Presenze Aliene

lunedì 4 novembre 2013

Il Piccolo Popolo

Il Piccolo Popolo -Parte seconda-

Di Dario Giacoletto


(La presente immagine sostituisce l'originale censurata)


Nella prima parte, il Piccolo Popolo è stato presentato in base alla tradizione folkloristica ed esoterica nei secoli. Ovvero, quattro tipologie o gruppi di presenze aliene. Quelle della Terra (gnomi), quelle dell’aria (selfidi), dell’acqua (ondine), del fuoco (salamandre). Nel presente articolo si riporteranno alcune dichiarazioni di persone che hanno affermato di essere state testimoni di incontri col piccolo popolo e se ne evidenzieranno i particolari. Ciò è necessario al fine di individuare quali sono le caratteristiche ricorrenti che emergono da questi incontri e come, queste particolarità sono accostabili a quelle riscontrate da coloro che indagano l’ufologia. In sostanza, intendo ipotizzare che sono presenti caratteristiche e particolari comuni e pertanto, trattasi di stessa causa o al limite, trattasi di causa diversa con manifestazione simile. Per fare ciò, consideriamo ora alcuni casi tratti dal libro “FATE- Cronaca degli incontri reali con il Piccolo Popolo”.


1: A Paranà, nel dicembre del 1986, tre ragazzini tra gli otto e gli undici anni, giocavano sulle rive di un ruscello, quando otto o dieci gnomi apparvero come per magia. Al posto delle mani avevano due artigli, non erano molto pelosi ma dal capo spuntavano due piccole corna! Non avevano piedi, sembravano levitare sull’acqua. I bambini scapparono, ma Claudio, di otto anni, cadde a terra e i suoi amici preferirono abbandonarlo al suo destino. Egli scagliò un sasso contro lo gnomo, che aveva con sé una cosa simile a una freccia, ma il sasso attraversò impunemente  il corpo del nano. Vennero ritrovate strane impronte (cosa alquanto inverosimile, dato che gli gnomi non avevano piedi), dopo che quelle creature si erano rattrappite fino a scomparire in una nuvola di fumo nero, dall’odore disgustoso.
2: Nell’agosto del 1988 gnomi o omini verdi, si guadagnarono i titoli di testa dei giornali di Nome in Alaska, quando più di una dozzina di persone ebbero modo di osservarli in cinque notti diverse. Come fu riportato dal Nugget, il quotidiano locale, gli avvistamenti cominciarono il 24 agosto notte, ad alcuni ragazzi mentre tornavano a casa. Avvicinandosi a Icy View notarono nello specchietto retrovisore un bagliore improvviso. La stranezza di quella luce li indusse a cambiare senso di marcia. Avvicinandosi alla figura, due dei ragazzi dissero si trattasse di una signora che camminava in mezzo alla strada verso Nome, perché in effetti videro gambe e piedi in movimento. Mancò poco che uscissero gli occhi dalle orbite, allorché alla fine  si resero conto che il corpo era costituito da una sorta di sostanza diafana, luminescente e verdognola, che procedeva sul bordo della strada. Quando l’auto si avvicinò rallentando, il piccolo uomo verde prese a correre. Era alto sessanta, forse novanta centimetri e pareva evanescente come una sorta di ologramma. Eppure, osservandolo in corsa, i ragazzi notarono che possedeva una struttura muscolare ben sviluppata, simile a quella di un atleta. Aveva spalle larghe e gambe muscolose. I ragazzi accelerarono e riuscirono a stabilire che l’omino procedeva a una velocità di sessanta-settanta chilometri all’ora. Lo superarono e al momento del sorpasso lo investirono, ma non udirono urti né tonfi. Sembrava essersi appiattito e livellato al suolo. I ragazzi a questo punto si precipitarono terrorizzati in città. Radunarono un gruppo di amici e colleghi che dessero loro man forte e al tempo stesso li rincuorassero, perché erano ancora alquanto scossi. Insieme tornarono sul luogo dello strano incontro, ma l’omino non si trovava più là dove lo avevano lasciato prima di fuggire. Ora era più avanti verso Martinson, in piedi sul ciglio della strada. Le persone venute dalla città lo videro e rimasero immobili a osservarlo, mentre sotto i loro sguardi la figura misteriosa mutava colore dal verde all’argenteo. Di tanto in tanto i piedi diventavano più scuri. Due ragazzi scesero dall’auto e presero a inseguirlo a piedi. L’entità luminescente fuggì dalla strada, ma di lì a poco si voltò e cominciò a sua volta  a tallonare i ragazzi, costringendoli a tornare verso l’auto. Fu allora che notarono per la prima volta i suoi occhi rossi. L’unico suono che emetteva era una sorta di sibilo. I presenti non concordarono tutti sul fatto che emettesse un suono, ma ciò dipendeva con ogni probabilità dalla paura vagamente isterica di cui tutti erano in preda. Risalirono in macchina e nessuno volle più scendere. Il piccolo uomo si allontanò e i giovani tornarono in città.
La seconda sera l’avvistamento dell’omino verde avvenne tra le due e le tre del mattino, all’incirca nello stesso luogo della notte precedente. Questa volta il gruppo ( che era lo stesso della notte precedente) portò con sé anche un dirigente della KNOM e un ingegnere, più qualche altra persona. Vi erano almeno tre auto, una delle quali investì l’omino misterioso. Gli altri assistettero. Dissero che fu come se l’auto lo avesse attraversato.
La terza notte venne fissato il solito appuntamento. Tra le due e le tre del mattino vennero avvistati tre piccoli uomini verdi. Questa volta uno di essi divenne argenteo, un altro nero, mentre il terzo non mutò colore. Anche se due di essi cambiarono tinta, alcune persone sostennero che tutti e tre mantennero comunque una specie di alone luminoso tra il verde e il bluastro.
La quarta notte, all’una, una vera e propria folla si reco all’incontro nello stesso tratto di strada. Fino alle due e mezzo non apparve nessuno, poi all’improvviso i piccoli uomini verdi fecero la loro comparsa. Uno era argenteo, uno era nero e il terzo blu-verdognolo.
La quinta notte alle due si videro due uomini verdi che danzavano sulla strada.


