Presenze Aliene

lunedì 28 aprile 2014

Valmalenco: Ufo desecretati

Valmalenco: Ufo de/secretati



E’ di questi tempi, con l’uscita del libro “Ufo: I dossier italiani”, la notizia in base al quale due casi ufologici clamorosi, de/secretati dall’Aeronautica Militare, sono provenienti dalla Valmalenco.  In particolare il primo caso ha dello sconcertante! I cittadini segnalano al comandante della locale stazione dell’arma, un UFO passare sopra il  paese e poi stazionare sopra la locale caserma dei Carabinieri. Si parla di almeno una settantina di persone in piazza che, col naso all’insù, indicano con l’indice quanto stanno vedendo! La foto due riprodurrebbe quanto detto in base all'affermazione di testimone e autore anonimo; mentre la uno è l’ingrandimento della due. L'ingrandimento confermerebbe quanto affermato nel libro. La maggioranza delle testimonianze afferma che il colore prevalente era il rosso-arancione in fase di movimento, mentre invece tendeva al grigio in fase di rallentamento o quando era fermo, come appunto si vede nella foto.


Vediamo quanto nel  libro è stato pubblicato sul primo caso:
Chiesa in Valmalenco (Sondrio), 7 agosto 2012
Agosto 2012, mese caldissimo anche sul fronte Ufo. Avvistamento di massa in provincia di Sondrio il 7 agosto 2012. La vicenda è fra le più clamorose. Le autorità vengono sommerse dalle segnalazioni di un disco volante, osservato per molti minuti da cittadini e turisti di Chiesa in Valmalenco. I Carabinieri ricevono persino una lettera anonima con due fotografie.. Serve a poco, dato che anche il comandante della locale stazione dell’Arma, A.D.R., è fra i testimoni dell’evento, un incontro ravvicinato. Il maresciallo giorni dopo scrive un dettagliato appunto in cui si riassume i fatti di quella stranissima serata e riferisce altre notizie apprese da testimoni di fatti successivi. Ecco il rapporto:
La sera di martedì 7 agosto ultimo scorso, verso le ore 22,27, venivo contattato al cellulare di servizio da R.M., celibe, falegname, il quale mi segnalava la presenza di una luce molto grossa e appariscente, di colore rosso-arancio sopra la Piazza S. Giacomo e Filippo di Chiesa in Valmalenco. Mi specificava che con lui c’era anche un suo amico. N.A. classe 1985, e che nella piazza erano presenti numerosi turisti che avevano visto anche loro la strana luce in cielo.
Nell’immediatezza venivo contattato anche dai miei figli D.R.M., classe 1995, D.R.I., classe 1998 e D.R.D., classe 2003, che si trovavano in piazza con un amico, Z.M., celibe, studente, segnalandomi anche loro la presenza di quell’ufo particolarmente visibile. Indicando che l’oggetto si stava muovendo a velocità moderata con andatura ondeggiante verso la caserma. Immediatamente uscivo all’esterno del Comando dove effettivamente vedevo avvicinarsi la luce arancione segnalatami poco prima.
L’oggetto volava ad un’altezza relativamente bassa, circa 500 mt., e nell’avvicinarsi era silenzioso. Aveva un volo ondeggiante simile ad una foglia al vento. Appariva come una luce sferica di colore arancione tendente al rosso, pulsante nei brevi momenti di accelerazione. Una volta raggiunta la mia posizione rallentava repentinamente, posizionandosi sopra la caserma. In questo frangente potevo distinguere nettamente il velivolo che si presentava con una luce più grande ed intensa al centro e una corona luminosa tenue verso l’esterno. Inoltre erano presenti n.9  cerchi o luci arancioni dislocate quasi simmetricamente sulla corona stessa. L’oggetto nel fermarsi, aveva ridotto notevolmente l’intensità della luce quasi a zero.
Mi portavo sotto il velivolo che rimaneva stabile sui 500 mt.  di altezza, potendo costatare con certezza che si trattava di un disco del diametro di mt. 10 circa (prendendo come riferimento il terrazzo della caserma), di colore scuro, probabilmente metallico perché era traslucido e  rifletteva parzialmente la luce pubblica della strada. Notavo che nella parte inferiore del disco appariva una barra di luce tratteggiata di tenue intensità luminosa, di colore giallo arancio, che iniziava a girare. Il movimento della barra luminosa ricordava vagamente il movimento rotatorio di un radar con vertice il centro del disco stesso. Effettuati tre veloci giri, la barra di luce spariva e il disco repentinamente, senza nessun rumore, saliva vertiginosamente, posizionandosi a circa 1600 mt. (prendevo come riferimento la luce del campanile di Primolo). Qui il tutto si illuminava nuovamente di luce arancio-rosso e come un fulmine schizzava in direzione Caspoggio, in particolare verso la zona dove è ubicato il ripetitore del nostro apparato radio. Seguendola con lo sguardo, la luce si trovava sulla verticale del centro abitato di Caspoggio, zigzagando, si dirigeva verso l’arrivo della funivia dell’Alpe Palù (altezza 2000 mt.). L’oggetto proseguiva il volo verso la vicina vallata di Chiareggio, per poi riapparire poco dopo nuovamente sulla verticale della funivia. L’oggetto si dirigeva successivamente verso il centro di Lanzada e a seguire verso L’Alpe Prabello ed il Pizzo Scalino. La serata risultava calda e particolarmente serena e dava la possibilità di poter notare i movimenti dell’oggetto fino a lunghe distanze, anche perché la luce che proiettava era di un rosso molto intenso e ben visibile nella notte.
Chiamavo al cellulare P.W., gestore del Rifugio Cristina, posto all’Alpe Prabello, sotto la Cima di Monte Scalino, informandolo brevemente dell’avvistamento, chiedendogli di guardare l’arrivo  di quella sfera di luce verso di lui. Nell’immediatezza il giovane mi confermava di aver visto la grossa luce, la quale era già passata sopra di lui. Mi spiegava infatti che pochi secondi prima era al telefono con sua madre e lei stessa, che si trovava a Caspoggio, era stata testimone dell’avvistamento di quella grossa sfera di luce  rossa velocissima. P.W., inoltre, confermava che la sfera  di luce rossa-arancio, passando silenziosa sopra il suo rifugio, dopo aver raggiunto la cima del Pizzo Scalino, era ritornata, accelerando vertiginosamente, verso Chiesa Valmalenco, dove la perdeva di vista dietro la zona del Lago di Chiesa. Il tutto, precisava, si era verificato in una frazione di secondo, il tempo di una breve telefonata al cellulare mentre sua madre lo stava avvertendo della cosa. Raggiungevo in abiti borghesi la vicina piazza San Giacomo e Filippo, gremita di numerosi turisti, dove, nonostante gli stessi commentassero fervidamente l’avvistamento dell’oggetto, risultavano omertosi nel verbalizzare ufficialmente l’accaduto. Nella piazza, comunque, si trovavano circa una settantina di turisti, compresi molti giovani della zona.
E’ mio interesse segnalare che la percezione che ho avuto su quell’oggetto è di un velivolo che si spostava in maniera intelligente e nel passare nei pressi della caserma era stato attratto per qualche motivo dallo stabile di questo Comando, probabilmente aveva individuato i flussi delle onde radio rilasciate dal nostro apparato ricetrasmittente. A conferma di ciò, infatti, lo stesso aveva proseguito il suo volo verso  la zona del nostro ripetitore sito in Caspoggio. Questo territorio, negli ultimi mesi, non è nuovo ad avvistamenti simili mai potuti accertare o ufficializzare con certezza. Risultano comunque alcuni riscontri nella cronaca dei giornali locali dove vengono indicate dichiarazioni o fotografie anonime di avvistamenti UFO.


