Presenze Aliene

lunedì 10 dicembre 2012

LA PIANCA


LA PIANCA
 Di Dario Giacoletto, in omaggio a Villanova Canavese.


Nell’anno 2012, nel comune di Villanova Canavese nella provincia di Torino, è stata costruita la rotonda dell’immagine sopra esposta. Per chi non conosce le motivazioni all'origine per una realizzazione del genere,  essa poco dice. Al limite può essere considerata una espressione artistica, forse una bizzarria. Per chi conosce la storia del paese, la motivazione della sua realizzazione, assume un valore particolare. Con il termine piemontese “pianca”, s’intende una passerella costruita con cavi d’acciaio che, nel caso specifico attraversava il torrente Stura di Lanzo adiacente al paese di Villanova, per comunicare alla frazione che stava oltre la Stura. Frazione detta appunto Oltrestura o Prati di Villanova.
 
 
 Causa le continue piene stagionali, (immagine sovrastante) il passaggio mediante le molteplici “pianche”, fu discontinuo, costoso, pericoloso, insoddisfacente. Costituì un problema locale di difficile soluzione, sino a quando fu costruito l’attuale ponte.
La rotonda di Villanova ripropone pertanto in forma miniaturizzata, la realtà locale ivi presente nel passato. Persino i massi posti in mezzo alla rotonda e simboleggianti il torrente Stura, da esso sono stati tratti. Il tutto, voluto dal Comune e dai volenterosi aderenti alla proloco locale. La “pianca” è pertanto il simbolo di Villanova Canavese; tant’è che esiste in paese, una associazione proloco che ha creato un notiziario detto appunto “La pianca”. Tutto ciò, rispecchia ancora oggi l’importanza che ebbe nel passato.


In epoca più recente, era usanza il Lunedì di Pasqua, andare a fare la camminata o la merenda, nei pressi della “pianca”. Era insomma un importante punto di riferimento. Prima ancora che s'iniziasse a passare sulle passerelle, il passaggio avveniva tramite un barcone o zatterone e pertanto, il luogo di passaggio veniva detto “il porto”. Da notizie dell’archivio comunale, è la data documentale più antica del porto, il 1620. Il porto però esisteva già prima e sicuramente erano anche adottate forme di guado, in base alle condizioni del momento e con pianche basse, costruite con travi portanti in legno. Quando la situazione economica lo imponeva, i cavi in acciaio erano un lusso e si ricorreva al legno locale. Lo zatterone, in italiano era detto "natante". La gestione del porto era assegnata annualmente, salvo diversamente concordato. Il porto con natante di Villanova, si alternò a quello di Robassomero. Ecco un documento relativo al porto con natante di Robassomero, per l'anno 1870, con passaggio dai gestori fratelli Chiadò ai coniugi Serra Carlo per lire770.


Nell’immagine sottostante, è visibile la Stura nei pressi della zona del vecchio porto di Villanova, dove in seguito alle piene, è venuto allo scoperto il livello dei fossili; tra cui grandi sequoie fossili di notevole interesse scientifico.

 
Del paese di Villanova C.se si hanno le prime notizie più antiche, datate intorno al 1100. In seguito fu costruito il ricetto, del quale l’immagine sottostante riprende quella che divenne via Villa. Era allora parte del feudo dei Baratonia e la sua storia è raccolta e riportata in: ”Note storiche di Villanova Canavese:IL PORTO E LA PIANCA” di Rodes Emma in Giacoletto, scaricabile:

Il Porto e la Pianca - Comune di Villanova Canavese

www.comune.villanovacanavese.to.it/.../villanova1... -
 
 Via Villa di Villanova
 
Foto Richiardi Paola 1932
Tipica Pianca del 1957
Pianca di Grange di Nole, anni 50. Niente cavi portanti in acciaio ma, legno locale.
 
 
Frazione Oltrestura: Piccola frazione in aperta campagna, con zone boschive. Apparentemente di poca importanza ma, interessante sotto l’aspetto storico archeologico. Qui sono state individuate, nei pressi dell’antica casa/forte poi cascina dei Puschi, le tracce dell’esistenza nel  passato, di un villaggio celtico. Questo villaggio è equiparabile a quelli individuati in zona e studiati dal professor Mario Catalano nelle Vaude. Ecco l’immagine di alcuni reperti:
Si tratta, al centro, di vaso in pietra ollare, eseguito al tornio (ovviamente quelli rudimentali di allora). La presenza di due colori nettamente opposti e non naturali, è motivata dal fatto che una parte del vaso è stata trovata dentro la cenere del focolare di un’abitazione; mentre l’altra è stata trovata sotto un embrice (grosse tegole di quel periodo) che, rilasciando il colore del laterizio, ha tinto la parte del vaso. Il reperto a sinistra è il fondo di un piatto sempre in pietra ollare e quello a destra, un pezzo di macina. Alle autorità competenti, è stata fatta segnalazione.
La frazione Oltrestura è importante poi a livello personale, perché qui ho svolto la mia indagare del mondo alieno ed esoterico.  Qui ho acquisito parte del materiale che presento in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2011/03/catalogo-presenze-aliene.html
Da Oltrestura, ho filmato  fotografato e documentato, presenze aliene del quale i più ne ignorano completamente la presenza e del quale, in parte  è resa pubblica mediante questo blog. Nella sottostante immagine, un’entità  eterea denominata Delta, ripresa a Oltrestura con sullo sfondo la montagna di Monasterolo.
 
Ora, un’immagine dei più noti “ORBS”:
 
Oppure, nell’immagine seguente, un “UFO” di tipo parafisico:
 
Qui però sto andando fuori dal tema del presente articolo, pertanto lascio con un’ultima osservazione: “Dalla rotonda di Villanova Canavese; si possono scegliere tutte le direzioni del mondo!”.
 


 
 

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