Presenze Aliene

domenica 25 marzo 2012

ENTITA’ DELTA -2-


RODS 

SUPERIORI


DI Dario Giacoletto


Con l’articolo Entità Delta -1- http://presenze-aliene.blogspot.com/2010/12/entita-delta.html ho presentato una carrellata d'immagini relative a questa sconcertante presenza aliena, a noi tanto vicina ma, contemporaneamente tanto lontana alla nostra vista e, all’immaginazione comune. Più lontana ancora, ai mezzi d’informazione che, paiono proprio non rendersi conto di quanto avviene sotto il loro naso, o forse, proprio non vogliono vedere. Mi sconcerta che trasmissioni come Mistero o Voyager si ostinino a non rendere pubblica la cosa. Perché tacciono?.. Per propria inconsapevolezza o, per mantenere inconsapevole la massa?.. Poi vediamo i loro inviati, andare a caccia di luminosità varie e personaggi particolari, ovunque nel mondo!  A me questa realtà è nota sin dal 2004!. Col presente post, presenterò alcuni filmati dal quale le immagini del primo articolo, sono state tratte. Preciso: non presenterò i filmati integrali, a causa della loro lunghezza; presenterò le sintesi degli originali. Chi fosse interessato agli originali mi può contattare; e così anche chi avesse materiale analogo e volesse proporlo. Da parte mia, affermo essere il materiale che presento, genuino e, sfido chiunque a dimostrare il contrario. Chi eventualmente avesse un'idea simile; verrebbe da me invitato a effettuare lui stesso dei filmati e, a risultati uguali, gli imporrei di valutare prima i suoi e poi i miei, utilizzando  lo stesso parametro di misura. Ricordiamoci sempre però, che queste presenze sono molto intelligenti e, sono loro che stabiliscono se, come e quando farsi riprendere. Ecco perché per alcuni è facile e per altri no. Non tutte le tipologie sono disponibili in egual misura; ma l’entità Delta è veramente disponibile e per giunta è presente sul territorio tutto l’anno. Altre tipologie, in inverno non sono presenti e ricompariranno a Marzo. Emigrano a temperature più confacenti? Non lo so,  vediamo ora alcune sintesi video/clip:
video
C-21
Le quattro immagini sottostanti sono estrapolazioni dal filmato C-21. Quando i mezzi d’informazione affermano che nessuna presenza aliena è mai stata ripresa ripetutamente, chiaramente, genuinamente, in modo inequivocabile; affermano il falso! Se per presenza aliena intendiamo astronauti extraterrestri, non ci stiamo comprendendo certamente; ma se intendiamo presenza intelligente, o entità in una forma non umana, allora queste sono presenze aliene.





Nell’immagine 1, così come nel filmato, si vedono passare tre presenze che, poi vengono a sfrecciare in verticale davanti alla videocamera. Sconcertante l’immagine 3 che, potrebbe indurre qualche cristiano/credente, a pensare che si tratti di Gesù in croce. Nell’immagine 4 diventa evidente quanto il corpo di queste entità sia etereo e trasparente, passando davanti ad un filo dell’alta tensione. Per una valutazione, il filo distava dalla videocamera una ventina di metri.



L’importanza dell’essere a conoscenza della realtà che presento, è enorme; anche se sicuramente molte persone riterranno che importanza non vi sia. Per chi come me, si chiede se realmente l’essere umano è al centro dell’universo, della creazione divina, oppure, è unicamente una pecora smarrita e macerante nel debito pubblico della manipolazione di sistema; la comparazione con queste presenze assume una rilevanza enorme. Il loro spaziare grazioso nell’aria, con un corpo che sicuramente non pone i condizionamenti del nostro. Il senso di velocità, di libertà che esprimono e, l’eventuale diverso paradigma di pensiero rispetto al nostro, becero pensiero umano condiviso dai più; mi invita a ritenere che noi esseri umani dobbiamo ancora imparare a vivere.

video

C-12-R

L’immagine 5 è tratta dal filmato C-12 del 25/9/2006. La nitidezza di questa immagine è stata possibile grazie al fatto che l’entità ha rallentato la sua velocità di fronte alla videocamera. La velocità abituale di queste presenze è altissima e, in questi casi, nelle immagini compaiono come semplici sfocature, striature o vaghe forme sigari/formi. Con lo scorrimento a velocità normale dei filmati, è impossibile coglierne i particolari pertanto, diventa opportuno rallentarli sotto il 30% per visualizzarne il contenuto e, occorre poi effettuare l’estrapolazioni dei fotogrammi più significativi per valorizzare il tutto.


