Presenze Aliene

martedì 12 settembre 2017

Caso Marinelli

Caso Marinelli



Grazia Marinelli è l’autrice che ha inviato la seguente serie di cinque fotografie dal contenuto particolare, scattate il 2/1/2017, più alcune altre per meglio definire il luogo in cui erano state scattate le prime. Il luogo è Via Soubeirand, Pian del Frais, alta Val Susa. Dice l’autrice: Avevo pensato di scattare alcune foto al buio, con intento di riprendere qualcosa, magari degli orbs, come faccio di tanto in tanto. Sono rimasta meravigliata quando ho visto sul PC, che le foto riportavano delle luci che io non avevo visto e, neanche avrebbero dovuto esserci, in quanto la zona era nell’occasione completamente buia.
Le foto sono interessanti, ma si dimostrano anche un rompicapo. Per questo motivo mi sono fatto inviare altre foto scattate dalla stessa posizione, sia di giorno quanto di notte. La fetta di cielo in cui compaiono le anomalie luminose, è quella evidenziata sotto. Eventualmente, in caso di imprecisione, sono state scattate più in alto, ma non più in basso.


Nonostante le foto mi erano giunte da tempo, non mi ero espresso circa le ipotetiche spiegazioni, e me ne scuso con Grazia. Conosco l’autrice, sono certo della genuinità delle foto, pertanto accantono immediatamente l’aspetto relativo alla genuinità o meno. Le foto sono spettacolari e, riprendono certamente qualcosa di interessante. Intanto la Marinelli sostiene di non aver visto nulla di luminoso al momento dello scatto e, è probabile che abbia ragione. Luminosità del genere sono occasionalmente fotografabili, ma non generalmente visibili.


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Essendo non visibili, capita raramente che vi sia una serie fotografica scattata in sequenza che le riprende. Ancora più raro è il fenomeno dello sdoppiamento della figura luminosa; del quale ho prova in quanto riscontrato personalmente in alcune altre occasioni. In aggiunta al fenomeno delle luminosità sdoppiate, in questo caso si aggiunge quello di anomali fasci o riverberi, che vedremo in seguito. Il fenomeno dello sdoppiamento è presente in quattro delle cinque foto e nulla vieta di ipotizzare che fosse presente anche nella quinta, ma in quel momento fuori campo di ripresa. Anche i fasci o riverberi sono presenti in tutte le foto, pertanto è ipotizzabile che fossero in relazione.


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Anche se parziale, la simmetria delle due luminosità induce ad ipotizzare che erano in relazione, ovvero non erano due manifestazioni indipendenti. Anzi, l’estetica proporrebbe che una sia la proiezione dell’altra, anche se deformata. Quella piccola parrebbe essere la proiezione di quella grande. L’estetica delle due luminosità cambia di foto in foto, ma non cambia, almeno apparentemente, la distanza che intercorre tra di loro e la similitudine. Il tipo di relazione apparente farebbe ipotizzare che la più grande, non solamente genera la luminosità, ma mediante qualche sua modalità la proietta. L’ipotesi proiezione, non è da intendersi come si intenderebbe un comune proiettore nostro, di vecchia generazione.

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In questo caso, il proiettare senza che vi sia uno schermo oggettivo e senza che sia visibile il fascio proiettore, indirizza il pensiero verso la proiezione olografica, o quantomeno ad un fenomeno affine. L’ipotesi si fa intrigante e, necessiterebbe di maggiori informazioni. Nelle altre occasioni in cui ho visto foto con questo genere di luminosità sdoppiate, le foto era singole e non vi erano fasci in zona. Una manifestazione come quella registrata da Grazia, non concede di pensare che si tratta di un fenomeno spontaneo e naturale. Chi quindi potrebbe aver avuto interesse a generare un fenomeno del genere? Fenomeno intenzionale, oppure fenomeno conseguenziale e quindi non voluto?

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Esclusa la causa naturale e occasionale, ma anche quella intenzionale mediante tecnologia convenzionale, in quanto non se ne troverebbe la motivazione. Non resta quindi che indirizzarci verso tecnologie non convenzionali e quindi aliene o comunque estranee alla informazione circolante. Aliene o estranee sono anche quelle umane non rese note alla massa. 
Quale causa, dietro la luminosità maggiore, vi era quanto ha generato il tutto. Non sapremo di cosa si tratta, se non avremo a disposizione altro materiale e altre informazioni. Oppure non parleranno quelli che sanno, qual ora si tratti di tecnologia umana non nota. Se invece si tratta di tecnologia aliena, probabilmente non ce lo verranno a dire. Dovremo tentare di scoprirlo noi. 
Tornando alle foto, si nota che tra il primo e il quinto scatto sono intercorsi 55 secondi. Tempo nel corso del quale la fonte della luminosità non visibile era ferma o quasi, al di sopra della zona fotografata. Non è dato sapere se poi è persistita per altro tempo, in quanto visivamente nulla era riscontrabile e Grazia non ha continuato a fotografare.

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IL FASCIO DI LUCE
Un particolare rompicapo presente in queste foto, è la presenza di un tenue fascio vagamente luminoso e variabile. Presente in tutte cinque le foto, non si presenta però costante in modo uguale. Nella versione originale delle foto, si evidenzia nella prima, seconda e terza. Aumentando la luminosità delle cinque foto, emerge però che è presente su tutte, anche se in modo diverso. Genera confusione la seconda foto che è stata scattata in verticale anziché in orizzontale come le altre. 


Porto la foto verticale nella posizione orizzontale come le altre e, noto che le foto due e tre sono simili, come evidente nella comparazione sottostante. Ciò nonostante non è comprensibile cosa genera il fascio e l’ulteriore presenza gialla, con un apparente fumaiolo e retrostante figura, ombra o fascio che sia. Non riscontro nella foto diurna per il confronto, nessuna giustificazione a quanto ripreso di notte.
Si evidenzia quindi che la luminosità maggiore, quella sdoppiata e il fascio anomalo, nel corso dei cinque scatti, erano stabili o quasi in quella posizione. 


CONCLUSIONE
Quella sera nella fetta di cielo fotografato, agivano tecnologie a noi non note. Non erano visibili e neanche fotografabili le fonti o cause. Quindi si tratta di tecnologie occultate, certamente dal buio, ma probabilmente da contemporanee azioni schermanti o comunque da azioni di invisibilità. Le cinque foto non ci stanno facendo vedere quanto era presente; ma quanto è risultato fotografabile di quello che era presente. Ancora una volta dobbiamo riconoscere i nostri limiti e rivedere il nostro concetto di realtà. Invito pertanto chi eventualmente disponesse di materiale analogo, oppure informazione in grado di spiegare un fenomeno del genere, a farsi sentire.
Ho invitato l’autrice delle foto a fotografare ancora dalla stessa posizione, la stessa zona di cielo. Mi ha inviato molte foto e, la sottostante scattata in precedenza. In alcune nessun orbs, mentre in altre come la sottostante, compaiono. Ricordo che il non riprendere orbs non significa che non ci sono. Significa solamente che in quella occasione non sono riscontrabili. Emerge quindi una costatazione: Le luminosità sdoppiate e il fascio sono state riscontrate solamente nella occasione del 2/1/2017, quindi in quella occasione qualcosa di particolare era presente sopra Pian del Frais. Ricordo però che in tutta la valle di Susa sono state e sono riscontrabili fenomeni luminosi anomali. Non è una realtà esclusiva di questa valle, ma certamente sono stati riscontrati. Un grazie alla Marinelli per la collaborazione.

