Presenze Aliene

lunedì 19 novembre 2012

UFO-AEREI e invisibilità

UFO-AEREI e invisibilità
dario.giacoletto@vodafone.it



Prima di affrontare il tema della visibilità e dell’invisibilità degli ufo, una breve panoramica di quanto realizzato dalla tecnologia umana per lo stesso fine, tenendo presente che i progressi umani, sono consequenziali agli studi sulla ingegneria aliena (Retro/ingegneria). Gli studi sulla invisibilità, mirano non, a far scomparire quanto s’intende nascondere; ma a renderlo apparentemente trasparente. In realtà l’oggetto non scompare e non è trasparente. Nelle sottostanti immagini concernenti gli ufo, è palese l’effetto trasparenza che il mantello dell’invisibilità genera sull’osservatore. Fin da quando esistono gli aerei da combattimento e pertanto la contraerea; è sorta la necessità di rendere invisibili gli aerei, onde non essere individuati dai nemici. Inizialmente sono stati utilizzati colori e vernici mimetizzanti, poi speciali vernici che assorbono la radiazione elettromagnetica, poi con la comparsa dei radar, è iniziata la ricerca della forma che ne consenta meno facilmente l’individuazione, per arrivare alla serie aerea degli stealth.

Il mantello dell’invisibilità tra realtà e fantascienza 

di Rosa Maria Mistretta

La tecnologia stealth fu escogitata per conferire l'invisibilità radar parziale a navi e aeroplani, grazie alla forma del mezzo militare e di superfici radar assorbenti (R.A.S.). Inoltre l’aeromobile (o l'unità navale) deve essere dotato di bassa tracciatura termica con sistemi di abbattimento del calore (Infrared signature) affinché non sia localizzato attraversi sistemi all'infrarosso. Già nella metà degli anni ‘70 del XX secolo fu fabbricato il prototipo del futuro F117A, il cosiddetto aereo invisibile.
Il passo successivo fu l'invisibilità ottica. Secondo Rashid Zeineh, ricercatore della società californiana Advanced american enterprise ed inventore dello Stealth technology system (S.T.S.), esiste già un apparato per l'occultamento visivo applicato ai cosiddetti U.C.A.V. (Unmanned combat air vehicles, ossia velivoli da combattimento senza pilota), ai veicoli terrestri e persino ai soldati: questo apparato garantisce un'invisibilità totale fino a sette-otto metri di distanza dall'osservatore. Pare che l'occultamento sia ottenuto con una serie di videocamere e proiettori che generano immagini dell'ambiente limitrofo sulla superficie del mezzo o del soldato che, in questo modo, si mimetizza con gli oggetti intorno. 
Un manto tridimensionale dell’invisibilità, è stato progettato e realizzato in Germania da un’équipe che si occupa di nano strutture, presso il Karlsruhe Institute of Technology. Si tratta di uno speciale materiale in cristallo che riesce a deviare efficacemente i raggi della luce visibile retrostanti un oggetto, in modo da dare l’illusione della sua invisibilità. Questa nanostruttura è stata prodotta grazie a un raggio laser: se su di esso si proietta una luce non polarizzata di una determinata lunghezza d’onda (1,4-2,7 micrometri), la deviazione arriva sino ai 60°. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science:http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/science.1186351 Il segreto di tale risultato è nell'indice di rifrazione del materiale utilizzato. L’indice di rifrazione (http://it.wikipedia.org/wiki/Rifrazione) è una tra le grandezze fondamentali per determinare le proprietà ottiche di un materiale. Quando un raggio di luce passa da un materiale a un altro di indice di rifrazione diverso, la luce viene deviata e la deviazione è tanto maggiore quanto più grande è la differenza di indice. Il classico esempio è quello del bastone immerso in acqua, dove esso appare spezzato, poiché la luce proveniente dalla parte immersa per arrivare all'osservatore passa dall’acqua (indice circa 1.33) all’aria (indice circa 1). Lavorare su queste proprietà potrebbe condurre ad affrontare una singolarità affascinante: ottenere materiali con indice di rifrazione zero per ottenere proprietà d'invisibilità. 
I fisici teorici Thomas Tyc della Masaryk University e Ulf Leonhardt dell'University of St. Andrews e della Singapore National University, in un articolo pubblicato sul New Journal of Physics, affrontano il tema delle “singolarità” dell’indice di rifrazione e delineano un piano per la costruzione di una struttura che ha dispositivi che riflettono la luce incidente da tutte le direzioni, nascondendo l'oggetto alla vista. 
Tyc e Leonhardt sfruttarono gli ultimi ritrovati dell'ottica trasformativa per realizzare tessuti in grado di deviare e controllare la luce a tal punto da rendere sostanzialmente trasparente la persona che li indossa, con l'obiettivo di produrre un materiale in grado di riflettere a luce in modo perfetto. 
A Tokio l'ingegner Susumu Tachi si è meritato la celebrità effettuando la prima dimostrazione mondiale di "mimetismo ottico", un sistema di telecamere, visori e superfici retro/riflettenti che può trasformare un banale impermeabile in una sorta di finestra da passeggio, attraverso cui è possibile vedere la strada, le macchine e le persone che stanno dietro chi lo sta indossando. 