 L’immagine sottostante n.7, proviene da altro filmato. La ripresento in quanto a mio parere è notevole e conferma l’immagine 5.

Quando si eseguono riprese usando troppo lo zoom oppure, quando queste entità passano troppo vicine alla videocamera ma, anche quando la loro velocità è troppo alta per essere riprese in modo adeguato; le immagini si presentano come in alcune estrapolazioni del filmato C-22. Immagini sottostanti.

video
C-22



Ripeto fino alla noia: chiunque munito della tecnologia indispensabile, può ottenere gli stessi risultati e anche di più. Perché Voyager e Mistero continuano a nascondersi, ritenendo che le persone  non sono in grado di capire?


venerdì 16 marzo 2012

Il mistero delle Sliding Rocks

 
Da tempo geologi e ricercatori cercano una soluzione al mistero delle Sliding Rocks, pietre vaganti della Racetrack Playa in California, ma le Sliding Rocks sembrano un vero proprio rompicapo scientifico. Il fenomeno si manifesta nel parco nazionale della Death Valley, sul fondo perfettamente piatto e arido dell’antico lago di Racetrack Playa. Queste rocce, molte delle quali pesano diverse centinaia di chili, attraversano inspiegabilmente il lago lasciando lunghi solchi, vediamo alcune ipotesi dei ricercatori sul loro movimento.

IL LAGO RACETRACK PLAYA

Racetrack Playa è un lago perfettamente piatto e sempre secco. E’ lungo circa 4 chilometri, da nord a sud, e largo circa 2 chilometri, da est a ovest. La superficie è ricoperta di fango crepato i cui sedimenti sono composti principalmente da argilla e limo (siltite). Il clima in quest’ area è arido: le piogge sono nell’ordine di 40mm l’anno. Comunque, quando piove, le scoscese montagne che circondano il lago producono una grande quantità di rivoli, che trasformano la Playa in un vasto lago molto basso. Quand’è bagnata, la superficie della Playa si trasforma in uno strato di fango molto morbido e scivoloso, fango asciutto, inaridito che si è rotto in piccoli perfetti ottagoni e pentagoni. E’ piatto che più piatto non si può. E ci sono rocce vaganti che sembrano muoversi per conto proprio. Le pietre hanno una grandezza che varia dal ciottolo a rocce di mezza tonnellata e hanno dimensioni e forme così diverse poiché si sono staccate dalle colline.

I loro percorsi variano in lunghezza e vanno in qualunque modo, dai zig-zag agli anelli e al ritorno su se stessi. Alcune viaggiano solo per alcuni piedi; altre procedono per centinaia di yards. Come fa il vento a girare in circolo, tornare indietro su se stesso e zigzagare? Perché due rocce una accanto all’altra prendono percorsi totalmente differenti, perché alcune rimangono ferme? Per molto tempo le ragioni per cui si muovono hanno confuso i geologi e gli scienziati che le hanno studiate fino a che dei geologi del Cal Tech condussero su di esse uno studio durato sette anni. Conclusero che la ragione per cui le rocce si muovono è che, in certe condizioni atmosferiche, la pioggia o la nebbia fitta o la rugiada rendono il fango scivoloso e bagnato, e i venti spingono le rocce in giro. Queste enormi pietre hanno l’abilità di muoversi attraverso l’asciutta e polverosa superficie del deserto a volte fino a 900 PIEDI in un singolo movimento. Mentre nessuno ha mai visto una roccia muoversi, il Dott. Robert P. Sharp, un geologo della Divisione di Scienze Geologiche e Planetarie al California Institute of Technology di Pasadena, California, dice di aver monitorato il movimento di 30 pietre dal 1968 al 1974. Il Dott. Sharp afferma che le pietre si muovono a velocità che raggiungono i tre piedi al secondo, ed è noto che si sono mosse anche per due miglia.