DSCN2994 25/8/2016

venerdì 25 agosto 2017

Un mondo tra le gocce

UN MONDO TRA LE GOCCE



Le fiabe ci hanno raccontato di gnomi, elfi, folletti, fate etc. Abbiamo sentito parlare dell’esistenza di un presunto “Piccolo popolo”, del quale farebbero parte queste e numerose altre presenze aliene. Abbiamo forse anche creduto alle favole, al folcklore, alla mitologia, per poi tornare con i piedi per terra, avvinghiati alle certezze della nostra oggettività. Certo, qualcuno affermava di averli visti, altri di averli fotografati, ma il dubbio alla fine era e resta prevalente. Ho cercato nel web la presenza di fotografie che dimostrassero o almeno potessero far supporre, che il piccolo popolo esiste realmente; ma sono rimasto alquanto deluso. Nulla di consistente è emerso. Poche foto sufficientemente evidenti e presumibilmente certe, così come per i video. Sono quindi tornato alla foto in questione.  Cosa dire di una foto del genere? Che si tratta di pareidolia? L’autrice non ha scattato una sola foto, ma una serie numerosa; quindi l’ipotesi del falso perde consistenza. Al limite si potrebbe affermare che le persone vedono ciò che vogliono vedere e, che si tratta di pura fantasia; ma la quantità e la ricchezza di particolari in secondo piano, nonché elementi riscontrabili dai ricercatori addentro a questi aspetti sono una consistente prova a sostegno.

L’ELFO

Sin dal primo momento, l’essere che compare nella goccia è stato definito come ELFO. Le piccole dimensioni, la natura, l’aspetto vagamente fatato, induce in questa direzione; nulla di male ma potrebbe anche non essere un elfo. In genere gli elfi sono immaginati con le orecchie lunghe a punta, sembianze umane e non di dimensioni così piccole. In questo caso la foto evidenzia invece due apparenti cornetti, che potrebbero essere sorta di antenne poste sopra un caschetto. Ma consideriamo quanto generalmente si dice degli elfi: Fanno parte della mitologia nordica e sono esseri sovrannaturali di natura divina. Diversi dagli dei (ASI) sono spesso collocati assieme a loro. Sono sostanzialmente gli spiriti dei morti che garantiscono la fertilità della stirpe. Come le Disir (entità femminili) sono legate ai sovrani svedesi, gli elfi (entità maschili) fanno parte dei sovrani norvegesi. Al di là di questa connotazione normalmente benevola la tradizione romana riporta di tre tipologie di elfi: gli elfi chiari, gli scuri e gli elfi neri. I primi sarebbero più belli del sole, i secondi e i terzi più scuri della pece, abitano sottoterra e sono spesso accomunati ai nani. Il nome elfo ha comunque radice indo/europee ALBH (risplendere).
Al giorno d'oggi gli elfi vengono legati a due distinti destini. Nel primo seguono le vie della letteratura fantasy che discende da Tolkien. Tolkien cattolico voleva rappresentare un mondo fantastico usando la mitologia nordica come base. Per questo rende di carne gli elfi anche se gli dà connotazione divina (essi rappresenterebbero gli angeli) e, una vita molto lunga (che poi non termina ma si sposta in un altro luogo dell'esistenza). Essi sono belli, hanno orecchie a punta e un forte legame con la terra e con la magia. La seconda connotazione moderna degli elfi li accomuna invece ai folletti, creature magiche legate ai boschi dal temperamento frivolo e burlone, ma con grandi poteri magici.


LE FOTO

Le foto mi sono state inviate da Varga Stela Silvia, cittadina rumena di Beclean. Silvia si diletta mediante la pittura; pertanto è solita fotografare quanto poi potrebbe essere oggetto dei suoi dipinti. Ha pertanto fotografato le gocce d’acqua che avevano attratto la sua attenzione, con intento eventualmente farne un quadro. Sorpresa è stata il costatare sul monitor, che dentro alcune gocce, ma in particolare una, era presente un volto apparentemente non umano. Le foto inviatemi sono sette, scattate in sequenza, ma non mirate allo stesso oggetto, in quanto al momento dello scatto non erano visibili i volti nelle gocce. 


Silvia ha ricordato che nei giorni precedenti lo scatto delle foto, nella sua mente veleggiava il pensiero e quindi il desiderio che eventuali entità amiche si facessero vedere. Incredibilmente, ma poi non tanto per chi è solito destreggiarsi in questi ambiti, si sono fatti vedere. Forse un regalo al merito.
Con l’intento di effettuare un riscontro tra le foto di Silvia ed altre foto con gocce, ho eseguito alcune foto a trifoglio con gocce e, ho preso alcune foto dal web per poi compararle. Nell’immagine comparativa esposta sotto, A è una foto di Silvia, B una foto che ho scattato io, C e D sono prese dal web. Cambia nelle diverse foto, la luminosità e l’indirizzo della luce, pertanto si possono fare molteplici considerazioni in merito, che qui tralascio. Ciò che però emerge evidente, è il fatto che dentro le gocce delle foto B C D non compaiono volti. In sostanza le gocce sono come in natura solitamente sono. Compare l’effetto lente ed il riflesso dei raggi solari in B. Compare in D l’effetto lente, il quale evidenzia ingranditi i particolari sottostanti, ma non i volti.


Un aspetto che si evidenzia; è il fatto che se si guardano le gocce lateralmente, meglio se poste su superficie piana, tutte le gocce compaiono a causa della forza di gravità e dell’appoggio sottostante, deformate e schiacciate rispetto ad un cerchio. La goccia dell’elfo, al contrario non presenta schiacciatura. In più tutta una serie di anomalie compaiono in altre gocce e nelle altre foto della serie. Questo dato di fatto dimostra inequivocabilmente che la goccia con il volto, ma anche altre, non sono gocce come da natura. Un altro aspetto è che l’acqua va sempre verso il basso quindi, come in B C D, le gocce si posizionano tendenzialmente sempre nel punto di appoggio più basso.  Questa logica non pare essere completamente applicata, in quanto si vedono gocce non poste nel punto più basso. Sono andato ad accertare di fatto dopo la pioggia, questo aspetto e, ho riscontrato quanto segue. Vi sono superfici di foglie che, se non in piano o concave, non trattengono acqua; mentre vi sono superfici che riescono a trattenere piccole gocce anche quando la superficie è inclinata. Tra le superfici che trattengono maggiormente anche se inclinate, vi è proprio il trifoglio.