Il macchinario elaborato da Tachi è ai primi stadi di sperimentazione, ma le prospettive del mimetismo ottico sono molte: una volta perfezionato potrebbe servire, ad esempio, al pilota di un aereo in fase di atterraggio per "vedere" in ogni dettaglio la pista.
Le ricerche e le applicazioni inerenti all'invisibilità sono all’avanguardia soprattutto negli Usa, dove le sue possibili applicazioni in campo militare hanno suscitato grande interesse nel Dipartimento della Difesa. (http://it.wikipedia.org/wiki/Velivolo_stealth
Uno dei pionieri è stato un ingegnere californiano, Richard Schowengerdt, che nei primi anni '90 ha fondato il "Project Chamaleon" con l'obiettivo di sfruttare i progressi dell'elettronica, dell'informatica e dei microcomponenti per realizzare nuovi tipi di camuffamento. Il risultato, brevettato nel 1994, è stato il "mantello mimetico elettro-ottico", che rende invisibile un oggetto o un edificio nascondendolo dietro un sottilissimo schermo digitale su cui è riprodotta l'immagine dell'ambiente retrostante. Di recente il concetto è stato migliorato da altri due ricercatori, Philip Moynihan e Maurice Langevin, che hanno elaborato per conto della Nasa una versione perfezionata del "Project Chamaleon". Ispirandosi al mondo animale, Moynihan e Langevin definiscono la loro tecnica "mimetismo adattativo", in omaggio alla capacità di alcune specie di adattare il proprio travestimento alle variazioni dell'ambiente. I due esperti hanno trasformato lo schermo rigido ideato da Schowengerdt in una rete di microschermi al plasma in cui sono inseriti sensori attivi che funzionano come telecamere. 
Collegati da una fibra ottica e controllati da un computer centrale, i piccoli schermi possono riprendere e proiettare l'ambiente circostante. E poiché si tratta di elementi flessibili, diventano un rivestimento che ricopre totalmente l'oggetto da mimetizzare, sia esso un carro armato o un soldato, una tuta mimetica high tech che permette di portarsi "addosso" lo sfondo contro cui si sta muovendo, riproducendolo in ogni sua minima variazione. 
Il fisico britannico John Pendry, con i colleghi americani David Smith e David Schuring alla Duke University, ha sviluppato un “mantello” che potrebbe nascondere un oggetto da un raggio a microonde. Le microonde, che hanno una lunghezza che va da un millimetro a un metro, sono molto più lunghe delle onde della luce visibile, che vanno dai 400 ai 700 nanometri. 
Smith e Schuring hanno costruito il mantello in laboratorio con un tipo di materiale di fili di rame intrecciati su lastre di fibra di vetro. Il metamateriale che Smith e Schuring hanno costruito ha deviato le microonde in tal modo da guidarle intorno all'oggetto, come acqua che scorre intorno ad un sasso in un ruscello. I metamateriali funzionano, però, unicamente con una lunghezza d'onda, ma lo spettro visibile va da 400 a 700 nanometri, quindi, per nascondere realmente qualcosa dalla vista, un materiale dovrebbe funzionare per tutte queste lunghezze d'onda. 
Nei loro articoli, Leonhardt e Tyc delineano un piano per costruire questo materiale, lavorando con la geometria dello spazio curvo, o spazio non-euclideo, progettando un mantello teorico che potrebbe funzionare su una larga gamma di lunghezze d'onda. 
A differenza del mantello che rendeva un oggetto perfettamente invisibile alle microonde, il nuovo design creerebbe una “distorsione di fase”, come una sottile lente di vetro (teniamo a mente questo particolare, per quando vedremo le foto in fondo al presente articolo): un materiale capace di piegare la luce a proprio piacimento, una superficie con proprietà elettromagnetiche tali da deviare i fasci luminosi, farsene lambire e poi costringerli a tornare nella direzione originaria, come se l'oggetto attraversato non esistesse. http://www.pbs.org/newshour/updates/science/july-dec08/invisibility_11-21.html "Credevamo di aver scoperto tutto sull'elettromagnetismo" dice Roberto Olmi dell'Istituto di fisica applicata del Cnr di Firenze. "Fino a quando non si è aperta la strada ai metamateriali: strutture che assumono proprietà fisiche sconosciute in natura, grazie a una particolare disposizione delle componenti microscopiche". 