In particolare un fatto avvenuto a Lanzada il 1/11/2011, dove un ragazzo, anonimamente, inviava delle foto ai giornali locali, scattate a suo dire durante un particolare avvistamento. Il caso risulta molto simile all’oggetto visto in questo particolare avvistamento oggi ufficializzato grazie alla collaborazione attiva dei testimoni indicati. Il giorno 15/8/2012, mentre P.W. presentava la modulistica per il rilevamento ottico relativo all’avvistamento del 7/8/2012, mi riferiva di aver compilato un ulteriore modello per l’avvistamento di un oggetto simile il giorno 9/8/2012, indicando un testimone, M.E.P., residente a Caspoggio, che aveva già compilato per la parte di sua competenza il relativo modulo di rilevamento.
In forma anonima sono state fatte pervenire a questo Comando alcune foto scattate durante l’avvistamento da persone che, ad un attento esame delle riproduzioni fotografiche, possono essersi effettivamente trovate nei luoghi indicati e comunque sono verosimilmente compatibili con l’oggetto visto ed osservato personalmente dallo scrivente.
Prosegue il libro:
Il maresciallo allega diversi incartamenti, incluso il dattiloscritto anonimo menzionato nell’appunto. Questo l’inizio di questo testo:
“Comandante, siamo dei ragazzi della Valmalenco e ci scusi se non ci presentiamo di persona. Purtroppo, come ben sa la valle è piccola e se sapessero che abbiamo visto gli UFO saremmo derisi per tutta la vita. Detto questo sappiamo che ha chiesto informazioni sui testimoni dell’avvistamento dell’oggetto luminoso del 7 agosto 2012 in piazza, a Chiesa in Valmalenco. Pertanto vorremmo essere in qualche modo utili anche noi.”
I giovani allegano dunque delle foto, asserendo di averle scattate fra le 22,10 e le 22,30 da diversi punti della valle, da Caspoggio, Vassalini, e da Chiesa V.co. Tutti noi confermiamo l’avvistamento, scrive l’anonimo, precisando che le luci arancioni e rosse, sono apparse dalla zona del Lago di Chiesa. Una di queste in particolare, la più grossa, si è diretta verso il campanile di Primolo per poi dirigersi, abbassandosi, sopra il campanile del Santuario della Madonna degli Alpini. Da lì si è diretta successivamente verso l’altro campanile della Chiesetta della piazza S. Giacomo e Filippo. Dopo è stata vista sopra Caspoggio da altri nostri amici.
Non è la prima volta, si aggiunge nella missiva anonima, che vediamo queste cose e ultimamente si stanno intensificando. Questa, però, era molto bassa e ben visibile come quella dell’anno scorso a Lanzada.


Al contrario di questi ragazzi, alcuni testimoni compileranno, invece, la modulistica OVNI, con tanto di nome e cognome. Uno di essi è quel P.W. che il maresciallo chiama proprio nei minuti dell’avvistamento, il gestore del rifugio. Il testimone, 23 anni, conferma tutto e scrive di un fenomeno durato quindici secondi, stimando in 6-7 chilometri la  distanza fra lui e l’oggetto non identificato che, racconta, scendeva in trasversale ad alta velocità passando davanti ad una montagna con luce rossa e gialla a intermittenza, che cambiava ogni tre secondi circa. La forma dell’UFO, grande fra uno e dieci metri, era sferica, somigliante ad un pallone. B.N., una casalinga quarantacinquenne di Caspoggio, è precisissima: dichiara di avere assistito all’evento per 23 secondi, alle 22,37. L’oggetto era rosso, secondo lei, e si muoveva con moto rettilineo a circa 1300 metri dal suolo e a tre chilometri da casa sua. La donna riferisce anche quanto affermato dagli altri: la zona è visitata spesso. Racconta di avere già visto un UFO, sempre di sera, dalla zona di Santa Elisabetta, nella sua Caspoggio. Si trattava, sostiene, di un velivolo di  forma ovale bianca che si dirigeva verso Pizzo Scalino.

(Immagine di avvistamento a Caspoggio, avvenuto in altra occasione)

M.R. un falegname di 20 anni, è fra le persone che quella sera chiamano il comandante della stazione dei Carabinieri, il quale convince il giovane a compilare la “Relazione su avvistamento di Oggetto Volante Non Identificato”. Anche il ragazzo riferisce di avere già notato in passato “luci simili”, “all’Alpe Lago di chiesa”, a Campagneda, Campo Moro e Lanzada, ma questa volta, aggiunge, è stata la più particolare”. Dichiara che la luce del 7 agosto, osservata mentre era in Piazza S. Giacomo e Filippo, era di colore arancione e si muoveva a velocità costante. In particolare il centro luminoso era circondato da un alone più tenue. Il falegname vede quell’oggetto a occhio nudo, sulla sua verticale, per cinque secondi, una volta accortosi di varie persone che, nella piazza affollata, puntavano l’indice verso il cielo. A suo dire era grande fra i sei e i nove metri. Non emetteva rumori e, presume, proveniva da nord-ovest. Poi, volando a circa 700 metri da terra, è sparito verso nord, verso la caserma dei Carabinieri. Nel compilare i moduli, si è visto, tutti descrivono la Valmalenco come un’area molto frequentata dagli UFO. Altri avvistamenti, come riferito nel suo appunto dal comandante della locale stazione dei Carabinieri, sono segnalati il 9 agosto, anche se non vengono inseriti nelle statistiche ufficiali dell’Aeronautica. E’ P.W. a parlare con i militari di una “luce fissa con movimento ondulatorio, sferica e gialla” osservata davanti  al Sasso nero, dalla località Alpe Prabello. Sono le 23,35 e l’avvistamento, stavolta, è addirittura di tre ore e 35 minuti. L’oggetto non identificato compare da ovest, poi sparisce in salita dopo i Pizzi Gemelli. Per P.W. volava a 2400 metri dal suolo, a circa sei chilometri da lui. Lo definisce somigliante a un piatto e scrive apertamente di molti avvistamenti ormai, in zona, quasi ogni giorno. Le stesse parole usate dall’operaio di quarantacinque anni, M.E.P., che afferma di avere visto l’UFO alle 23,15 del 9 agosto 2012. Lui lo osserva mentre si trova sul balcone di casa a Caspoggio. L’oggetto sembra sorvolare Vassalini passando tra il Pizzo Cassandra ed il Palù. L’uomo riferisce di una luce giallo arancione che accende e spegne improvvisamente una sfera in movimento breve ma rettilineo, ad un chilometro di distanza e, apparentemente, a circa 900 metri di altezza. I contorni della sfera sono nitidi, senza fuoriuscite di alcunché, ne aloni, ne altro.
I controlli dell’Aeronautica Militare daranno esito negativo. Nessuna risposta per gli incredibili fatti della Valmalenco.

Così termina quanto riportato dal libro “UFO i dossier italiani”. Di fronte al materiale probante presentato a sostegno di quanto avvenuto e, a conferma in generale del fenomeno ufologico; vi è da restare sconcertati. Ma ancora di più sconcerta il fatto che l’Aeronautica non rivela alcunché. Come se gli eventi ufologici frequenti in Valmalenco e altrove, fossero una questione unicamente di folklore locale, senza alcuna consistenza oggettiva. Le cose, stanno però veramente così? Io sostengo di no! Intanto se l’ufologia della Valmalenco e della Valtellina è unicamente una elucubrazione popolare locale, non si comprenderebbe per quale motivo in occasioni di ripetuti avvistamenti di UFO, compaiono i caccia dell’Aeronautica. Possibile che siano sempre lì casualmente e che, non vedono e scoprono nulla? Altra considerazione: La Valmalenco è una zona turistica, in particolare per le sue piste sciistiche. Tutta la zona è quindi sotto la sorveglianza delle webcam installate. Possibile che a nessuno di coloro che hanno investigato, sia mai venuto in mente di accertare se le webcam confermano o smentiscono quanto reso pubblico in fatto di UFO? Si può ipotizzare, che le Webcam hanno ripreso molte presenze ufologiche e, forse, è meglio che l’Aeronautica non sia andata ad accertare. Se lo avesse fatto, il materiale ora sarebbe secretato, così come lo è quello non reso pubblico ma facente parte dei casi riportati nel libro. Non pare essere l’Aeronautica o meglio RGS, interessato ad accertare e rendere noto il fenomeno ufologico. Preferiscono lavorare in incognito, lontano da occhi indiscreti e mantenere possibilmente il tutto, nell’oblio. I loro agenti arriveranno, o forse sono già arrivati; ma non lo sapremo mai. Non sono cose che interessano il popolo.








Figli degli Dèi

Figli degli Dèi

di Dario Giacoletto

L’amico Marco Scarponi, per maggiore comprensione e approfondimento all’articolo del presente blog: http://presenze-aliene.blogspot.it/2012/02/gli-elohim.html mi segnala il suo recente lavoro che così propongo. 


Sinossi dell’Opera

Quest’opera è sostanzialmente un saggio che ha per oggetto un tema di grande interesse: il concetto degli “Elohim”.
Il testo analizzerà tale tema da un punto di vista storico, filologico, etimologico, letterario, filosofico, scientifico ecc.
Notevoli saranno le analogie con le varie mitologie e con il testo biblico.
Infine di grande fascino sarà la parte conclusiva del libro interamente dedicata alle ipotesi su Atlantide e concetti affini.

venerdì 11 aprile 2014

Scrambler-2

SCRAMBLER-2
Di Dario Giacoletto




In democrazia, il popolo ha il diritto di sapere la verità e cosa fanno gli apparati preposti alla gestione o difesa del territorio. Con la falsa democrazia, il popolo al limite, ha il diritto di sapere esclusivamente cosa dicono o no gli apparati preposti. Poi però la gente vede, fotografa, pensa!.. sintetizza e scopre che “ Il segreto di stato” favorisce e nasconde unicamente, la “Mafia di Stato” alloggiata nei sacri palazzi. Per il potere mafioso, la verità del popolo non è ciò che è; ma ciò che si riesce a far pensare che sia!.. Io oggi però sono troppo pessimista e pertanto mi censuro!.. Non è vero che la verità non viene detta al popolo!.. Un esempio è dato dal fatto che l’Aeronautica o meglio RGS, Reparto Generale Sicurezza, ente preposto alla gestione della sicurezza sul territorio e pertanto investito del compito di monitorare e gestire la questione ufologica italiana, ha finalmente deciso di de/secretare il materiale in suo possesso. Lo ha fatto rendendo pubblica la documentazione relativa, raccolta sin dall’anno 1972. Sono 455 casi di segnalazioni a loro pervenute o meglio, quelle da loro ritenute degne di considerazione.
Per chi fosse interessato, quanto detto è reperibile nel libro “UFO: I dossier italiani”, nel quale il materiale de/secretato è reso pubblico. Tutti contenti quindi?.. Proprio per nulla!.. Nulla da contestare al libro o agli autori, che si limitano a pubblicare il materiale, senza entrare in merito all’interpretazione da darsi alle informazioni rilasciate; ma lascia delusi, il fatto che RGS, afferma di non essere pervenuto ad alcuna prova tangibile, circa l’esistenza di ufo o entità aliene!.. Si limita ad affermare più volte, che in occasioni di avvistamenti particolari, nessuna spiegazione convenzionale è adottabile. Questa è la verità tutta?.. Assolutamente no, è unicamente una verità parziale, confezionata per tacitare la massa. La lettura della documentazione rilasciata dall’Aeronautica, lascia lo sprovveduto a brancolare nel buio. Se poi il lettore riscontra che l’RGS non è pervenuto a risultati concreti, praticamente significa: “Interessati di altro, perché qui non vi è nulla da conoscere”. Cambia l’utilità delle informazioni rilasciate, se considerate da persone che conoscono l’ufologia; ma costoro già erano a conoscenza di tali cose. Però ottengono una conferma che è la seguente: “Le autorità sanno e hanno le prove; ma non vogliono (per disposizione superiore) che la gente sappia o capisca”. E’ evidente che il modo di operare e di trarre le conclusioni riportate, è palesemente fazioso e si fa beffe dell’intelligenza di chi osserva. Data la quantità di avvistamenti di ufo e di entità aliene, per non dire di contatti; se a nulla è pervenuto l’RGS, significa che questo reparto è da annullare, in quanto agli italiani costa e nulla produce in concreto. Se invece i superiori sono soddisfatti, significa che il reparto è efficiente. Però delle due, una. O è efficiente e allora i contribuenti rappresentati vogliono i risultati dell’efficienza, oppure è inefficiente e allora aboliamolo. Ciò però non avverrà, perché RGS è efficiente. Semplicemente però continuerà a offrire alla massa specchietti per allodole, lustrini e ciarabattole varie, per giustificare la loro presenza. L’informazione sostanziale sarà dirottata altrove a più alto livello, a completo servizio del potere che governa il pianeta. Si vocifera di informazioni che vanno in U.S.A. e di partecipazione vaticana.. Come faccio ad affermare che vi è un altro livello di informazioni?.. Semplice!.. In tutta Italia vi sono persone che affermano di aver visto aerei dell’aviazione militare effettuare Scrambler. In tutta Italia vi sono persone che hanno fotografato aerei militari  mentre intercettavano ufo!.. E’ mai capitato che anche dai caccia abbiano fotografato?.. Dove sono le foto?.. Al piano superiore?.. e mentre avvenivano gli scrambler, cosa vedevano i radar militari?.. e cosa si stavano dicendo in quel momento coloro che dirigevano l’operazione?.. Alcuni messaggi sono riportati nel libro e, ciò è sufficiente a far diventare palese che ad alto livello, tutti sanno.



Per giunta, nel libro menzionato, ma significa “nella documentazione desecretata” compaiono un gran numero di disegnini o schizzi testimoniali realizzati da coloro che sono stati testimoni. Possibile che con tutte le fotocamere, videocamere, telefonini che ci sono in circolazione, nessuno di questi sia mai riuscito a riprendere ciò che stava vedendo?.. Per la verità, qualcuno ha fotografato; tant’è che nel web di foto se ne trovano a volontà. Tutte false?.. Penso proprio di no!.. E’ affermazione di Roberto Pinotti, così come di altri membri del C.U.N., che a loro sono pervenute e pervengono quotidianamente, numerosissime fotografie da parte di cittadini, che provano la presenza di ufo e entità. Il Centro Ufologico Italiano, opera in collaborazione con L’R.G.S.. Il materiale d’insieme del quale dispongono quindi, è enorme. Quanto rilasciato con il libro menzionato, in quale percentuale esprime il materiale del quale dispongono? Ecco perché, pur essendo soddisfatto di quanto concesso; io sono insoddisfatto per quanto non è stato desecretato.
Per fortuna però, qualcosa sta cambiando, specialmente tra la popolazione. Ora la gente ha il coraggio di affermare quanto pensa essere opportuno dire. Sono aumentate le testimonianze di comuni cittadini, ma le troviamo anche tra il personale di volo, sia civile che militare. Di solito però, i militari che parlano lo fanno quando vanno in pensione o in privato. Vediamo alcuni casi di coinvolgimento di personale aeronautico:

Il Caso Marcelletti

"Era il 21 settembre del 1971, racconta il generale in pensione Salvatore Marcelletti, e mi trovavo sul mio aereo, un MB 426 della Scuola di Volo Basico di Lecce, a circa 2500 piedi di quota, quando mi successe una cosa spaventosa. Fui investito da una luce bianca intensa, che inizialmente scambiai per un fascio luminoso di un caccia intercettatore che, avendomi avvistato, stava cercando di mandarmi dei segnali. Ma mentre stavo girando gli occhi per capire da che parte provenisse quella luce, notai con stupore che questa era diventata rossa. In quel momento cominciai ad avere paura, perché nessun aeroplano italiano che io conoscessi all'epoca era munito di luci rosse per illuminare chi gli stava vicino.
 E la paura diventò vero e proprio terrore quando la luce iniziò a cambiare, mostrando i colori dell'arcobaleno: gialla, arancione, blu, verde, sino a diventar color dello smeraldo. In quel momento alzai gli occhi al cielo e mi accorsi che la luce era proprio sopra il mio aereo. Ma non era una semplice luce. Era un oggetto solido, immenso, che copriva tutto il mio arco visivo, al di là del quale potevo vedere il cielo stellato.
Osservando questo oggetto rimasi impietrito dalla paura. Pochi istanti dopo l'ordigno, non ritenendomi evidentemente degno di interesse, si allontanò ad una velocità pazzesca, con un'accelerazione talmente violenta che un pilota come me non riesce ancora ad immaginare. Che cosa avevo visto?"...
Pubblicato da Marco Guarisco


1978, 6 Giugno - Piloti avvistano UFO a Foggia


AEROPORTO DI AMENDOLA (FOGGIA). 6/6/1978.
 Tre ufficiali piloti dell'Aeronautica Militare a bordo di due addestratori G-91T della 60^ Brigata Aerea avvistano, durante una missione di addestramento notturno, un oggetto luminoso di colore rosso-arancione stazionare sulla periferia Nord-Ovest di Foggia. Uno dei piloti, ottenuta l'autorizzazione a dirigersi verso la fonte luminosa sconosciuta, arriva fino a circa due miglia da essa prima che questa cominci a muoversi in direzione di Lucera.
Classificazione
Data
Luogo
Protagonista
Tipo Oggetto
Radar-Visuale
6 Giugno 1978
Aeroporto di Amendola, Foggia (Bari), Italia
3 piloti militari
Oggetto Luminoso Rosso-Arancio
Essendo carente di autonomia, il pilota decide a questo punto di invertire la rotta e rientrare alla base. Immediatamente l'UFO torna indietro, seguendo l'aereo e riportandosi sulla periferia di Foggia (questa sequenza di avvenimenti è confermata dall'allievo pilota imbarcato sullo stesso aereo). Di questi avvenimenti esiste anche una conferma del radar GCA di Amendola, che riporta una traccia per 4-5 battute a una distanza di 13/14 miglia dal campo nella direzione indicata dal pilota. Il controllore in servizio in quel momento esce dalla torre e nota, come pure altri colleghi di turno da lui chiamati, una luce rossastra che si sposta ora sulla destra ora sulla sinistra della città di Foggia.


Per la serie “testimonianze dirette”, vi propongo questo caso avvenuto a Reggio Emilia il 24/4/2013. Ne hanno dato conto il sito online del Giornale di Reggio e il sito “ufoedintorni.altervista.org”, gestito da Antonio De Comite. E’ una storia a mio avviso interessante, protagonisti un padre e una figlia che si accorgono di qualcosa di particolare nel cielo serale mentre tornano a casa. Soprattutto, l’epilogo vede l’inseguimento di aerei militari a quella sfera dai movimenti particolari. Il testimone ha postato su Facebook la sua avventura e non ha avuto il minimo problema a dichiarare il proprio nome e il proprio cognome: è un atto di onestà che blinda, come minimo, la sua buona fede. E, forse, blinda perfino di più. Ad ogni modo, invito eventuali altri osservatori dell’evento a farsi vivi, mentre a Stefano Viappiani, ecco il nome dell’uomo, lascio le porte aperte del blog qualora, anche in sede di dibattito con i frequentatori di Mistero bUFO, abbia degli elementi da aggiungere. Intanto, riprendo quanto raccolto dai colleghi reggiani e da De Comite.


Tre jet all’inseguimento di un misterioso oggetto volante. Un wargame nel cielo reggiano, di quelli che difficilmente si dimenticano, e una notizia da maneggiare con più cura del solito, a causa delle sue implicazioni: da molto tempo in Italia non venivano segnalati aerei all’inseguimento di Ovni, oggetti volanti non identificati. Nondimeno è una notizia da dare, anche perché il testimone è ben certo di quello che ha visto, al punto da autorizzare la pubblicazione del proprio nome. Il Giornale di Reggio ha raccolto in esclusiva il racconto di Stefano Viappiani, 42 anni, di professione project manager informatico, residente con la compagna e la figlia alle Forche di Puianello. La sera del 24 aprile, intorno alle 21, Viappiani ha visto in lontananza, ma ben chiaro, in direzione Albinea, un oggetto volante rosso-arancione immobile nel cielo notturno. A un certo punto quella che sembrava una sfera è scomparsa all’improvviso in direzione Reggio Emilia, e dopo due-tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet in formazione, all’inseguimento dell’oggetto non identificato. Viappiani in quel momento si trovava con la figlia: anche lei ha visto l’oggetto luminoso, fermo nel cielo notturno. A conferma che quella sera qualcosa è avvenuto nei cieli del Nord, la notizia di un “Ufo” avvistato nel veronese da molte persone, sempre il 24 aprile fra le 21.20 e le 21.30. «Ho sempre pensato che nell’universo esistono altre civiltà, ma che gli Ufo, intesi come extraterrestri, sulla Terra non ci sono. Oggi, dopo quello che ho visto, non ne sono più tanto sicuro», dice Viappiani. Di certo il 25 aprile l’informatico reggiano ha postato la notizia sulla sua pagina Facebook, corredandola con un commento sarcastico sui politici italiani: «Ieri sera verso le 21, ha scritto, nel cielo io e mia figlia abbiamo visto una sfera luminosa rossa che si muoveva a grandissima velocità e che poi stava improvvisamente ferma. Veniva da Albinea ed è scomparsa verso San Polo. Alcuni minuti dopo tre caccia militari sono arrivati da est per seguire la strana luce. Ora so una cosa. Oggi 25 aprile sono sicuro che gli Ufo esistono ed i politici onesti no!!!». Ora ha deciso di raccontare il fatto nei dettagli: «Sono sicuro di quello che ho visto, non ho niente da nascondere e non ho problemi a vedere pubblicato il mio nome».

Signor Viappiani, dove si trovava quella sera? E cosa ha visto?
“Mi trovavo in macchina. Ero andato a prendere mia figlia dai nonni, a Puianello, e stavo tornando a casa nostra alle Forche di Puianello. Erano passate da poco le 21, il cielo era sereno. A un certo punto ho notato in lontananza verso Albinea una luce rossa ferma nel cielo. Ho detto a mia figlia: «Guarda, c’è un aeroplano». Non ho potuto vedere la sagoma a causa della distanza e perché era buio, però dopo qualche secondo ho visto che non si muoveva e neppure lampeggiava, cosa che invece fanno le luci degli aerei. La strada in quel punto si abbassa e per un tratto l’orizzonte viene coperto dalle case e dagli alberi, quindi ho perso l’oggetto di vista. Ma quando sono arrivato alla rotonda di Puianello la sfera rossa era ancora nella stessa posizione, ben visibile e immobile nel cielo. Insomma, non poteva essere un aereo”.

Però l’oggetto si è mosso…
“Sì, ma non è stata una cosa normale. Mi spiego. Poco prima della rotonda di Puianello continuo a vedere la sfera rossa immobile nella stessa posizione di prima, e mia figlia, seduta dietro, conferma che “l’aeroplano” è sempre là. Arrivo alla rotonda e vedo ancora la sfera nello specchietto retrovisore. Appena il tempo di percorrere la rotatoria e di girare a destra per le Forche di Puianello, e vedo che quello sfera rossa si era spostata di colpo: non era più alla mia destra, sopra Albinea, ma l’ho vista a sinistra più o meno sopra Montecavolo. In pochissimi secondi aveva percorso una distanza incredibile, forse decine di chilometri”.
E dopo?
“Mi fermo nel parcheggio del mobilificio che si trova sulla strada di Puianello, per vedere meglio, e quella luce era ancora là, sopra Montecavolo. Pochi minuti dopo arrivo a casa, scendiamo dalla macchina e vedo ancora la luce rossa ferma, lontana ma ben chiara. La guardo di nuovo e in quel momento la vedo partire velocissima: in un attimo scompare in direzione Montecchio-Reggio”.
Nel post su Facebook lei parla anche di caccia militari. Che cosa ha visto?
“Come dicevo, la sfera è scomparsa in un momento verso Reggio. Ma dopo due o tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet militari, velocissimi: venivano da est e andavano nella stessa direzione della sfera. Erano in formazione: uno di punta, una laterale e il terzo leggermente dietro”.
Ma era buio, come ha fatto a riconoscerli?
“Ho sentito distintamente i rombi di tre aerei e ho visto bene le luci. Volavano a bassa quota e si sono allontanati subito verso Reggio. Penso proprio che inseguissero quell’oggetto”.
E’ riuscito a scattare delle fotografie?
“Come le ho detto, lì per lì avevo pensato a un aeroplano. E poi di notte col telefonino non si scattano grandi immagini. Mai avrei pensato di dover raccontare questi fatti. Non so cosa potesse essere, però sono sicuro di quello che ho visto: aerei militari che inseguivano un oggetto volante rimasto fermo a lungo nel nostro cielo”.

Chiarimento:
Durante l’intervista alcuni dettagli sono stati mal interpretati o fraintesi, pertanto provo a correggerli/mi.
- Io tornavo con mia figlia da Montecavolo verso le Forche di Puianello
- La luce rossa nel cielo (che pensavo fosse un aereo) era di fronte a me (verso Albinea/Scandiano) pertanto non la vedevo dallo specchietto retrovisore
- Arrivato alla rotonda di Puianello da direzione Montecavolo, la luce era ancora ferma di fronte a me sempre in direzione Albinea/Scandiano
- Dovendo andare verso le Forche di Puianello ho imboccato la rotonda e sono uscito alla terza uscita 

Sanremo, ore 13:00 del 18 settembre 2008





 E’ un'ordinaria giornata di irrorazione chimico-biologica. All'improvviso un caccia sorvola la città di Sanremo, compiendo alcune evoluzioni per tentare di intercettare un oggetto volante non identificato. Nel video realizzato, si nota anche un lampo da sotto il velivolo (missile? chaff? collisione con un oggetto non identificato?). Si ode anche un fragore un istante dopo. Alla fine, dopo che l'U.F.O., visibile più volte nel filmato, mentre compie rapide manovre, sfugge all'intercettazione, il velivolo militare si dirige verso est per scomparire oltre l'inquadratura. Nelle due ore successive, le operazioni clandestine di aerosol, risultano interrotte.

SPAGNA: CACCIA F18 INSEGUONO UN UFO

Come riporta il quotidiano inglese THE SUN e molti altri siti web, l'UFO a forma di sigaro comparso in Inghilterra il 10 Aprile 2012, ha fatto la sua comparsa anche nella Costa del Sol in Spagna inseguito da tre caccia F 18s dell'Aeronautica militare. L'episodio è stato segnalato anche da molti residenti che spaventati dal boom sonico degli aerei, hanno volto il loro sguardo verso il cielo, segnalando quindi la presenza degli aerei e di un oggetto volante a forma di sigaro color oro. Gli F18s e un elicottero militare si sono dati da fare per intercettare l'intruso, sfiorando i punti caldi delle vacanze di Marbella ed Estepona alle 5 del mattino.

Quest’ultimo caso non è avvenuto in Italia; ma, come si evince dalla fotografia, presenta un ufo simile a quello della foto iniziale. Ricordo che spesso determinate tipologie di ufo, si presentano in fotografia, in modo alquanto diverso da come si presentano agli occhi del testimone e, spesso presentano la facoltà di trasformarsi secondo momentanea occorrenza loro. La foto iniziale è proveniente dall’Italia, non ditemi che l’aereo passava di lì per caso!...

martedì 1 aprile 2014

Speciale ufo in Valmalenco

SPECIALE UFO in VALMALENCO

Di Dario Giacoletto


A primavera la natura rinasce, spuntano fiori, frutti e nuove idee. Non poteva non essere così, anche in Valmalenco. Passato l’inverno; è genuinamente spuntata l’idea di organizzare una serata a carattere ufologico. Volenterosi dell’ufologia, presso la biblioteca di Chiesa di Valmalenco, hanno quindi pensato di fare il punto della situazione pubblicamente, con invito a tutti coloro che si sentono interessati. Gli ufo, sono mito o realtà?.. lo scoprirete seguendo la serata… Sentiremo il parere proveniente dall’osservatorio astronomico della Valmalenco. Verranno dibattute le prove che confermano il fenomeno ufologico in Valmalenco.




Sentite e considerate le relazioni che i diversi relatori proporranno; i presenti potranno esprimere le loro richieste di precisazioni oppure, se testimoni di eventi ufologici, potranno offrire la loro testimonianza diretta. Chi eventualmente disponesse di originale materiale ufologico della Valmalenco o Valtellina, avrà possibilità di renderlo noto. Durante la serata verrà presentato il libro "UFO: I dossier italiani" in relazione all'ufologia della Valmalenco. Chi fosse interessato, al seguente indirizzo potrà trovare l'intervista ai suoi autori.


http://www.deejay.it/news/ufo-quarantanni-di-avvistamenti-in-italia-il-lazio-la-regione-con-piu-dischi-volanti-segue-la-toscana/377381/



Diciotto giganti del Winsconsin

Il segreto dei diciotto scheletri giganti del Winsconsin

Ci sono scoperte, che per motivi non del tutto chiari, vengono archiviate nel dimenticatoio del sapere umano. Eppure, si tratta di ritrovamenti che potrebbero far luce sul passato remoto dell'umanità, ancora così avvolto nella nebbia e con non poche contraddizioni cronologiche.

Abbiamo già parlato dei giganti in diversi precedenti articoli, ma la storia che vi raccontiamo sembra aggiungere un elemento importante alla teoria di coloro che credono che, in un tempo remoto, una razza di uomini giganti abbia abitato il pianeta Terra. E’ la storia dei diciotto scheletri giganti del Winsconsin.
Si tratta di una storia curiosa avvenuta circa un secolo fa, una vicenda che da una parte confermerebbe l’esistenza dei giganti e che, dall’altra, corroderebbe la sensazione di molti, secondo la quale esisterebbe un’archeologia proibita nella quale archiviare scoperte scomode che potrebbero svelare all’umanità la vera storia della sua evoluzione.
Nel maggio del 1912, un team di archeologi del Beloit College, in uno scavo realizzato presso il lago Delavan, nel Winsconsin, portò alla luce oltre duecento tumuli con effigie che furono considerate come esempio classico della cultura Woodland, una cultura preistorica americana che si crede risalga al primo millennio a.C.
Ma ciò che stupì i ricercatori fu il ritrovamento di diciotto scheletri dalle dimensioni enormi e con i crani allungati, scoperta che non si adattava affatto alle nozioni classiche contenute nei libri di testo. Gli scheletri erano veramente enormi e, benché avessero fattezze umane, non potevano appartenere a esseri umani normali.
La notizia ebbe una grande eco e fece molto scalpore, tanto che il New York Times riportò la notizia tra le sue pagine. Forse, a quei tempi, c’era più libertà e meno paura rispetto alle scoperte che potevano cambiare le consolidate credenze scientifiche fondate solo su teorie. Così scrive l’articolista del New York Times nell’articolo pubblicato il 4 maggio 1912 [Vedi articolo originale]:
La scoperta di alcuni scheletri umani durante lo scavo di una collina presso il Lago Delevan indica che una razza finora sconosciuta di uomini una volta abitava il Wisconsin Meridionale. [...]. Le teste, presumibilmente di uomini di sesso maschile, sono molto più grandi di quelle degli americani di oggi.
Il cranio sembra tendere all’indietro immediatamente sopra le orbite degli occhi e le ossa nasali sporgono molto al di sopra degli zigomi. Le mascelle risultano essere lunghe e appuntite [...].

La descrizione dei crani fornita dal New York Times, ricorda molto la forma di quelli appartenenti agli scheletri scoperti recentemente in un’antica sepoltura in Messico [Sepoltura aliena di massa?], con la differenza che qui abbiamo a che fare con individui alti più di tre metri. Chi erano costoro, e perché no vi è traccia nella cronologia ufficiale che ci hanno insegnato a scuola?
Si tratta di umani giganti vissuti sul nostro pianeta, e comunque appartenenti alla razza umana? Potrebbe trattarsi di un antico insediamento di Antichi Umani, sopravvissuti alla tragedia di Atlantide? Oppure, si tratta di esseri provenienti da latri mondi, scoperta che corroderebbe la Teoria degli Antichi Astronauti? Difficile a dirsi.

150 anni di scoperte
Per quanto incredibile, gli scheletri dei giganti del Lago Delevan non furono una novità nel panorama archeologico americano. Scavando nei trafiletti dei giornali locali, risulta che il ritrovamento del Winsconsin è solo una delle decine e decine di scoperte simili riportate dai giornali locali. La prima notizia di archivio risale addirittura al 1856, riportata in un articolo datato 21 novembre dello stesso New York Times [Vedi articolo originale]:
Un paio di giorni fa, alcuni operai hanno scoperto nel sottosuolo della vigna dello sceriffo Wickan, a East Wheeling, Ohio, uno scheletro umano. Alquanto rovinato, è stato difficile identificarlo dalla posizione delle ossa, che sembrano non avere la lunghezza del normale corpo umano nella sua posizione originale. Ciò che ha impressionato lo sceriffo e il lavoratori sono state le dimensioni dello scheletro, pari a circa undici feet (tre metri e trenta)! La sua mascella e i denti sono grandi quasi quanto quelle di un cavallo.

12 anni dopo, nel 1868, nel giorno di Natale, è sempre il NYT a dare un’altra notizia di giganti [Vedi articolo originale]. Alcuni operai della compagnia Sank Rapid Water Power erano impegnati negli scavi per la costruzione di una diga per la creazione di energia idroelettrica lungo il fiume Mississippi. Durante i lavori, gli operai hanno rinvenuto i resti uno scheletro umano di dimensioni gigantesche incastonati nella roccia di granito:
La tomba era lunga circa sei metri, larga un metro e venti e profonda quasi un metro. I resti del gigantesco uomo sono completamente pietrificati. La testa enorme misura una circonferenza di 78 centimetri, ma con una fronte molto bassa e molto inclinata all’indietro. La statura complessiva del misterioso individuo è pari a circa tre metri e quaranta centimetri”.

L’8 settembre del 1871, il NYT riporta la notizia di altri scheletri giganti rinvenuti durante dei lavori di scavo a Petersburg, in Virginia [Vedi articolo originale]:
Gli operai impegnati nei lavori della ferrovia, si sono imbattuti in una sepoltura contenente gli scheletri di quelli che si pensano essere nativi americani di un’epoca remota e di una perduta e dimenticata razza umana. I corpi esaminati presentano una formazione molto strana e impressionante. [...]. Il femore è molto più lungo di quello degli individui umani normali, tanto da far ipotizzare una statura di quasi tre metri”.