In natura vi è certamente differenza di dimensione tra gocce diverse, ma nelle foto di Silvia sono presenti alcune gocce dalle dimensioni anomali; come ad esempio nella foto sopra con altra presenza di volto interno. Dentro poi ad un alto numero di gocce paiono esservi riflessi o parvenze di volti.   Quando è operato un falso fotografico, in genere la foto è singola, o comunque due o tre il massimo. Più foto vi sono, più diventa evidente comparando foto e dati, scoprire il falso. Sette foto che si confermano a vicenda sono un bel numero e, sollevano ampiamente da un ipotetico falso.

ARTIFICI FOTOGRAFICI

Esiste una tecnica fotografica la quale consente di inserire immagini dentro le gocce d’acqua. È il fenomeno della rifrazione, che causa effetti particolari molto fotogenici. È stata chiamata arte liquida: si tratta di una tecnica fotografica che ritrae oggetti, luoghi e persone dentro gocce d’acqua, esattamente come fossero lenti d’ingrandimento. La goccia d’acqua si comporta come una lente che, come sappiamo, riflette la scena alle sue spalle rovesciandola e distorcendola. Ponendo quindi una scena rovesciata dietro una goccia appesa, la scena compare frontalmente alla goccia. Ciò però crea l’immediata costatazione di quanto sta alle spalle della goccia. A questo inconveniente si rimedia mediante una serie di accorgimenti. Intanto la scena deve essere grande, poi si scatta una foto che mette a fuoco la goccia e non la scena che è più distante. Si otterrà che non è visibile per fuori messa a fuoco, la scena retrostante, mentre la goccia offre la scena perfettamente a fuoco. Questa tecnica consente di inserire qualsiasi cosa dentro una goccia. La foto di Silvia è però a fuoco e la parte retrostante, fa vedere cosa diversa da quanto compare nella goccia grande, oltre ad essere vicina!

CONCETTO DI REALTA’

In base a quali logiche o parametri valutare foto del genere? Il nostro adottato vecchio concetto di realtà, non risponde adeguatamente, non regge più. Fa acqua da tutte le parti, nonostante l’operato della scienza ufficiale e l’abnegazione dei mezzi di informazione. Si dice che Dio ad un certo punto creò la luce, poi creò l’uomo, dandogli la facoltà visiva. Oppure che mediante il percorso evolutivo, l’uomo si auto generò la facoltà visiva. E’ però un vero peccato che Dio, oppure l’evoluzione, si sono scordati del fatto che la facoltà visiva umana non vede tutto lo spettro della luce, ma unicamente una parte. Motivo per cui noi oggi non siamo in grado di vedere cosa è presente oltre lo spettro del visibile umano, se non in minima parte e servendosi di tecnologia. Chissà perché l’evoluzione della facoltà visiva si è fermata, oppure dio non ha migliorato la situazione. Il nostro vecchio concetto di realtà non regge più, da quando abbiamo scoperto che siamo praticamente quasi ciechi, se non del tutto! Nonostante ciò, abbiamo appurato che intorno a noi, su piani esistenziali diversi dal nostro, esistono una infinità di presenze aliene. Non necessariamente provengono da pianeti extraterrestri, semplicemente operano su bande di frequenza diverse dalla nostra, stando esattamente vicini a noi. Possiamo definirle presenze aliene terrestri o extra/dimensionali; anche se ovviamente nulla esclude che possano esistere anche quelle extraterrestri. Esistono poi dei gruppi alieni che, non sono invisibili a noi in quanto presenti su frequenze diverse dall’accessibile umano, ma non visibili in quanto dotate di tecnologia atta a renderli tali. Pertanto noi li possiamo vedere solamente quando loro incontrano inconvenienti tecnologici, oppure quando decidono di rendersi visibili mediante la modulazione delle loro schermature. Ad ingarbugliare maggiormente la situazione, vi è poi il fatto che le presenze aliene dotate di fisicità e di tecnologia, appartengono a gruppi molto diversi tra di loro sia fisicamente, sia culturalmente e pertanto con finalità diverse. Quindi avremo entità aliene fisicamente molto alte, sino ad altre molto basse. Per non annoiarci nella ricerca, dobbiamo poi fare i conti con il fatto che, entità non fisiche ed entità fisiche di vario genere, possono interagire con la nostra credulità, facendoci abboccare a ciò che ritengono opportuno mediante interferenze a livello mentale/visivo/fotografico/olografico.
Entità non fisiche o parafisiche possono gestire il loro grado di manifestazione, ma anche quelle tecnologiche, le quali dispongono di tecnologia schermante, modulandola adeguatamente possono offrire la sensazione dell’apparire e scomparire, che equivale sotto l’aspetto estetico, alle altre che si materializzano e smaterializzano. Nulla poi esclude che gli esseri umani possano essere soggetti a visualizzazioni di immagini che sono generate da intenzionali proiezioni di tipo olografico. Il campo di indagine è in sostanza molto ampio; ma torniamo al Piccolo Popolo. Quando si parla di piccolo popolo, generalmente si intendono entità dai cm.40 di statura in giù. Testimonianze accumulate nel tempo, affermano la presenza di piccole fatine o spiriti della natura, intorno ai 10/15 cm. Gli addetti ai lavori, sanno che però vi sono altre tipologie di esseri alieni di statura ancora decisamente inferiore. Quale sia il limite io non lo so; ma certamente nel caso di questa foto ci stiamo avvicinando al millimetro per la larghezza del volto; che potrebbe significare grossomodo mm.10 di statura.

LE MISURE dell’elfo e della goccia.

Le foto sono state scattate in una cultura di trifoglio. Non conosco la Romania, ma qui in Piemonte le foglie medie di trifoglio hanno una lunghezza di quindici millimetri. Fatte le proporzioni, la sfera con il presunto elfo è del diametro di circa mm.5,5! Il volto è all’incirca un quinto della sfera, pertanto è largo 1/1.1 millimetri! Nulla del genere, con tanta chiarezza e con dimensioni simili, mi era sino ad ora mai giunto a conoscenza. In base alle proporzioni umane, la statura dell’elfo sarebbe all’incirca di mm. 10. La goccia di mm.5.5 di diametro non può certamente contenere in piedi la presenza aliena; ma neanche la potrebbe contenere accovacciata, considerando che già il mento si trova al centro della bolla. Ciò sancisce un dato di fatto: IN QUELLA BOLLA NON VI è NESSUN CORPO INTERO ANCHE SE PICCOLO. In quella bolla vi è una immagine o rappresentazione di volto di entità aliena! Al limite siamo di fronte ad una parziale materializzazione; ma potrebbe prendere corpo la proiezione olografica. Quella goccia e tutte le altre similari, non sono gocce e non sono acqua, ma sono una manifestazione di tutt’altra natura. Manifestazione intelligente che ha utilizzato la parvenza estetica della goccia, tra le gocce, nel proporsi in fotografia.