Risultati raggiunti:
Qual è il risultato raggiunto dalla tecnologia terrestre? Teoricamente la sottostante fotografia lo dimostra adeguatamente. L’aereo, che in questo caso produce le scie, non è visibile! Sarebbe però opportuno dimostrare che di aereo si tratta


Mimetismo in ufologia: 
Fin da quando s'indaga l’ufologia, ci si è imbattuti nel problema del capire gli aspetti mimetici e d'invisibilità che le culture aliene adottano con gli ufo. Mettiamo da parte l’aspetto velocità che, portata ad alto livello, può assumere parvenze di apparizione e sparizione in rapporto ai limiti della nostra vista. Mettiamo da parte la casistica concernente gli ufo parafisici, dove il vederli o meno è un discorso legato al grado di fisicità e pertanto implica la frequenza visiva umana. Consideriamo ora gli ufo fisici che adottano tecniche di mimetismo e d’invisibilità. Se prendiamo in considerazione la casistica ufologica, notiamo che una certa percentuale di testimonianze visive, affermano che l’ufo era “apparso e poi scomparso”. In questi casi, l’ufo non era arrivato e poi partito! In conseguenza di tali affermazioni; alcuni ricercatori ipotizzano la materializzazione e la smaterializzazione. Occorre qui fare una chiara distinzione, tra ciò che sono gli ufo/macchine rispetto a ciò che sono gli ufo/organismi. Parlare di materializzazione e smaterializzazione in ambito di ufo/organismi eterici, a mio parere è plausibile. Parlarne invece riguardo agli ufo/macchine, mi pare azzardato, benché vi sia da considerare il “philadelphia experiment” e seguito della ricerca. La porta riguardante la materializzazione e smaterializzazione va pertanto tenuta aperta, in attesa di eventuali nuove informazioni e quindi, la pongo fuori da codesto articolo. M'induce a farlo, il fatto che se le culture aliene disponessero della possibilità di materializzarsi e smaterializzarsi, non avrebbero la necessità di ricorrere al mascheramento tecnologico per nascondersi. Ovviamente questo ragionamento è ipotetico e non assolutista e, culture aliene diverse, potrebbero adottare espedienti diversi, in base alle esigenze loro e al loro stato di tecnologia raggiunto. Proseguiamo, però per gradi e vediamo prima la.. Mimetizzazione mediante le nuvole: 
Mimetizzarsi mediante le nuvole, non significa mimetizzarsi nelle nuvole. Certo che possono mimetizzarsi nascondendosi tra le nuvole; ma mimetizzarsi mediante le nuvole, significa creare nuvole che nascondono quanto non si intende far vedere. Avendo queste nuvole il fine di seguire il mezzo o compiere l’azione occultante; mantengono un atteggiamento che non è conforme alle nuvole naturali. Esempio: le correnti d’aria stanno conducendo le nuvole secondo la propria direzione; mentre una nuvola sta andando in direzione opposta, mantenendo caratteristiche atipiche. Queste nuvole, sono definite “intelligenti” o “aliene” e, sono dibattute abbondantemente in Internet. Sino ad ora avevo dato poca consistenza a quest'aspetto di mimetismo; ma poi mi sono pervenute due fotografie che sconcertano! Definiamo le foto in questione, A e B. L’immagine A, è l’immagine sottostante a sinistra e, mostra tre vortici nuvolosi palesemente innaturali. Che cosa produce questi vortici? Esattamente quanto è visibile a destra, nel particolare ingrandito tratto dalla foto B. Un disco volante! 


Secondo questa che considero una eccezionale prova a sostegno, sono costretto a ritenere che determinati ufo o dischi volanti, sono in grado di creare nuvole col fine di mimetizzarsi alla vista umana. Pertanto ringrazio le intelligente aliene che hanno prodotto la realtà visibile nelle foto, con l’intento di concedersi ai fotografi d’occasione, o quantomeno hanno concesso di essere ripresi. Anche i fotografi vanno ringraziati, però poi mi chiedo: “ per l'occasione, ispirati da chi?”. Ricordo che l’utilizzo di forme nuvolose per fini di occultamento, non avviene unicamente in cielo; in diversi casi la nuvolosità è comparsa a terra! Tutta una casistica lo conferma. 