COME SI MUOVONO LE SLIDING ROCKS?

La forma delle tracce che lasciano le rocce suggerisce che esse si muovano durante i periodi in cui la Racetrack Playa è coperta dal fango. La mancanza di altri segni nel fango attorno alle rocce sembrerebbe escludere che a muoverle siano l’uomo o gli animali. La spiegazione sin’ora più accreditata è che si tratti dell’ azione del vento. I venti che soffiano prevalentemente su Racetrack Playa viaggiano da sud-est a nord-est. Molte delle scie lasciate dalle rocce sembrano parallele a questa direzione. Pare dunque che il vento sia il principale motore dello spostamento di queste rocce, o che, almeno, ne sia in parte una causa. Forti folate di vento potrebbero infatti mettere le rocce in movimento: si tratterebbe poi di uno slittamento progressivo. Le curve nelle tracce dello slittamento potrebbero infine essere causate dai cambi di direzione delle folate di vento. Un’ altra teoria prenderebbe in considerazione il ghiaccio. Alcune persone hanno riferito di aver visto Racetrack Playa coperta da un sottilissimo strato di ghiaccio. Un’idea è che l’acqua ghiacci attorno alle rocce e poi il vento, soffiando attraverso la superficie superiore del ghiaccio, trascini il foglio di ghiaccio con la sua roccia inglobata attraverso la superficie della Playa. Molti ricercatori hanno trovato prove congruenti con questa teoria. Comunque, il trasporto di ampi fogli di ghiaccio dovrebbe forse implicare altri segni sulla superficie del fondo del lago. Questi segni però non sono stati trovati.

In qualunque caso, il vento sembra essere coinvolto. Nel frattempo i geologi continuano ad arrovellarsi come indovini sul mistero di queste strane pietre. Il Dott. Sharp e Dwight Carey, appartenente al Reparto di Geologia a U.C.L.A, con la sua equipe ha posizionato paletti di ferro attorno a ciascuna delle pietre per misurare i più piccoli movimenti. Ma persino questi non hanno rappresentato un ostacolo per le pietre, una volta che queste hanno iniziato a muoversi. Apparentemente questi paletti non hanno impedito a 28 delle 30 pietre di scappare e muoversi fuori dal recinto, ha detto il Dott. Sharp. Qualche immutabile legge della natura prescrive che i movimenti debbano avvenire solo nell’oscurità di notti tempestose. E’ interessante il fatto che delle 30 pietre controllate – dice il Dott. Sharp – sette di esse sono inspiegabilmente sparite senza lasciare traccia. Qualunque tentativo di spiegazione si è rivelato insufficiente. Lo stesso Sharp propone una combinazione di ghiaccio e vento che agirebbero durante la notte (probabilmente un fenomeno analogo a quello dei “pipkrakes”, di ambiente periglaciale). Egli stesso tuttavia ammette che al momento qualsiasi spiegazione è puramente ipotetica. Don Spalking è il soprintendente del Monumento Nazionale di Death Valley. Conosce il dott. Sharp, e conosce le ricerche del dottore volte a capire cosa fa veramente muovere le pietre. “Gli esperti sono venuti qui per anni” dice, “ma nessuno sinora ha visto una pietra muoversi. Sappiamo che lo fanno, ma non sappiamo come o perché”. Uno dei ranger del parco ha detto che il fenomeno ha qualcosa a che fare con il magnetismo del sottosuolo. Ha affermato che sicuramente potrebbe essere il vento e che il fango diventa scivoloso quando il terreno è umido o bagnato, ma che non si spiega come due rocce vicine una all’altra possano andare in due direzioni opposte o come una possa stare ferma mentre una tre volte più grande si muova. Ha detto che lui ha visto le rocce muoversi per lunghi tratti quando il tempo è perfettamente asciutto e non c’è vento, o semplicemente quando non sussistevano le “condizioni” che si dice siano necessarie affinché il fenomeno abbia luogo. Dal momento che si tratta di un deserto, piove raramente eccetto che nella stagione dei monsoni, e a volte al mattino c’è molta nebbia, tuttavia le rocce si muovono durante tutto l’arco dell’anno. Può la sola forza del vento spostare delle pietre su una superficie ghiacciata? E come potrebbe questo lago ricoprirsi di ghiaccio o brina durante la notte? Siamo in un deserto in California! E così gli scienziati continuano a fare ricerche e a studiare il segreto delle misteriose pietre mobili della Death Valley, California, in un altro classico esempio dell’inspiegabile!



