamente e tecnologicamente avanzata COSI' come fu RILEVATO E ACCERTATO dagli organi competenti in quegli anni ('50-'60-'70 appunto!) della nostra storia mondiale... o_O

all'epoca NON era tecnologia umana terrestre! sicuramente NON nella maggior parte...MA oggi potrebbe anche esserlo, almeno in parte! lo vedremo strada facendo, "lampadine" e "faretti" compresi caro Dario... -_o
fine risposta introduttiva (edit 03/02/2017)

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L’esposto di Fabio non è certamente esaustivo e, non pretende di esserlo. Nel suo intento mira a sensibilizzarci circa la necessità nostra di rivedere il paradigma di pensiero prevalente che la nostra società, meglio gli interessati di ufologia generalmente adottano. Accenna all’esistenza di un teatrante… ciò significa che esiste un teatro (teatro delle manifestazioni ufologiche) significa che esiste un pubblico che presenzia, ma significa soprattutto che esiste il copione al quale si stanno attenendo i teatranti, ovvero gli attori di questa sconcertante sceneggiata, tutta da decifrare. Nonostante anni di ricerca con montagne di parole al vento, ci troviamo quasi all’anno zero!

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Le sette foto poste nell’articolo mi sono state inviate da Antonino Lo Grasso; il quale ha fatto notare che non solamente a Perledo si riprendono presenze luminose; ma anche in Val Susa (TO). Belle le foto, scattate in sequenza. Poco sappiamo della luce che tutti vediamo; ma ancora di meno sappiamo come è possibile da parte di una ipotetica cultura aliena superiore a noi, gestire ciò che noi interpretiamo come luce, in funzione di ciò che intende o non intende farci vedere! Come se non bastasse, altra luce esiste che noi non riusciamo a vedere. Altra realtà ci sfugge, a causa dei limitati strumenti di percezione, ovvero i nostri sensi. Io sostengo che troppo poco l’essere umano conosce se stesso; pertanto troppo poco conosce quali sono le sue potenzialità riscontrabili o latenti. In questa condizione, pensare di comprendere il senso della propria vita, dell’essere qui ora in questa condizione, oppure del comprendere cosa è questa ufologia, è pura illusione. Occorre cambiare su tutto il fronte, migliorandolo, il paradigma di pensiero che stiamo adottando!

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