Mimetismo tecnologico 

Consideriamo ora (per accostarsi gradualmente alla probabile realtà), il seguente ragionamento. Se io metto di fronte agli osservatori un oggetto materiale, tutti lo vedono. Se non voglio che sia visto, lo devo coprire. Se però lo copro, tutti vedono che è stato coperto; non però se utilizzo un espediente che inganna chi guarda. Gli espedienti possono essere molteplici; ma in quest'occasione, ci interessa il seguente. Supponiamo che la struttura dell’ufo sia ricoperta da un grande schermo aderente alla forma dello stesso e, supponiamo che in qualsiasi parte della superficie, sia proiettata l’immagine reale (retrostante)che sarebbe vista dall’osservatore se l’ufo non esistesse; ne consegue che esteticamente, l’osservatore si trova come a vedere in trasparenza, pur non essendolo realmente! Ora, proviamo a fare il passo seguente per considerare l’ipotesi in base alla quale, non è necessario uno schermo video aderente alla struttura; ma in base a un campo elettromagnetico adeguatamente gestito, il risultato di prima, dell’apparente trasparenza, è lo stesso. Se tale possibilità è reale, addirittura ci potrebbero far vedere delle realtà olografiche e non tangibili pertanto, anche demoni, santi, madonne e padreterno. A questo punto, qualcuno dirà che queste sono cose fantascientifiche che nulla hanno a che fare con la realtà; ma consideriamo il seguito prima di giudicare! Nella sottostante immagine, come appare un ufo, come quello della prima immagine dell’articolo, quando adotta la tecnica dell’invisibilità! 


Distorsione visiva. 
Sia si tratti di tecnologie applicate al mezzo volante per impedirne la visione, sia che si tratti di nascondimento mediante le nuvole, sempre si tratta di distrazione o di distorsione del campo visivo reale. Entra in gioco la tecnica del manipolare la rifrazione, quindi la riflessione della luce, in base alla quale un oggetto è o non è visibile, distorsioni comprese. Nulla impedisce di ipotizzare che sia possibile, mediante capacità tecnica, intervenire e quindi variare l'indice di riflessione della luce e pertanto ingannare l'osservatore. Giunto in possesso di fotografie che provano quanto affermato; (esse provengono dalla Valtellina e, sono relative all'anno 2012) non posso esimermi dal renderle note, nell’interesse di tutti. Nella sottostante immagine B, ma anche nell'A, è palesemente visibile come la tecnologia aliena è in grado di generare un apparente effetto trasparenza. La superficie del disco volante è come divisa in settori, forse in funzione di schermi, oppure potrebbe trattarsi di un campo elettromagnetico sul quale appare la realtà retrostante. Da qualsiasi posizione si osserva l’ufo, l’osservatore sempre vedrà come in trasparenza! Semplicemente geniale! Ecco perché la ricerca umana è andata in questa direzione; i ricercatori avevano compreso in cosa consisteva la tecnologia aliena! Siamo di fronte ad una realtà virtuale in cui è creata una ambientazione foto/realistica in tempo reale, che interagisce con la realtà circostante, osservatore compreso! 

Procediamo 
Se si osserva il disco volante della prima immagine, si nota sul bordo della figura, un effetto sfumato, qualcuno lo definisce “piumino”. Questo effetto potrebbe essere conseguenza di quanto circonda il mezzo. In certe occasioni parrebbe essere un campo energetico che, in tal une situazioni, sconfina in un vero campo di forma sferica, variamente colorato. Spesso è arancione e, di questo colore, io ho avuto la fortuna di vederlo direttamente. 


Occorre poi ricordare, a coloro che si ergono a esperti di fotografia, che oltre al detto fenomeno che variamente incide nelle fotografie, si aggiunge l’effetto generato dalla velocità. Nella soprastante immagine, l’ufo che probabilmente è lo stesso ripreso in altre occasioni, ma anche in altre condizioni, si presenta diverso. Quanto incide l’elemento mimetismo, lo possiamo unicamente ipotizzare. Stesso fenomeno, con varianti diverse, si può riscontrare nei confronti degli organismi eterici, anch’essi presenze aliene, con fisicità diversa dalla nostra, quando vengono ripresi. Vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/03/entita-delta-2.html La foto sottostante serve per una comparazione tra un volatile normale e uno eterico!. Notare come non si può imputare l’immagine di cattiva messa a fuoco mentre, il volatile in questione pare esserlo fortemente! Si ravvedano gli esperti della mutua, che tanto hanno da blaterare in internet sull’ufologia! 