Le pietre vaganti della Dearth Valley Fonte:oopart.it - mondoecoblog.com - majuro.it

domenica 4 marzo 2012

CRANI ALLUNGATI

CRANI ALLUNGATI 
O DOLICOCEFALI
Di Dario Giacoletto

Dolicocefalia è il termine col quale s'identificano quei crani, numerosi nel mondo che, presentano un allungamento non conforme, spiegabile, coerente alla forma e alla capacità cranica, tipica del cranio medio attuale.

 Cranio dolicocefalo della cultura Paracas

Lo scopo del presente articolo, in coerenza allo spirito del presente blog è di portare l’attenzione su questi crani allungati in quanto, presentano caratteristiche aliene rispetto il comune modo di intendere la normalità umana. Nel caso poi, essi dovessero essere considerati espressione di una genetica aliena extraterrestre giunta sulla Terra; non ci faremo cogliere impreparati. Alcune domande in sottofondo emergono nelle nostre menti: Noi esseri umani terrestri, in quanto ad origine, siamo veramente generazione del pianeta Terra?  Oppure siamo semplicemente espressione della generazione sul pianeta Terra?. Perché tutto ciò che non concorda con la logica scientifica evolutiva, viene sistematicamente sminuito e messo nel dimenticatoio?.. Perché si continua a sminuire il megalitico e, a spiegarlo come espressione dell’uomo comune?.. Perché viene riconosciuta, l’avvenuta presenza dei dinosauri mentre, non si vuole riconoscere quella dei dinosauri umani?.. Torniamo a noi. 

Cranio dolicocefalo egiziano

Caratteristica comune dei crani allungati, per altri aspetti molto diversi tra loro, è l'enorme capacità cerebrale che varia da 2200 cm3 fin oltre 3000 cm3. Il cervello umano è di circa 1450 cm3. Numerosi ricercatori si sono espressi motivando la lunghezza di questi crani, come il risultato di una deformazione intenzionale. Che le deformazioni fossero praticate non lo metto in dubbio; il punto, però è che se viene schiacciato  un contenitore qualsiasi ma, in questo caso una scatola cranica, non aumenta il volume interno!.. Il cranio forse si allungherà, ma si riduce lo spazio a disposizione del cervello. Che fosse questo il motivo per cui molti crani sono stati trovati forati?. Venivano forati per far uscire il mal di testa che la schiacciatura produceva?.. Occorrerebbe statisticamente sapere se i crani forati erano prevalentemente quelli allungati dopo deformazione o se invece lo erano quelli naturali. Vi è poi da considerare che sono stati trovati crani dolicocefali presso l’isola di Malta che, presentano la mancanza della saldatura mediana, detta “sagittale”. E’ questo un particolare che impone di considerare i crani dolicocefali come facenti parti di una razza aliena non comune.


Queste due immagini esprimono la comparazione proporzionale tra un cranio attuale medio rispetto a quelli Paracas allungati (Frutto del lavoro di ricerca di Robert Connolly). Emerge palese la differenza del volume interno e l’impossibilità di essere uno il risultato dell’altro. Va ricordato che attualmente, per reminescenza genetica, parallelamente e a fianco di questi, ci capita di osservare crani che sono portatori di un accenno di forma allungata naturale e poi, ci sono quelli che portano un accenno di allungamento artificiale ma, con capacità interna minore.