La sesta notte  non accadde nulla.
L’immagine sopra esposta è tratta da una foto vera. Il riproporla è opportuno per confermare che, aldilà delle opinioni personali, certe cose accadono realmente.

I PARTICOLARI

Possono avere due artigli al posto delle mani; ma anche un numero imprecisato di dita. Sono tre nella prima foto e quattro nella foto soprastante, ma il numero può ancora variare. Al tatto di chi afferma di averle toccate sarebbero fredde e anche viscide. Queste entità però, non gradiscono essere toccate dall’essere umano, se non quando lo decidono loro. Possono essere senza piedi e,  spostarsi levitando; oppure avere ogni tipo di calzatura. Le orme che lasciano non paiono essere coerenti a quanto hanno palesato esteticamente. Ma non sempre. Il loro corpo pare essere fisico, ma poi può essere attraversato da una pietra e, se viene investito da un’auto, non si notano danni evidenti, ma avviene come se non fosse stato toccato. Oppure come dicono altri, come se si trattasse unicamente di un ologramma, ovvero di una immagine proiettata o di una immaginazione. Possono passare anche attraverso i muri, entrare nelle case e penetrare la materia tutta. Possono quindi entrare e uscire dal sottosuolo, tant’è che in passato si diceva che gli gnomi abitassero in cavità della Terra. Taluni sostenevano che gli gnomi fossero dei demoni trasformati per ingannare l’essere umano. In questo caso le cavità della terra erano intese come l’inferno dei cattolici. Quando queste entità scompaiono lentamente, è possibile vedere la figura che si rattrappisce e scompare in una nuvoletta. In altri casi scompaiono all’improvviso, in altri ancora, sono in grado di raggiungere qualsiasi velocità sia di spostamento che di scomparsa. Quando compaiono, spesso si vede una luminescenza verdognola, in altri  casi azzurrognola, ma spesso bianca e luminosa. Similmente come nel caso delle sfere bianche: http://presenze-aliene.blogspot.it/2013/08/ufo-sfere-bianche.html Spesso le apparizioni appaiono diafane, evanescenti, non ben definite, come se si trattasse di un ologramma non perfettamente eseguito; in altri casi invece si giurerebbe sulla loro perfetta consistenza fisica. Il colore prevalente di queste entità, è il verde. Sia che si tratti di abbigliamento, sia che si tratti della loro pelle (per loro potrebbe essere un tutt’uno, ovvero la pelle presentata come vestito). Che sia questo il motivo per cui in ufologia, gli alieni sono detti anche omini verdi? Non vi è limite al tipo di abbigliamento che possono adottare e al come possono presentarsi. 