Procedendo nel tentativo di meglio comprendere le distorsioni visive, casuali alcune e altre intenzionali; si sfocia nella realtà virtuale. 


Le indagini sulle immagini A e B, hanno però innescato una conseguente domanda: Quanto visibile nelle due immagini, è riproducibile mediante Photoshop? Messosi all’opera il tecnico, ecco il risultato:


Ora nasce il quesito, relativo alle due foto che presentano l’ufo in trasparenza. Sono vere o false? Il fatto che si possa replicare similmente e forse meglio di quanto fatto, cambia il grado di genuinità delle stesse? E, nel caso fossero false, rappresentano il vero o il falso? Nella composizione sottostante, la comparazione. Ai posteri l’ardua sentenza. A me pare evidente l’effetto lente e trasparenza di cui si accennava in precedenza.


Percezione del reale
L’essere umano percepisce il reale, mediante la percezione sensoriale. I sensi sono limitati nelle loro potenzialità, rispetto al reale assoluto da percepire. Per giunta, in particolari situazioni, è possibile limitarne o amplificarne le funzioni. Ipnosi indotta o non, droghe, stati d’animo particolari, stati d’attenzione accentuati o ridotti ecc, cambiano la percezione del reale relativo. A nostra insaputa potrebbero agire su di noi, delle induzioni telepatiche, quando non interferenze sulla frequenza del pensiero, da altrui gestite e in grado di alterare o cambiare il nostro stato di percezione del reale. Se ricevi un impulso a voltarti, mentre passa un ufo, non lo vedrai e riderai di coloro che hanno ricevuto l’impulso del vederlo. Entra in gioco ciò che chiamiamo casualità, che però casuale potrebbe non essere affatto. Non possiamo con certezza affermare, di essere completamente padroni della nostra mente; pertanto il fatto che tal uni percepiscono, fotografano, contattano o no, ciò che per altri non si verifica, potrebbe essere conseguenza di interferenze da parte di intelligenze superiori, parte di un piano che ancora ci sfugge o, per il momento non si dice. Cos’è l’ispirazione, l’intuito, la fortuna? L’essere umano vorrebbe essere in grado di percepire la realtà assoluta; nel frattempo si limita a percepirne una versione relativa mediante la percezione sensoriale. Ora si trova a credere in una realtà virtuale che, non fa altro che sostituirsi alla realtà relativa di prima, con una realtà relativa del dopo. Il percorso prosegue, mentre ci si dibatte in relazione al proprio personale stato di coscienza.






















4 commenti:

  1. Bravo Dario. Sono una tua assidua lettrice. Non commento mai, ma, questa volta; ti devo dare propio ragione.
    Le scie chimiche ci stanno uccidendo e propio non si vedono gli aerei!!! È successo anche a mia cugina durante la cresima di mio nipote. La scia passava sulle notre teste ma dell'aereo nessuna traccia...sparito, etereo...
    Continua così.

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  2. Ciao. Ti spiego il fenomeno delle scie senza aereo.
    L'aria non ha sempre ed ovunque le stesse caratteristiche, per cui le scie (come del resto le nuvole) possono formarsi in un certo punto e non formarsi in un punto poco distante.
    Nel caso della foto (sempre che non sia stata ritoccata) succede che l'aereo e' passato da una zona in cui le scie possono formarsi e persistere ad un'altra in cui le condizioni sono diverse.
    Quindi l'aereo e' passato e se ne e' andato ma un pezzo di scia e' rimasto.

    E' la stessa cosa che succede sulla terra. Immagina una strada che da sterrata diventa asfaltata. Una macchina passa e se ne va. Sul tratto sterrato si crea una nuvola di polvere, che persiste anche dopo che la macchina se n'e' andata. Sull'asfalto no.
    Facendo una foto si vedrebbe un pezzo della nuvola di polvere, ma non e' che ci sia una macchina invisibile che la crea.

    Spero di esserti stato utile e che tu possa evitare figuracce in futuro.
    Ciao

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  3. Risposta all’anonimo: eSSSSe
    Anch’io spero di non fare figuracce; ma unicamente nei confronti di coloro che hanno capito e sono informati. Non nei confronti degli anonimi che giudicano senza essersi accertati che ciò che affermano non sia già da stato da me affermato in precedenza. Sicuramente non hai letto con attenzione i miei precedenti articoli!.. Non ho nulla in contrario a quanto affermi sulle scie, se non il fatto che il fenomeno scie si estende oltre e va in quell’ambito nel quale non hai ancora avuto il coraggio di guardare!
    Con quelli che ragionano come te, io sono contento di fare figuracce. Grazie dell’opportunità offertami.

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