CONCLUSIONE

La foto è spettacolare e non lascia dubbi di sorta circa il fatto che ci troviamo di fronte a qualcosa di insolito, anomalo, spettacolare. Che esistono tali presenze aliene di piccole dimensioni, in grado di produrre si diceva: delle “magie”, è ampiamente sostenuto nei folklori popolari del così detto piccolo popolo; ma ricordiamoci che quanto messo assieme e costituente il piccolo popolo, è unicamente una parte di una realtà molto più ampia e non nota.


Mi sono domandato se nel corso della mia esperienza di ricercatore, avessi mai incontrato qualcosa di simile, oppure se nel web sono citati casi del genere. Non ho trovato nulla di soddisfacente. Nessuna bolla trasparente con entità all’interno, inserite in un contesto di gocce d’acqua o meno, con quelle dimensioni. Ho invece avuto a che fare con materiale notevole ed inerente presunte bolle o sfere luminose oppure bianche, con presenza interna di entità aliene. Le tre immagini sopra sono parte di una serie fotografica che evidenzia la formazione di una bolla o sfera bianca, che ingloba due esseri umanoidi/alieni e se ne vola via. L’intera serie di foto è visibile in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/05/lanonimo-cacciatore.html
Certamente in quanto a dimensioni della bolla non ci sono paragoni; e neanche sostengo che si tratta della stessa cosa; ma se è possibile generare bolle più o meno trasparenti che possono manifestare al loro interno presenze del genere, forse è il caso di domandarci se vi può essere un limite e quale. Quanto è valido il concetto umano di spazio, tempo, grande o piccolo?




Le due fotografie sopra sono parte di altra serie fotografica. Anche in questa occasione vediamo sferette bianche trasparenti, certamente gestite da presenza intelligente: http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/08/ufo-in-valmalenco-1942015.html E’ stato riscontrato che queste bolle o sfere, in talune occasioni, quando si spostano generano scie di varia intensità; ma anche che si possono spostare senza generare scie. Nelle foto di Silvia si riscontrano gocce che tali non sono, ma che certamente bolle indipendenti di una qualche natura sono. In attesa di eventuali ulteriori conferme mediante nuovi casi, io propongo di considerarle come un qualcosa del genere tipo foto 6 e 7, ma di piccole dimensioni. Qualcosa che possiede capacità di volo o quantomeno di manifestarsi in loco, che si è andato ad inserire davanti all’obbiettivo della fotocamera, assumendo similitudine con le gocce d’acqua e producendo tutto un gioco di riflessi anomali nelle gocce naturali, generando così una pareidolia di volti. In ultima analisi, occorre prendere atto che noi umani pensiamo di poter definire la realtà; ma questa presunzione è un errore. Noi non sappiamo cosa era presente tra la fotocamera e il trifoglio. Noi umani semplicemente deduciamo in base a quanto i nostri occhi ci hanno fatto vedere, più quanto ci ha fatto vedere la fotocamera. Questa però non è la realtà, ma quanto della realtà ci hanno fatto vedere occhi e fotocamera. Nel caso che la sfera con la testa dell’elfo sia solamente la parte riscontrata di una realtà più ampia ma non riscontrabile, noi non possiamo parlare di realtà completa, ma unicamente di un aspetto o parte della realtà. Nella eventualità che sotto l’elfo vi fosse un loro invisibile mezzo di spostamento, noi non lo sapremo mai, sino a quando non saremo in grado di fotografare e decifrare a quelle frequenze.


Invito eventuali conoscitori di casi simili a contattarmi e, ringrazio Silvia per aver condiviso questa sua esperienza. Intanto l’autrice si sta dilettando nel dipingere gocce. Dice che non è facile, ma intanto mi ha inviato questo piacevole dipinto ancora in cantiere, che ai lettori dedico.




giovedì 3 agosto 2017

Ferie d'agosto

Ferie mari e monti,
ufo e letture


Periodo di ferie, quindi attività ridotte un po’ su tutti i fronti; ma non per l’ufologia che non intende andare in ferie. Riccione ne è un esempio. Bagnanti dell’Adriatico e non, tenete presente che il troppo sole non fa bene. Ecco una idea alternativa:


Altra idea è la lettura, che non guasta mai. Si può leggere per acquisire nuove informazioni, oppure per comprendere la posizione dell’autore in merito a determinati temi. Tutta la lettura alla fine torna utile. In ufologia poi, più si va avanti nella comprensione del fenomeno, più ci si rende conto di quanto sia ampio e profondo il territorio di ricerca; ovvero quanto non sia stato compreso. Comunque sia, è necessario lavorarci su. Certo è apparentemente contraddittorio invitare coloro che si stanno concedendo una pausa dal lavoro vero e proprio, affinché ora lavorino su loro stessi e facciano ricerca; ma se non si fa nel periodo delle ferie, poi poco tempo si ha a disposizione durante l’anno. 




In questo ultimi mesi, in Italia va prendendo la giusta collocazione a livello di importanza, l’ufologia della Valmalenco e Valtellina. Dopo le presentazioni ufficiali delle analisi forensi a sostegno della veridicità del fenomeno, troviamo ora che se ne parla nella rivista ufficiale del Centro Ufologico Italiano C.U.N. e non solamente. Il fenomeno valtellinese ha dimensioni davvero notevoli e ciò che sino ora è emerso, è solamente la punta dell’iceberg. Quando se ne comprenderà la vera portata, le persone si renderanno conto che è giunta l’ora di rivedere non solamente l’ufologia come generalmente è intesa, ma lo stesso concetto di realtà al quale sino ad ora ci siamo affidati.


La Val Lanterna è una valle secondaria della Valmalenco. Anche qui si è in zona calda sotto l’aspetto ufologico. La serenità dei monti, l’opportunità per fare simpatiche camminate. Per meditare, per fare il punto della situazione personale oppure a carattere ufologico e perché no, qualche lettura. La lettura è un percorso della persona. Col tempo poi si dirà che molti libri sono stati inutili; in quanto ormai superati. Se però non ci fossero stati, quel percorso non sarebbe stato fatto. 