LA DEFORMAZIONE CRANICA ARTIFICIALE
Tra le diverse forme di deformazioni corporee intenzionali prodotte dagli esseri umani, vi è anche quella che prevede la deformazione cranica. La sua pratica oggi è quasi scomparsa ma, nel tempo che fu, era ricorrente. Ciò che sconcerta immediatamente, è che essa si praticava su tutto il pianeta e, era presente anche tra quelle popolazioni che apparentemente non avrebbero avuto possibilità di incontrarsi. Traspare così una motivazione di base o una forma di cultura comune che, sarebbe interessante comprendere meglio. Certamente si spiega secondo quanto riportato in testi antichi i quali, ci dicono che gli dei alieni operavano su tutto il pianeta ed erano simili agli esseri umani.

I Crani allungati di  Andrea Balestri

La deformazione artificiale del cranio è una tradizione ormai scomparsa presente un tempo in tutto il mondo. Lo studio della deformazione dei crani può essere considerato un ramo a parte dell’anatomia. Le prime ricerche sulle conformazioni del cranio umano risalgono ai tempi di Ippocrate e Galeno. Tuttavia spetta al rinascimento, col Vesalio, la prima analisi dettagliata delle varie deformazioni (artificiali e non) del cranio. Quando si costatò, non senza sbalordimento, che i musei americani contengono il 90% dei crani deformati, si comprese quanta importanza avesse tale pratica in un area così vasta. Le deformazioni sono innumerevoli e possono essere ottenute in modi differenti; sebbene le molte varietà di apparecchi deformanti, si può, per comodità, riunire sotto un titolo convenzionale ognuna delle tre classi che vi si distinguono:
1) Apparecchi composti di due piani o tavolette libere, parallele, applicate una sull’osso frontale del neonato e l’altra sull’occipitale: è la categoria dei “telai”.
2) Culle che costringono il neonato a giacere con un’asse che esercita una forte pressione sul cranio, talora tenuta in modo da esercitare verticalmente tale pressione.
3) Apparecchi costituiti da corregge, fibre o bende avvolte anularmente al cranio: formano il tipo “cuffie”.

Spesso si ha anche una deformazione bilobata o trilobata del cranio.
Riguardo al motivo di tali deformazioni, spesso è stata rivolta la domanda ai diretti interessati, che hanno risposto in modi differenti, ma tutti incentrati su uno sviluppo delle qualità umane: maggior coraggio, maggiori virtù combattive, maggior forza, più intelligenza, minore sforzo per
sollevare i pesi con la testa. Spesso tali deformazioni servono a classificare le persone in un grado della gerarchia; attenzione però: i soggetti deformi appartengono sempre al ceto più elevato. Concludendo, la deformazione è sempre segno di superiorità intellettuale e/o fisica ed è stata praticata soprattutto in America, considerata da alcuni “il quartier generale delle deformazioni”. E’ importante ricordare che la deformazione non è MAI in grado di aumentare la capacità cranica e, se è troppo eccessiva, porta alla morte dell’individuo. 



Mangbetu. Donna con cranio deformato intenzionalmente. Come evidente, la fasciatura tende a impedire lo sviluppo del cranio, sebbene poi esso tenda ad allungarsi. Non deve ingannare l’acconciatura mirante a esaltarne l’allungamento. Anche la postura del mento, forzatamente protesa in avanti, tende a replicare quelli che erano i lineamenti dei semidei adorati. Vedi Akhenaton e famiglia.




Ho affermato in precedenza, che i crani allungati non erano caratteristica esclusiva dei Paracas e, faccio notare che ne sono stati trovati anche in Egitto, Malta e altri parti. L’immagine sovrastante è eloquente: Akhenaton, statura alta, cranio dolicocefalo, idem Nefertiti e le figlie. Akhenaton porta la mitra, un copricapo molto lungo che  attesta  nobiltà o divinità mentre è in atto di offerta al divino superiore Aton. Sconcertano i tratti femminili di Akhenaton che, sono addirittura più evidenti di quelli di Nefertiti. Pancia rilassata da apparente post parto, seno evidente, tratti del viso femminile. Su quest'argomento, torneremo in un prossimo articolo.
Osservando i numerosi crani allungati presenti nei musei, si nota che possono essere suddivisi in due categorie maggiori. Quelli allungati a tubo tondo (immagine 2) che termina in modo sferico e, quelli che sono altrettanto allungati ma presentano una tipicità particolare, evidente nell’ immagine 1. Questi terminano con una riduzione che va facendosi a punta e presentano una forte ondulazione, dove iniziano a ridursi. Ci sono poi molti crani che sono una via di mezzo tra le due tipicità. Ciò si potrebbe spiegare come il risultato di avvenuti incroci tra le due tipicità.                          