Si va da quelli tipici del folklore popolare a quelli tipici del periodo storico in cui si vive. In alcuni casi però, l’abbigliamento era di altri periodi storici. Si va quindi dal copricapo a cono tipico degli gnomi al casco anteguerra. In alcuni casi la loro presenza si manifesta in concomitanza di un sibilo. Il loro dialogare non è comprensibile all’essere umano; ma quando si rivolgono a persone, possono farlo utilizzando qualsiasi linguaggio terrestre e, in taluni casi si verifica un dialogo telepatico. Quando queste entità si trovano nei paraggi dell’essere umano, se il soggetto è attento e sensibile, ne percepisce la presenza anche senza vederli in base a un vago sentore. In alcuni casi i testimoni hanno affermato di aver sentito in loro presenza, dei particolari odori. In taluni casi anche nauseabondi, in altri tendenti all’odore dello zolfo. Ecco quindi in base al folklore e alla credulità popolare, l’accostamento ai demoni. Spesso si parla della magica bacchetta con il quale le fate e non solo, opererebbero i loro prodigi. Sarebbe un attrezzo a forma di bastoncino con in cima una luminosità che, se puntata e attivata all’indirizzo del testimone, eserciterebbe una azione magica. Forse meglio dire ipnotica e paralizzante; dal quale il soggetto si riprenderà avendo perso il corretto concetto di tempo. Questo tipo di operazione sull’essere umano, la ritroveremo uguale in casi di ufologia e spesso in presenza di “Grigi”, ma non solo. Nel mondo fatato, spesso gli esseri umani sostenevano di parlare con  animali. E’ ovvio che gli animali non parlano; ma poi si riscontra in ufologia che testimoni hanno asserito di aver visto animali, di essere stati portati su draghi volanti, cavalli alati ecc.., dopodiché hanno dimenticato cosa di ufologico è avvenuto. Ad indagine ipnotica regressiva emergeva poi che quell’animale non era un animale, ma una entità in apparenza animale e quindi in grado di dialogare e di interagire e anche di effettuare i rapimenti, sia in astrale che sul piano fisico.
Da tutti questi particolari e altri ancora, è palese che la loro fisicità non è uguale alla nostra. Queste presenze aliene, padroneggiano la loro forma, il loro grado di fisicità, la velocità, l’estetica e  il colore, la durata della manifestazione, la forza di gravità. Si può quindi dedurre che nessuna delle loro possibili manifestazioni, palesa la loro vera realtà; in quanto possono apparire come vogliono in base all’esigenza del momento.
Esse sono in grado di materializzarsi e smaterializzarsi a piacimento. Sono pertanto entità extra/dimensionali in quanto entrano ed escono dalla nostra dimensione. Ciò che però noi umani definiamo dimensione, potrebbe non essere uguale per loro. Noi definiamo dimensione lo spazio vibratorio che siamo in grado di percepire mediante i sensi; che poi finiamo col definire realtà. Il campo vibratorio entro il quale spaziano e vivono la loro realtà, evidentemente è più ampio del nostro e quindi comprende il nostro; pertanto non sarebbero loro ad essere extra/dimensionali, ma noi umani ad essere limitati in quanto a dimensione, rispetto a loro. Se ciò fosse e probabilmente lo è, la definizione di “Piccolo popolo” sarebbe inopportuna e, a diventare piccoli rispetto a loro, sarebbe l’essere umano. Se poi si dovesse scoprire che loro sono pure in grado di agire psichicamente su di noi, sia mentalmente che tecnologicamente;  allora sarebbe il caso che l’essere umano perdesse la sua presunzione di creatura centrale e superiore, nell’universo. Correrebbe quindi il rischio di doversi ridimensionare a essere subalterno, inferiore, inconsapevole di sé e della propria realtà.
Per eventuali riscontri di similitudini con il mondo ufologico mediante articoli di questo blog, vedere:

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