La verità assoluta non la possiede nessuno. E’ già tanto quando un autore propone scampoli di verità relativa di buon livello. Solamente la dedizione e la costanza consentono nel tempo di maturare poi la consapevolezza, che tra gli umani fa la differenza. Buona lettura e buone ferie a tutti.


domenica 16 luglio 2017

Ufo: A futura memoria

UFO: A futura memoria


Da tempo era richiesta e si attendeva, ora finalmente è arrivata. Il 2017 sarà in futuro ricordato come l’anno in cui l’ufologia italiana, ha compiuto un passo che pone un paletto, un punto fisso che non concederà possibilità di ritorno. Il Centro Ufologico Nazionale in occasione del Simposio Internazionale di San Marino 2017 e, il Gruppo Accademico Ufologico Scandicci di Firenze; hanno ufficialmente presentato la documentazione relativa alle analisi forensi, attestanti la genuinità di alcune serie fotografiche riportanti ufo e presenze aliene riprese in Valmalenco. Da oggi in poi nessun denigratore dell’ufologia, potrà affermare che non esistono prove fotografiche certe, riguardanti la presenza ufo/aliena sulla Terra, oppure in Valmalenco! 


LANZADA 8/7/2017

Come riportato dai giornali è stato un pienone, la serata non ha tradito le aspettative, nonostante un micidiale acquazzone ha imperversato prima dell’inizio della serata. Poter presentare le analisi forensi relative al caso ufologico “Lanzada 2011”, esattamente dove il caso si verificò, non è cosa da poco. Equivale a porre un monumento in pietra a perenne ricordo. Occorre ringraziare l’amministrazione comunale che ha reso possibile questo evento. La serata ha consentito a Piero Marchetti, presidente del GAUS e al collaboratore Marco Baldini, di presentare in modo dettagliato la consistenza delle analisi forensi. Ha consentito altresì di presentare un dato di fatto; ovvero il fatto che il GAUS fa sul serio ed i suoi rappresentanti sono all’altezza della situazione.
Come ampiamente ribadito in precedenti occasioni; la serata era anche l’occasione in cui eventuali contestatori, avrebbero avuto opportunità di presentare la documentazione comprovante l’opposto di quanto provano le analisi forensi. Ovvero il fatto che le foto in questione sarebbero dei falsi. Ebbene, nessun contestatore si è fatto avanti. Eppure, in un passato recente, in molti avevano strombazzato le loro certezze a destra e a manca. Giornali, ma già costoro si erano ricreduti. TV, rappresentanti stessi del CUN prima dell’entrata in azione dell’ingegner Massimo Angelucci, Facebook mediante le discussioni da bar, ma anche con la presenza dei troll. Ricordo che i troll sono personaggi mercenari pagati con soldi nostri, ma indirizzati dal potere trasversale/istituzionale, col fine di delegittimare quanto a livello di informazione non è gradito dal sistema di potere occulto. Nel momento cruciale, tutti hanno taciuto. Ovviamente anche coloro che in questi anni di lotta si sono prodigati nel mettere in circolazione materiale fotografico falso. Costoro sono da dividersi in due categorie: la categoria della semplice ignoranza becera che mira esclusivamente ad auto osannarsi come furbi e, alla categoria dei troll falsari. Un esempio eclatante, ultimo della serie, è quello che ora vado a presentare.
Tale Antonio Frigerio da Milano, così si è dichiarato, alcuni giorni dopo il 19/2/2017, giorno in cui afferma che si sarebbe verificato l’avvistamento di Chiesa in Valmalenco, inviò ai giornali locali e al sottoscritto, un cd mediante posta. Sul cd vi erano due fotografie spettacolari ed una nota, mediante il quale il Frigerio forniva la versione dei fatti. Una delle foto è la sottostante:


La foto è certamente spettacolare. Richiama alla mente i numerosi avvistamenti avvenuti in zona di oggetti volanti triangolari. Che si sappia, non esiste un aereo da tecnologia nostra di questo genere e, gli ufo triangolari ripresi, non sono esattamente così.  I conti non tornano, pertanto ho inviato le due foto ad un esperto di mia fiducia. Il responso è stato immediato: trattasi di falso! Il signor Frigerio, ma probabilmente non si chiama così; è certamente abile nel manipolare le foto. Ha preso la fotografia presente in: https://it.wikipedia.org/wiki/Avro_698_Vulcan L’ha modificata come ha ritenuto opportuno, quindi è andato ad incollare l’oggetto volante sopra una foto della Valmalenco, scattata da Chiesa. Con intento di accertare se quanto riferitomi corrispondeva al vero; ho operato la sovrapposizione delle due fotografie, quella di wikipedia e quella del Frigerio. Il risultato è quello sottostante:

A: Tratto dalle due foto del Frigerio
B: Avro Vulcan B-1 tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Avro_698_Vulcan
C: Sovrapposizione di A sopra B

Non vi possono essere dubbi, trattasi di falso operato da Antonio Frigerio da Milano; ma che in realtà è probabile che si chiama diversamente. O meglio, trattasi di falso realizzato da operatore del discredito; quindi da un TROLL. Se la mia affermazione è errata; il signor Frigerio è invitato a palesarsi e chiarire. Io provvederò a rendere pubblico il chiarimento e a porgere le dovute scuse.
Di questi falsi non ne sono comparsi tanti; ma alcuni certamente. In questo caso il TROLL ha peccato di presunzione e quindi è stato facilmente individuato; ma la cosa potrebbe essere più difficile in altri casi. Nel caso che i giornali oppure io, avessimo abboccato pubblicando le foto come vere; chi dice che un Frigerio qualsiasi non si sarebbe potuto presentare alla serata di Lanzada con la documentazione attestante il falso fotografico, quindi per conseguenza l’inconsistenza dell’ufologia della Valmalenco e l’incompetenza degli operatori?
Ho voluto presentare questo caso per far comprendere che appena si accenna a proporre informazione ufologica seria, entrano in azione i manovali del sistema; pertanto anche a loro dedico la serata di Lanzada, assieme al cippo con la lapide.


Nel corso della serata, Marco Baldini ha chiesto una alzata di mano a coloro che tra i presenti in sala hanno avuto occasione nella vita, di assistere a manifestazioni particolari a carattere ufologico. Purtroppo lo scatto fotografico riprende la sala quando già alcuni avevano abbassato la mano e, mio sconcerto, alcuni presenti che in privato mi avevano riferito di aver visto, la mano non l’hanno alzata! Ciò nonostante emerge un dato di fatto: Molte più persone di quanto si ipotizzava, in vallata o altrove, hanno visto cose che necessitano una spiegazione. 


L’AUSPICIO

Il risultato ottenuto mediante il CUN e il GAUS dimostra che sono ottenibili risultati sino a pochi anni fa impensabili. Troppo spesso le persone si fermano di fronte ai loro fantasmi che interpretano come nemici reali. Ciò non significa che non esiste la fazione avversa; ma significa “CHE LA FORZA DELL’UNO E’ SEMPRE DETERMINATA DALLA DEBOLEZZA DELL’ALTRO”. Occorre pertanto esercitare sempre le proprie possibilità, per un risultato collettivo, non egoistico. Questo è stato fatto in questa occasione, pertanto un grazie a costoro.
Per quanto riguarda l’ufologia della Valmalenco in ottica futura, una iniziativa relativamente semplice, ma che certamente potrebbe rivelarsi efficace nei risultati; potrebbe essere quella dell’installare alcune webcam in posizione panoramica. Si otterrebbero così eventuali conferme o smentite all’ufologia della Valmalenco, con un costo relativamente basso. Ovviamente poi sarebbero necessari alcuni volontari, idonei nel seguire e riferire i risultati.



domenica 2 luglio 2017

Ufo news Valmalenco luglio 2017

Ufo News Valmalenco
Luglio 2017


UNA SOLA FOTO VERA DIMOSTRA CHE VERO è L’EVENTO CHE L’HA RESA POSSIBILE. CENTOMILA FOTO FALSE NON DIMOSTRANO CHE QUELLA GENUINA è FALSA! 
ORA, PORTATE LE FOTO FALSE CHE LE CONTIAMO!


L’intento è quello di mettere una pietra definitiva, dopo anni di parole per la maggior parte inutili. Le foto del caso ufologico di Lanzada del 2011 sono genuine. Lo ha stabilito il GAUS mediante le analisi condotte presso un centro specializzato. Presentai integralmente questo caso nel 2013 mediante: http://presenze-aliene.blogspot.it/2013/03/il-caso-lanzada-2011.html 
Come tutti quelli che ne sostennero l’autenticità, fui pesantemente contestato. Poi giunsero le prime conferme di genuinità circa le analisi fotografiche condotte dal Gaus e quindi pubblicai: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/11/sulla-sponda-del-fiume.html
Ora è il Gaus che intende presentare le analisi proprio dove è avvenuto il fatto; ovvero a Lanzada. E’ un po’ come dire: NOI PRESENTIAMO LE PROVE CHE IL CASO è GENUINO, COME SANCITO DALLE ANALISI. LO FACCIAMO ESATTAMENTE DOVE è AVVENUTO IL FATTO. CHI HA PROVE CONTRARIE LE PORTI QUI, OPPURE TACCIA PER SEMPRE!

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E’ probabile che ciò non avverrà, in quanto è pieno il mondo di gente che parla senza mai presentare nulla a dimostrazione di quanto afferma. Persone che pensano di valere per quello che dicono, ma non si rendono conto cosa stanno dicendo, mentre sbandierano semplicemente ignoranza grezza. Ci sono poi le altre, e queste sono peggiori, le quali mentono sapendo di mentire. Di loro ho ampiamente illustrato in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2016/03/troll-on-line.html
Purtroppo lo Stato Italia versa in pessime condizioni, sempre che sia ancora opportuno definirlo Stato; motivo per cui avvengono cose di cui parlano solamente coloro che saranno definiti complottisti dalla informazione di sistema. Per fortuna, qualche voce esce dal coro, come ad esempio quella riportata dal giornale Centro Valle; purtroppo però altri continuano con la stessa solfa, quindi si continua a riscontrare affermazioni come quelle di Alfredo Benni nella nota sotto.


E’ con estremo rammarico che dobbiamo prendere atto del fatto che Alfredo Benni è il rappresentante del Cun, Centro Ufologico Italiano per la Lombardia, così come dobbiamo prendere atto del fatto che lo stesso Benni afferma: NON AVENDO IN MANO GLI ORIGINALI, LA MIA è E RESTA UNA OPINIONE PERSONALE! DI FALSI COSI’ NE HO VISTI A QUINTALI.
Il destino è veramente bizzarro. Mentre Benni sanciva che la foto dell’alieno che fa capolino è un falso, lo stesso Cun mediante l’ingegner Massimo Angelucci mi richiedeva gli originali per condurre un adeguato accertamento. L’accertamento mediante analisi forense ha dato quale esito, il fatto che la foto dell’alieno che fa capolino è genuina, come riportato dal giornale, come reso pubblico al Simposio di San Marino e: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/05/san-marino-il-giorno-dopo.html
Invito pertanto i fautori del discredito, quantomeno ad utilizzare gli originali e, laddove si tratta di esperti di fotografia, a presentare coerente documentazione ricavata dagli originali e non invece, da motivazioni che non avranno mai il coraggio di ammettere!


In chiusura, con nausea non indifferente, faccio notare quanto segue: Una sola foto vera è sufficiente per dimostrare che il fenomeno che l’ha generata è reale e genuino. Pertanto, a maggior ragione dato il numero delle foto accertate, il fenomeno ufologico/alieno della Valmalenco è reale. Le discussioni circa la percentuale delle foto genuine rispetto a quelle false è di secondaria se non inutile importanza, circa l’accertamento della realtà del fenomeno. Lo sanno molto bene i denigratori, per questo si attaccano alle foto false. Per giunta, la percentuale delle foto false non è così alto come in molti hanno cercato di far credere. 
Un aspetto curioso in ufologia è che, dove compaiono casi ufologici interessanti, dopo breve tempo compaiono i falsi; chissà perché!
Se poi, questa storia delle foto false della Valmalenco, continuerà ad essere sostenuta, andremo ad accertare da dove sono pervenuti i falsi. Cosa che sino ad ora non ho voluto fare, per non evidenziare in quale stato è lo Stato Italia!

giovedì 22 giugno 2017

Il velo di maya

IL VELO DI MAYA


Dopo aver pubblicato: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/06/il-concetto-di-realta-1.html in seguito a segnalazioni dei lettori, ho preso atto del fatto che l’articolo in questione non è stato compreso da parte della maggioranza dei lettori. Mi rendo conto che l’argomento trattato non era facile, in quanto lontano dal comune modo di pensare, quindi chiedo venia. Ero però convinto che, evidenziando il fatto che i colori oggettivamente non esistono in quanto ci sono fatti vedere dal nostro cervello, ci saremmo trovati costretti a chiederci, a quanto ammonta ciò che il nostro cervello ci fa vedere, che però oggettivamente non esiste! Per conseguenza ci saremmo poi dovuti chiedere quanto vale il nostro attuale concetto di realtà e, se non è il caso di rivederlo. 