Propongo ora, tratto da: www. avvistamenti e contatti.blogspot.com
Quanto è reso noto col seguente articolo, non può essere definito come attinente  alla cultura Paracas ma, neanche che non lo sia e comunque, il luogo in questione è lo stesso. Siccome l’essere in questione presenta chiaramente l’aspetto macrocefalo ovvero, cranio abnormemente grande rispetto a quanto noi oggi riteniamo normale; ritengo opportuno accostalo ad altri casi di palese macrocefalia certamente facenti parte della cultura Paracas.

CUZCO (PERU'): TROVATO SCHELETRO ALIENO?

Nel Museo Antropologico privato, situato nel quartiere di Andahuaylillas, nella provincia di Quispicanchi e Cuzco, l’antropologo Renato Riquelme Davila ha annunciato la scoperta eccezionale di una mummia senza caratteristiche umane. Riquelme Davila ha spiegato che il corpo è di 50 centimetri di altezza, testa triangolare, cavità degli occhi troppo grandi, la fontanella bregmatica troppo aperta per essere di un bambino, ma che è solo caratteristica dei bambini fino a un anno di età. Dispone poi di molari troppo grandi e quindi c’è un divario enorme che non è comune o spiegabile negli esseri umani. “Non ha l’aspetto umano perché la testa è triangolare e tremendamente più grande del corpo. Pensavo di trovarmi davanti ad un bambino, ma i medici spagnoli e russi che sono venuti ad analizzarla, mi hanno confermato che questo è davvero un extraterrestre”, ha detto nell’intervista attraverso la TV e Radio RPP Noticias, l’antropologo Riquelme Davila. Infine lo stesso antropologo ha affermato che non esiste al mondo nessun gruppo etnico con queste caratteristiche. (immagini sottostanti)



CONCLUSIONE: In coerenza a quanto da me raccolto e vagliato e, eventualmente in attesa di nuove informazioni tali da impormi un cambiamento di opinione; permango attualmente dell’opinione che i crani Paracas allungati ma non quelli intenzionalmente deformati per apparire come discendenza, sono l’espressione della reminescenza genetica rimasta dopo l’incontro dei comuni mortali con una tipologia di giganti (qualcuno ipotizza i Nephilim) ovvero (come venivano detti)con i figli degli dei. Di figli degli dei, allora ve ne erano molti e probabilmente con caratteristiche diversificate tra di loro e, si spartivano tutto il pianeta.

La deformazione in allungamento dei crani, presenti presso molte popolazioni di allora, era il tentativo di affermare che in quella persona, erano presenti requisiti di discendenza divina. Cosa che incuteva rispetto e consentiva a quella persona di collocarsi socialmente in posizione particolare. Va notato, che questi crani allungati, nulla hanno a che fare con i crani dei giganti rinvenuti in molte parti del mondo. Quelli dei giganti, non presentano allungamento particolare ma, rispettano la configurazione proporzionale, rispetto al cranio tipico attuale.
La mitra del papa o cardinalizia oggi, è il copricapo di un ipotetico cranio allungato che pertanto ne afferma l’autorità per discendenza divina. A coloro i quali sostengono che i crani allungati sono da ascriversi esclusivamente a deformazione intenzionale; una semplice domanda: In cosa consiste la prova che mettete sul piatto della bilancia?.. Avete mai riscontrato che nei crani più lunghi vi siano tracce di deformazione intenzionale?..



Articoli di riferimento nel presente blog: