Presenze Aliene

martedì 29 dicembre 2015

Perturbazione fotografica -Seconda parte-

Perturbazione fotografica
in ufologia (seconda parte)



Mediante “perturbazione fotografica in ufologia”, in questo post, si intende una alterazione visiva/ambientale, artificiale e quindi indotta da volontà aliena, tale da alterare il normale status ambientale e, per conseguenza, turbarne l’aspetto fotografico, al punto da far gridare ai presunti esperti di fotografia, che si tratta di falso fotografico, quando invece si tratta di anomalia indotta.

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Da un po’ di tempo a questa parte, si vedono circolare su facebook oppure nel web, delle strane elaborazioni fotografiche. Si vedono foto trattate in modo tale, da evidenziarne i particolari mediante filtri e quant’altro, ma soprattutto sta emergendo l’intenzione di ricavare dalle foto, delle informazioni che dal punto di vista comune, prima non erano valorizzate. Ricordo che, quando si scatta una foto digitale, si impacchetta un insieme di dati. Quando si osserva una foto, non sono immediatamente visibili tutti quei dati, tant’è che quando una foto subisce una riduzione di peso, per il profano non cambia l’aspetto estetico.
Quindi, cento persone poste di fronte ad una foto, vedranno cento versioni diverse. Forse tutte similari, ma tutte diverse. Se poi la fotografia in questione è a soggetto ufologico, quindi si tratta di ufo o entità aliene, le differenze tra le cento persone si dilatano. Ciò è dovuto ai diversi stati di consapevolezza delle cento persone. Le elaborazioni fotografiche e l’estrapolazione dei dati non evidenti, consente una lettura della foto che va molto al di là del comune modo di valutare. Nel tentativo di approfondire le foto a carattere ufologico, persone diverse compresi i ricercatori, adottano logiche diverse. Le foto in questione in questo post, saranno le tanto discusse e osteggiate foto della Valtellina con presenza di ufo ed entità aliene.

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Evidenzio quindi tre logiche interpretative diverse, che potrebbero essere molte di più, generate dallo stesso fenomeno.

·         Tale Corrado Midolo, ma non solamente lui, hanno riscontrato che trattando in un certo modo le fotografie con presenza di ufo veri di un certo tipo, (foto 2: http://presenze-aliene.blogspot.it/2013/04/pizzo-scalino-la-s-messa.html ) la fotografia reagiva in un certo modo, mentre se l’ufo non era di natura aliena, la foto reagiva in altro modo. Ciò è riscontrabile mediante quanto lui definisce presenza o meno di “onde anomali” ovvero un anomalo campo di interferenza. La costatazione è possibile anche mediante programmi facilmente reperibili gratis, quali Picasa e altri similari. Un esempio ne è l’immagine sopra, dal quale si riscontra che mediante i vari passaggi, si giunge ad evidenziare una serie di parvenze di volti umanoidi dentro l’ufo. Il buon senso direbbe che trattasi di pareidolia; se non fosse che da questi ufo, queste parvenze possono prendere concretezza sino a scendere a terra per farsi vedere da noi. Uno splendido esempio, a percorso invertito ovvero dalle presenze aliene all’ufo è il seguente: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/05/lanonimo-cacciatore.html Corrado chiama scherzosamente queste presenze aliene “gnometti”, quando stanno sugli ufo, ma sa perfettamente che quando si manifestano a terra, possono raggiungere diversi metri di statura.

·         N.N., esperto di fotografia, nell’affrontare la stessa tematica, è giunto al riscontro che, nei casi di manifestazione di ufo o entità di un certo tipo, si è in presenza di uno schermo che chiama di occultamento ovvero, su quello schermo noi vediamo quanto ci è fatto o consentito vedere. In alcuni casi si tratterebbe di quanto intenzionalmente ci fanno vedere; in altri quanto emerge invece per il fatto che il campo utilizzato per occultare, lascia passare del visibile per un problema tecnico loro. Il problema sarebbe dovuto al fatto che, riducendo l’effetto occultante per poter interagire meglio con l’esterno; dall’esterno tendono a diventare visibili a noi. Pertanto non è facile comprendere quanto in percentuale ci è concesso, oppure quanto non possono evitare che sia.

·         Io, che non sono un esperto di fotografia, adotto altri termini, quindi parlo di materializzazioni parafisiche da loro imposte, che ci fanno vedere quanto le entità extra/dimensionali intendono comunicarci. Sostengo poi che le loro manifestazioni, dove avvengono, alterano la così detta normalità dell’ambiente, al punto da esserne fotografabili gli effetti. Ricordo però che quanto esposto in queste tre ipotesi di lavoro, non includono tutte le varianti ufologiche che sono molteplici, ma unicamente alcune e, includono ovviamente la tipica ufologia valtellinese.