La velatura è quell’ipotetico aspetto in base al quale, in tutto il mondo, ma in particolare presso le dottrine e filosofie orientali, è ipotizzata una situazione per cui all’essere umano non è consentito vedere e conoscere la realtà (vera) del quale fa parte. L’impedimento è detto appunto “VELO DI MAYA” ed è prevalentemente prerogativa del pensiero induista. Il velo di maya è la causa dell’incapacità umana del connettersi al vero, è la causa del sogno da apparentemente svegli, è la causa dell’eterno scontro duale. Vedere http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/09/la-dualita-e-leterno-inganno.html Ma soprattutto, è la causa della incapacità di uscire dal ciclo delle rinascite.
Mettiamo da parte per un attimo il pensiero orientale e consideriamo quello occidentale. Ci hanno detto che siamo stati creati da Dio e che tutto procede da Lui. Non ci hanno però mai dimostrato cosa si intende per Dio. Ci hanno detto che noi umani siamo il prodotto spontaneo e naturale dell’evoluzione; ma non hanno mai dimostrato che tutto quanto è nato spontaneamente dal nulla, senza una causa esistente a monte. Non intendo escludere che in entrambe le ipotesi ci sono elementi interessanti e relativamente veri.
In tempi recenti si va affermando una corrente di pensiero che pressappoco suona così: Non Dio ci ha direttamente creati, ma suoi intermediari ovvero gli dei. Costoro sarebbero le culture aliene di oggi. Nel tempo sarebbero intervenuti più volte presso il genere umano mediante manipolazione genetica, indirizzando l’evoluzione umana. Il pregio di questa terza ipotesi è quello di mettere assieme le prime due e di accantonarle per superati limiti di età! Soddisfa questa nuova ipotesi? Assolutamente no! Oggi l’essere umano vuole comprendere cosa ci sta a fare qui, quale il senso di tutto ciò, cosa esattamente lui è. Vuole risposta alla domanda: UOMO, CHI SEI? Cerca quindi la risposta; ma riscontra che su tutto il pianeta sin dall’antichità, all’uomo è stato impedito di rispondervi in quanto ha dovuto soggiacere ad una azione di velatura mentale, psicologica, visiva.


Traggo dal sacro libro Maya “Popol Vuh”, (gli Dei sono in consiglio per decidere le sorti del genere umano): “I nostri esseri costruiti (l’essere umano), i nostri esseri formati, sanno tutto. Come ci comporteremo? Che possano vedere solo a poca distanza. Che non vedano altro che la faccia della Terra! Sarebbero come noi se generassero e si propagassero! Diminuiamo le loro facoltà. Allora gli esseri umani vennero pietrificati dagli spiriti del cielo che li velarono come l’alito vela uno specchio. Gli occhi si turbarono e non videro che le cose vicine! Così l’uomo perse la saggezza.”
Traggo dalla bibbia (Genesi 11/1) “Or tutta la Terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole”. Da (Genesi 11/6) “E l’eterno (La traduzione vuole dare a intendere che era Dio a parlare, ma erano gli elohim, quindi gli dei) disse: Ecco essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio e questo (torre di Babele) è il principio del loro lavoro. Ora nulla impedirà loro, di condurre a termine ciò che disegnano di fare. Orsù scendiamo e confondiamo quivi il loro linguaggio, sicché l’uno non capisca il parlare dell’altro!”

IL PROBLEMA DEGLI DEI

E’ palese il problema che gli Dei avevano nei confronti del genere umano. Non era la torre di Babele (nel senso di costruzione materiale) che, come ci è stato raccontato, saliva troppo alta nel cielo! Infatti sarebbe bastato che i costruttori umani fossero saliti su una collina o montagna e già si sarebbero trovati più in alto nel cielo, senza dover costruire nulla! La torre di Babele, va intesa come simbolo del tentativo di affermazione delle potenzialità umane. Quindi tentativo dell’essere umano di affermarsi come gli dei (emerge palese nell’affermazione tratta dal Popol Vuh). Il problema non era neanche la lingua parlata unica, oggi volendo tutti possiamo parlare inglese, ciononostante non ci capiamo. Il problema era che il linguaggio unico consentiva tra gli umani, una forma di sintonia, di empatia o addirittura di interessi simbiotici; che consentivano a loro di esprimere una notevole forza d’insieme. Soprattutto generava l’intesa di massa, cosa che oggi vediamo non esserci se non nella propaganda di sistema!
Analizzando le parti riportate da questi due antichi libri; emerge chiaramente che gli Dei in questione non approvavano l’affermazione delle potenzialità umane. Da ciò si deduce che, o gli esseri umani non li avevano creati loro; o li avevano creati loro, ma con potenzialità superiori a quanto erano poi disposti a consentire. Se però loro avevano avuto la capacità di crearli, per quale motivo li avevano creati con potenzialità poi da inibire? Sorge il sospetto che questi dei non hanno creato l’uomo; ma semplicemente lo vogliono gestire come loro creazione e, lo vogliono inferiore, sottoposto, riverente, sacrificabile, spremibile e parassitabile. Ecco perché lo velano, lo pietrificano e lo confondono. Forse sarebbe il caso di indagare cos’altro hanno fatto o stanno facendo.
Sarebbero come noi se generassero e si propagassero! Significa che l’essere umano è portatore potenziale di caratteristiche aliene, tali da consentire uno sviluppo a livello di consapevolezza che consentirebbe di diventare non più governabili da loro.
Così l’uomo perse la saggezza.” Quindi prima l’uomo possedeva la saggezza e poi gli fu tolta. Pertanto nessuna responsabilità sarebbe dell’uomo. La domanda però ora è: quanta saggezza ha perso, ma soprattutto, ne sta ancora perdendo? Se osserviamo l’attuale indirizzo verso uno stato di pazzia sempre più evidente, diventa legittimo pensare che la saggezza la stiamo ancora perdendo!
Che possano vedere solo a poca distanza. Che non vedano altro che la faccia della Terra! Questa è l’affermazione più evidente che conferma l’avvenuta velatura visiva e del fatto che vi sarebbe altro da vedere che ci è precluso!

LA VELATURA

All’uomo è stato concesso di vedere mediante i telescopi spaziali, quindi il problema per gli dei non è impedire che l’uomo possa vedere lontano. Il significato pertanto, deve essere altro. Significa che la vista umana, non deve spaziare su tutto lo spettro del visibile della luce; ma unicamente su di una banda di frequenza stabilita, quindi limitata. Chiamiamola banda di frequenza visiva, oppure spettro visivo, esattamente come rappresentata nella immagine sotto. Lo stesso discorso dovrebbe essere fatto per quanto riguarda gli altri sensi; ma ci porterebbe troppo oltre. Come evidente, la banda di frequenza consentita all’essere umano è estremamente ridotta rispetto allo spettro totale. Spazia dal valore di circa 380 a 780. Molti animali hanno disponibilità di una banda più ampia; così come molti animali hanno un numero di occhi maggiore a due. Alcuni hanno poi gli occhi indipendenti per cui possono puntare obiettivi diversi contemporaneamente. Ciò significa che i loro cervelli poi sono in grado di gestire le informazioni in arrivo in modo separato e, di accostarle unicamente in base all’utilità. Una cosa è certa: a livello visivo l’essere umano è scarsamente dotato; per giunta il campo visivo disponibile è estremamente ridotto.