Il 10 agosto 1880, il NYT ribatte un articolo riportato dall’Harrisburg Telegraph, nel quale si riporta lo stralcio di un verbale redatto il 24 maggio 1798 dal giudice Atlee a seguito di una strana scoperta [Vedi articolo originale]:
In compagnia del procuratore capo McKean, del giudice Bryan, del sig. Burd e di altre rispettabili signori, ci siamo recati nella proprietà del sig. Neese, dove ci è stato mostrato il luogo nei pressi della sua abitazione dove diversi anni fa furono rinvenuti due scheletri umani. Gli scheletri misurano circa tre metri e trenta”.


Il 25 maggio 1882, il NYT riporta la notizia di un ritrovamento presso St. Paul, nel Minnesota [Vedi articolo originale]:
Uno scheletro di dimensioni eroiche e dalla singolare forma è stato scoperto durante i lavori di scavo di una collina presso la Red River Valley. [....]. Lo scheletro in questione era in perfetto stato di conservazione. L’uomo è stato identificato come “gigante”. Un’investigazione dello scavo e del suo contenuto è stato avviato dalla Historical Society”.


Il 20 dicembre 1897, il NYT riporta la prima scoperta di giganti avvenuta nel Winsconsin, nei pressi di Maple Creek. Vennero scoperte tre colline funerarie, una delle quali fu aperta rivelando il suo misterioso contenuto: lo scheletro di un uomo gigantesco. La statura dell’essere era quasi di tre metri, e il suo stato di conservazione pressoché perfetto [Vedi articolo originale].


L’11 febbraio 1902, viene riportata la notizia di una spedizione archeologica presso un sito del New Mexico, dove furono trovati alcuni scheletri umani giganteschi [Vedi articolo originale]:
Dopo la scoperta di resti di una razza di giganti a Guadalupe, New Mexico, gli archeologi si preparano per una spedizione nella regione [...]. Luciana Quintana, la proprietaria del ranch nel quale sono collocate le antiche ossa, scoprì due pietre con delle curiose iscrizioni. Scavando al di sotto di esse, furono scoperte le ossa di scheletri appartenenti ad individui alti non meno di tre metri e sessanta [...].
Quintana, la quale ha poi scoperto molti altri siti simili, crede che gli scheletri sepolti di una perduta razza di giganti siamo migliaia. La supposizione si basa su una tradizione cominciata con le prime invasioni spagnole, secondo la quale un’antica razza di giganti un tempo remoto abitava la regione oggi nota come New Mexico orientale. Le leggende degli indiani d’America raccontano la stessa tradizione”.


Ma il New York Times non è l’unico giornale ad occuparsi di giganti. Anche alcuni giornali di inizio secolo riportano notizie di giganti, come il Sun del 1893, New Age Magazine del 1913, Popular Scienze del 1932, il San Antonio Express del 1940.



James Vieira, un ricercatore indipendente, per quasi vent’anni, e prima dell’avvento di internet, ha raccolto migliaia di riferimenti giornalistici sui ritrovamenti dei giganti, scavando negli archivi del New York Times, dello Smithsonian Ethnology Reports, dell’American Antiquarian, e della Scientific American, scoprendo che buona parte di queste scoperte è praticamente nascosta al grande pubblico.
Tra le scoperte notevoli di Vieira, vi è una foto scovata negli archivi dello Smithsonian Ethnology Reports, scattata durante una lezione del prof. McGee (nella foto a sinistra), nel quale si vede uno scheletro gigante dalla statura di circa due metri e ottanta, poi venduto alla Smithsonian Institution per la cifra di 500$.
Lo scheletro apparterebbe alla cosiddetta cultura dei Mounds Builders (letteralmente costruttori di tumuli), un’antica popolazione del Nord America vissuta circa 5 mila anni fa, in un periodo precedente alla storia dell’Antico Egitto e di tutte le sue dinastie.

Secondo i teorici della cospirazione, la Smithsonian Institution acquisto lo scheletro con la volontà di sottrarlo alla conoscenza dell’opinione pubblica. Ma perché? Perché ci dovrebbe essere un gigantesco cover-up di tutte queste scoperte? E perché in nessun museo del mondo sono mai stati esposti questi entusiasmanti, quanto enigmatici reperti?
Secondo Vieira, la motivazione sarebbe molto semplici: il bisogno di conservare valida la Teoria dell’Evoluzione di Darwin, la quale spiega molto bene il normale percorso evolutivo di tutti gli esseri viventi, umani compresi, da forme semplici a forme più complesse.
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Il problema è che questi scheletri, per quanto riguarda l’essere umano, sembrerebbero, invece, mostrare un involuzione, in quanto la complessità dei giganteschi fossili ritrovati è particolarmente evidente. Come collocare questi umani giganti nella scala evolutiva dell’uomo? Ma può bastare questa motivazione a eliminare dei reperti che potrebbero gettare luce sul passato remoto dell’uomo?
Secondo i teorici degli Antichi Umani, gli abitanti della mitica Atlantide erano i famosi giganti citati anche dalla Bibbia. Alcuni sopravvissuti alla distruzione dell’antica civiltà atlantidea, avrebbero poi posto le basi per la creazione della nostra specie e della nostra civiltà. Forse è questa la storia che si vuole tenere nascosta? E perché? Perché l’evento catastrofico che ha distrutto Atlantide potrebbe distruggere, prima o poi, anche noi?
In ultima analisi, c’è chi ipotizza che gli scheletri giganti non appartengano alla specie umana ma siano i corpi di Antichi Astronauti che un tempo hanno abitato il nostro pianeta. In questo senso, l’insabbiamento sarebbe da ricondurre alla strategia più vasta che vuole nascondere l’esistenza degli extraterrestri all’umanità. Ad ogni modo, quello dei giganti, come quello di Atlantide, per un motivo o per un altro, rimane argomento tabù per la comunità scientifica.