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Tre diversi punti di vista, che potrebbero essere molti di più, per dire la stessa cosa, in quanto un punto è comune ovvero: “Quando e dove avviene la manifestazione, l’ambiente fotografato è alterato, quindi perturbato, quindi non naturale!”. A questo punto possiamo quindi affermare con certezza che, quando su di una fotografia è riscontrata una perturbazione fotografica intenzionale, si è in presenza di una foto genuina e non di un falso. Sempre che su quella foto genuina non siano intervenuti in seguito i falsari per delegittimarla. Possiamo da oggi quindi mettere agli atti che, “perturbazione artificiale è indice di genuinità e non al contrario”. Siamo in presenza quindi, di una delle tante varianti di Matrix e, come si dice nel film “Matrix è là fuori per ingannarti!”. Ma l’inganno è tale unicamente a causa della nostra inconsapevolezza. Siamo nell’ambito della fotografia della realtà paranormale; quindi la metrica di misurazione non può essere quella adottata per il normale!

GLI ESPERTI DI FOTOGRAFIA

Gli esperti di fotografia nel mondo, sono tanti quanti gli esperti di calcio, nel mondo del calcio! Ma detto ciò, ora dobbiamo scremare per giungere al dunque. Mettiamo immediatamente da parte i presunti esperti di fotografia che, lavorando per la mafia di sistema, devono delegittimare quanto di vero e anomalo compare nelle foto, comprovante l’interferenza aliena. Indipendentemente dal fatto che costoro siano a conoscenza profonda o meno del fenomeno, avendo un conflitto di interessi, devono essere esclusi da questa valutazione. Vi sono poi i detrattori dell’ufologia per ignoranza. Costoro vanno dall’ignorante becero al tecnico fotografico. Mentre l’ignorante becero è facile da individuare; l’esperto della fotografia è tutt’altra cosa. Costui utilizza termini, argomenti e documentazione, che creano grosse difficoltà di contestazione. Costui, impettito sullo scranno della presunzione, tenendo in mano la documentazione degli studi fatti, bela al mondo intero che l’anomalia fotografica riscontrata è dovuta ad un intervento maldestro del falsario. Il soggetto che ha scattato la foto invece, sa che la foto è genuina, quindi dice all’esperto: “La foto l’ho fatta io, so per certo che è genuina, controlla se nei dati originali risulta che vi sia stata alterazione. Risponde l’esperto di turno: Un professionista del falso, può alterare e falsificare la foto, mantenendo i dati originali. L’autore della foto non ha scampo, è colpevole pur essendo innocente. Sa di essere in buona fede, ma non ha difesa. L’esperto poi aggiunge: posso dimostrare dove è stata falsificata la foto e, va ad evidenziare esattamente la zona dove è stato ripreso il campo o schermo con onde anomali. Ovviamente l’esperto non ha interesse ad accertare che queste onde anomali ci sono e sono la causa dell’anomalia. L’autore della foto, che intanto ha iniziato a masticare fotografia, chiede all’esperto di effettuare la scansione dei pixel sulla linea del presunto taglia/incolla, per evidenziare se vi è stata alterazione; ma l’esperto afferma che è stato fatto un buon lavoro e quindi la scansione non evidenzia l’avvenuto falso. Nulla sa lui del fatto che l’anomalia è stata generata da un campo anomalo. Per giunta, altri esperti, sempre stando sullo scranno, affermano che quella foto non può essere genuina in quanto, quanto compare non è credibile, al limite si tratta di manichino. Per costoro, la credulità è elemento probante per il giudizio. Detto ciò, ora passiamo all’accertamento pratico sulle foto.

LE FOTO DELLA VALMALENCO

Con l’immagine tre, si vedono tre foto della Valmalenco, che tanto hanno fatto belare i detrattori dell’ufologia e i presunti esperti di fotografia. Le foto potrebbero essere molte altre, queste però ho scelto. In tutte e tre compare un essere alieno, i tre esseri sono uno diverso dall’altro. I presunti esperti di fotografia affermano essere tre foto false. Non esistono esseri così, quindi si tratta di pupazzi messi lì oppure di taglia incolla. La foto dell’alieno che si sta specchiando, caso F.L. http://presenze-aliene.blogspot.it/2013/09/caso-fl-seconda-parte.html è quella che ha generato le maggiori contestazioni. Quando commentai questo caso, persino io ero stato convinto dagli esperti che si trattava di foto falsa. Il volto nell’acqua è specchiato in modo scorretto e, anomalie sono presenti circa il masso su cui sta l’alieno. Stesso discorso vale per le altre foto a fianco. Ricordo a questi esperti che quando un falsario, seppure abile falsifica una foto, non è in grado di falsificare il campo di interferenza che nelle foto genera l’anomalia. Anzi, sino a poco tempo fa, neanche se ne conosceva l’esistenza. O meglio ancora, ne conoscevano l’esistenza ad alto livello, ma costoro non lo venivano a dire per interessi di parrocchia. Ricordo nuovamente che tutte le foto presentate in questo articolo, sono in mio possesso nella versione originale e, ad analisi di specifici programmi per valutarne la genuinità, si affermano come genuine al massimo livello. Ora, quale esempio esplicativo, prendiamo in considerazione la foto dell’alieno che fa capolino da dietro il masso. Il presunto esperto di fotografia e l’esperto consapevole ma colluso diranno: “Questa foto presenta una alterazione o anomalia”. Detto così, entrambi stanno dicendo il vero. Il presunto esperto sosterrà che si tratta di taglio e incolla e, quando gli si chiederà di dimostrarlo mediante la scansione della linea incollata, non potendo dimostrarlo risponderà: “Ma non lo vedi esteticamente che quello che copre la parte nascosta dell’alieno non è un masso?” Quindi a suo dire quello non è un masso, pertanto l’alieno non è un alieno vero, pertanto la foto è un falso.

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L’esperto colluso sa come stanno realmente le cose, ma dirà esattamente come il presunto esperto, perché così gli fa comodo. Il vero esperto di fotografia non colluso, esperto anche di ufologia, esprime invece una valutazione completamente diversa. Dice: “Noi esperti sappiamo benissimo che le presenze aliene operanti sulla Terra, sono in grado di far vedere e far fotografare ciò che vogliono. Sappiamo benissimo riconoscere in una fotografia, la presenza di una zona anomala per causa estranea o aliena. Nella fotografia in questione, la zona anomala è quella intorno all’alieno. E, come si può notare, l’alieno si nasconde dietro una barriera che non è il masso, ma una parete sottile e perfino trasparente, al punto di far intravedere la spalla sinistra. Oltre a ciò, presenta anche un foro che fa vedere la pietraia dietro. Chi mai farebbe un taglia e incolla di questo genere, così pacchiano ed evidente? Prova ne è, che non vi è traccia di alterazione nei dati base della fotografia, e neanche vi è traccia mediante la scansione dei pixel sulla presunta linea di incollaggio”. Interpellato un presunto esperto, forse anche colluso, circa quanto affermato sopra, così mi rispose: “Quella foto non fa testo, in quanto è possibile produrre qualsiasi immagine pur mantenendo dati originali non alterati” E no, caro presunto esperto di fotografia, non stanno così le cose! Se una immagine viene creata a tavolino, non presenta l’onda atipica del campo perturbato! Tu sino ad ora non lo sapevi oppure hai fatto finta di non saperlo, ma ora devi ammettere la cosa. Ma non solo, devi riconoscere questo, devi anche riconoscere che la massa di dati che si acquisiscono mediante uno scatto fotografico, sono decisamente di più di quanti sono poi utilizzati nel farti vedere la foto. I dati in più, consentono però all’esperto vero, di estrapolare altri particolari della scena ripresa. Se valorizzati forniscono elementi che un eventuale falsario, per di più non esperto di ufologia, mai avrebbe preso in considerazione. Quindi, presunti esperti e collusi, nonché troll e agenti della disinformazione, levatevi dai maroni! Abbiamo accertato quindi che le foto false in ufologia sono molte di meno di quanto si era sino ad ora fatto credere. Ora però parliamo un po’ delle foto uno e cinque.

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La foto uno così come la cinque, fanno vedere un ufo parzialmente mimetizzato o parzialmente visibile. Questa scena è un regalo all’umanità, per comprendere cosa queste entità aliene possono fare. Il farsi vedere in questo modo consente a noi di comprendere, che loro possono crearsi uno schermo dietro al quale nascondersi e, che questo schermo è gestibile da loro in base ad una gradualità. Ad una certa gradualità è più o meno trasparente, quindi consente o meno di vedere ciò che vi è dietro, montagne comprese. Questo schermo di invisibilità è, da parte delle entità, adottabile in qualsiasi occasione. Anche quando una entità decide di fare capolino da dietro un masso, come nella foto quattro. Questo schermo dell’invisibilità, le entità se lo portano sempre appresso, perché in realtà non è altro che un campo di forza gestibile a piacimento loro. Consente di farsi vedere, ma anche di sparire in un attimo, oppure di andarsene via; ma ancora di più, consente a loro di farci vedere e fotografare ciò che vogliono. Il campo di forza, genera per conseguenza, l’onda anomala e la perturbazione ambientale; ma genera per intenzione, la manifestazione dell’entità, dell’ufo, oppure della barriera mimetizzante. Teniamo poi sempre presente che queste entità o ufo, possono agire individualmente oppure collettivamente.
Fine seconda parte.






2 commenti:

  1. sono un valtellinese e affermo che quanto è detto è vero, così come sono vere queste foto.

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    1. Confermiamo anche noi del Gruppo Ricerche Interferenze Aliene,tutto quello che è stato spiegato è assolutamente vero , comprovato da numerosi soprelluoghi in valle.

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