Tutto questo sarebbe più che sufficiente per dimostrare che la nostra vista è limitata, ma poi si aggiunge quanto riportato nell’articolo relativo al concetto di realtà ovvero, noi umani non siamo in grado di vedere, ma semplicemente di visualizzare oppure se preferiamo, possiamo utilizzare il termine rappresentare! Vedere significa essere in grado di interiorizzare una immagine che riproduce fedelmente il vero. Visualizzare significa generare una immagine decodificata e ricostruita internamente, ma non coerente a quanto sta lì fuori. La differenza è enorme. Se la ricostruzione dell’immagine che visualizziamo fosse arricchita rispetto alla realtà, ben venga. Se invece la ricostruzione non è coerente al vero, allora ci inganna e ci vela.
I colori non esistono in natura, ma sono inseriti nell’ambito della ricostruzione dell’immagine, da parte del cervello. Quindi l’essere umano non ha alcuna possibilità di vedere la realtà vera, semplicemente perché non vede affatto! Noi umani, non solamente siamo velati, ma siamo letteralmente ciechi! La velatura che ci è stata imposta è la cecità completa! In alternativa ci è stato consentito utilizzare un metodo di visualizzazione che, sotto l’aspetto estetico non è male in quanto crediamo di vedere un magnifico mondo a colori; ma questa non è la realtà oggettiva, ma quella illusoria.


Pensatori, ricercatori, filosofi, poeti ecc. hanno tentato di comprendere l’arcano. Molti hanno desistito e, altri come Montale e Schopenhauer hanno negativizzato le conclusioni. Se un tizio ha vissuto come incarcerato dentro una cella con un semplice lucernario per vedere il panorama, ogni volta che è uscito in corridoio, ha visto unicamente il buio. Quindi se ne è sempre tornato in cella convinto che nulla vi era da ricercare! Mai scoprì che la cella non era parte di una prigione, ma unicamente una creazione della sua mente!
Un ruolo fondamentale per l’affermazione della detta logica, è nella responsabilità di chi ha gestito e indirizzato l’umanità. Pertanto del potere, con un ruolo e una responsabilità fondamentale da parte del potere religioso. La credulità religiosa ha imposto all’uomo di restare in cella e pertanto di non poter scoprire che il carcere era fatto di sabbia, di vento, di pensiero!
Il punto nevralgico di tutta quanta la vicenda, è però dovuto al fatto che l’essere umano non ha compreso CHI E’ e COSA E’. Pertanto non può aver compreso come rapportarsi all’ipotetica realtà e, cosa eventualmente questa sia. Ciò che però maggiormente mi sconcerta, è il fatto che pare non importargliene poi molto. Poche persone ne vanno alla ricerca, ancora meno ci capiscono qualcosa, tutte o quasi tornano in cella. La spiegazione sarà che nulla vi è da comprendere e, nella eventualità che le persone siano consapevoli del fatto che sulla Terra sono presenti delle culture aliene, la responsabilità è loro. Che si tratti di Popol Vuh, di bibbia o altro nulla cambia. Il pensiero prevalente è quello che traggo dal libro “Schiavi degli invisibili”: Oltre la sinistra barriera dei nostri limiti, oltre questo campo visivo meschino e inefficiente, intenti a dominare ogni uomo dalla culla alla tomba, a depredarci spietatamente come parassiti, stanno i nostri padroni maligni e onnipotenti: gli esseri che sono i veri signori della Terra! Parole sinistre, dure inappellabili, che esprimono quello che nel corso dei secoli è stato il pensiero prevalente, anche se questo è un romanzo. Noi umani siamo schiavi di questi dei, demoni, angeli o alieni che siano! Traggo dalle affermazioni di quel grande che fu Charles Fort: <Siamo già stati conquistati e sono i nostri sconosciuti padroni>.


Poi arrivò Corrado Malanga, ci disse che eravamo parassitati della nostra energia, che gli alieni ci rapivano per rubarci la nostra anima. Poi arrivò David Icke con il suo complottismo, le stirpi rettiliane etc. ma poi iniziò a parlare di forze occulte ed ora ci parla dell’imbroglio della realtà e dell’inganno della percezione sensoriale. Ferma restando la mia simpatia per Icke e Malanga, che considero ricercatori indipendenti e comunque pionieri di una certa epoca e, fermo restando il fatto che io non escludo a priori che l’essere umano possa essere strumentalizzato da eventuali esseri superiori; ritengo che sia opportuno rivedere il sistema di lettura di questa presunta realtà.
 Ho la sensazione che l’essere umano continua a rientrare in cella, senza averne dovere o imposizione, in quanto non conosce se stesso e quindi cammina con un velo davanti agli occhi. Non siamo nella posizione di scegliere l’uscita dal carcere! Chi in precedenza ha manipolato le menti umane, ha fatto sì che tutte le informazioni, tutte le credenze, tutti i condizionamenti, invitassero a rientrare in cella. Sei peccatore, tu tuo padre e tuo nonno! Devi pagare il peccato e il debito! Ci siamo noi a badare ai tuoi interessi! Come osi pensare in questo modo? Se fosse così te lo avremmo detto noi, torna in cella!
Ebbene, io affermo che quella cella non esiste, esattamente come non esistono i colori nella realtà creduta, ed esattamente come noi non vediamo affatto! La cella esiste unicamente nel sogno virtuale! Tu uomo/ologramma hai creduto, oppure è stato necessario credere; ma per poi uscire dalla cella, non per restarci! Occorre andare oltre, oltre l’apparenza, oltre il velo! Proviamo a pensare un attimo ad una ipotetica situazione del genere: Sei schiavo nella misura in cui accetti di esserlo. Sei libero nella misura in cui hai deciso di esserlo. Il punto centrale è la tua consapevolezza. Tu sei oltre il presunto reale, oltre il virtuale, oltre il velo! Quando in questo illusorio videogioco avrai superato il livello della prigionia, potrai accedere al livello della presunta libertà. Per avere la libertà vera, probabilmente occorre uscire dal gioco, o quantomeno conoscerlo meglio! A livello ipotetico si potrebbe iniziare a definire i vari livelli del gioco; ma occorre prima comprendere che di gioco si tratta, seppure estremamente serio. In questa direzione stanno andando i ricercatori. Non posso pensare che Icke non sappia che la realtà non ci ha assolutamente ingannati! Così come non ci ha ingannati la percezione sensoriale della realtà! Siamo noi umani che abbiamo fatto nostro il pensiero in base al quale la realtà ci inganna. Quando avremo imparato a leggerla, scopriremo che noi umani ci siamo auto ingannati credendo in cose assolutamente fuori posto. Scopriremo che il problema alieno è completamente da rivedere e forse, noi umani non siamo così tanto vittime. Abbiamo delle responsabilità che non vogliamo assumerci e affrontare; ma soprattutto: quanto è spesso il velo di maya?