Presenze Aliene

mercoledì 23 settembre 2015

-42- News Valmalenco Settembre 2015

News Valmalenco
Settembre 2015
Di Dario Giacoletto

Segnalazione 2/5/2014


https://www.youtube.com/watch?v=R0YpB03Unjg


Anonimo interlocutore ha inviato due foto scattate in Valmalenco; o almeno così ha affermato. Ad analisi di specifico programma, le foto si presentano con dati originali, quindi con i requisiti della presunta genuinità. Nel video sopra menzionato, il commentatore del gruppo G.R.I.A. afferma che a lui, le stesse foto, sono state consegnate di persona. Questo particolare aumenta l’ipotesi di genuinità e garanzia. Quella sottostante è la prima nella sua versione originale e, quella sopra, la versione ingrandita e maggiormente contrastata. La forma è quella dei tipici dischi volanti, con cupola nella parte superiore e sfere luminose o luci nella parte sottostante. Immediatamente però nasce un problema. Trattasi di ufo/macchina tecnologica, oppure ufo/altro? 


Esteticamente da questa foto, nessun particolare dimostra la presenza di tecnologia, intesa in senso umano. La foto sarebbe stata scattata alle 15.24.29”. La seconda foto alle 15.24.51”; pertanto 22” dopo. Anche in questa foto non vi è evidenza che si tratti di oggetto volante in quanto macchina meccanica. La seconda foto riprende l’oggetto nella parte sottostante.


Le parti luminose della prima foto sono scomparse. Sono presenti accenni di suddivisione in settori posti in cerchio, in numero di sette; ma non concordano con la disposizione delle parti luminose della prima foto, pertanto trattasi di altro. Sarebbe interessante sapere dall’autore, se altre foto esistono di questo caso. Non è ipotizzabile che un osservatore scatti solamente due foto, se l’ufo si mantiene in vista. Altra cosa potrebbe essere, se l’ufo è repentinamente arrivato e partito, senza concedere altre possibilità.


Comunque siano andate le cose, trattasi di foto interessanti e spettacolari, da porre in archivio, in attesa di altre segnalazioni a conferma della tipologia ufo e per meglio individuare i particolari.


10/7/2015 Campo Franscia

Quando si parla di entità mutanti o mutaforma, generalmente le persone non comprendono e chiedono di quale razza facciano parte. Ebbene, queste entità non fanno parte di alcuna razza, in quanto di razza non si tratta. Il concetto o l’appartenenza ad una razza presuppone anche l’appartenenza al mondo fisico. Queste entità non essendo stabilmente fisiche, non sono classificabili in questo modo. Noi umani però siamo fortemente condizionati dall’estetica e dalla metodologia terrestre, quindi valutiamo in base a questa.


All’entità della presente foto non molto appariscente o piacevole, non gli si darà lo stesso valore di altre come: http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/08/entita-ombra-982012.html oppure: http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/07/news-valmalenco-luglio-2015.html Ai fini dello studio però, questa entità ha lo stesso valore delle altre. Da notare come la figura tende all’evanescente, posizione tipica e spesso adottata da queste entità. Un lettore mi ha chiesto quale può essere il motivo per cui assumono di frequente questa posizione.  Io non so quale sia la motivazione; ma se dovessi ipotizzarne una, direi che è dovuta al fatto che queste entità sono in grado di volare smaterializzandosi. La posizione sarebbe pertanto quella tipica di chi sta per spiccare il volo. Vedere: http://presenze-aliene.blogspot.it/2013/02/3-ufo-in-valtellina-umanoidi-volanti.html Queste presenze incuriosiscono per i posti dove generalmente si manifestano, solitamente isolati per non dire impossibili. Questa entità si è materializzata sopra un roccione in luogo impervio. La foto è stata scattata da lontano, per questo la presento ingrandita. Chi ha fatto la foto non poteva vederla quindi, o ha scattato casualmente, oppure un imponderabile filo intuitivo lo ha indotto a farlo. Comunque sia, la foto è interessante, quindi un grazie all’anonimo interlocutore. Per chi non conoscesse i posti, Campo Franscia si trova nell’alta Valmalenco.


Ufo a Castione Andevenno (Sondrio) 5/7/2015

Pervenute da Adamo R. quattro foto scattate da Castione Andevenno in provincia di Sondrio. L’autore intende mantenere l’anonimato; ma dichiara quanto segue: “Avevo notato come delle palline bianche volare in cielo, nella zona sopra Sondrio / Castione, versante Valmalenco. Ho pertanto fatto alcune foto, memore delle dicerie che circolano in vallata per quanto riguarda gli ufo. Sono rimasto sorpreso nel costatare che mediante le foto ne avevo una conferma. Ho quindi deciso di inviarle a lei, per una sua valutazione”. Ad analisi, le foto si confermano nella versione originale, quindi meritevoli di considerazione. 


La prima foto 5724 fa vedere semplicemente una sfera bianca. Passiamo quindi alla più interessante 5725, del quale l’immagine sopra ne è l’ingrandimento. In questa si notano due sfere bianche sulla destra e, altre due presenze anomali a sinistra. Circa le sfere non vi sono dubbi; ma per le altre presenze, occorre ammettere che hanno una strana forma, come da secondo ingrandimento.


La sottostante quarta foto pare poca cosa; ma appena la si ingrandisce, appare uno spettacolo eccezionale. Il sospetto che già si preannunciava nelle foto precedenti, ovvero che si fosse di fronte ad una infinità di presenze appena visibili, si conferma. Non che queste cose siano rare ormai; ma ogni volta lasciano sbalorditi i testimoni. Ricordo che queste presenze bianche, possono aggregarsi e compattarsi assieme, generando spettacolari esseri di luce o ufo.



Ufo su Sondrio 26/12/2014

Teatro della manifestazione, il cielo sopra l’ex convento di S. Lorenzo di Sondrio, luogo di numerose altri avvistamenti. Cittadino sondriese che intende mantenere l’anonimato, ha inviato una serie di sette fotografie. Non è possibile stabilire l’esatto numero di ufo, in quanto cambiano di numero secondo le fotografie. In particolare ve ne sono quattro che si stanno spostando da destra versi sinistra. La sottostante è la terza foto della serie.


Come è possibile vedere dagli ingrandimenti, si tratta di ufo parafisici o ebani, tipici della Valtellina. Curiosa la parvenza di volto dell’ingrandimento maggiore. Una delle caratteristiche prevalenti di questi ufo, è il loro continuo variare estetico. Cambiano continuamente anche la luminosità e le colorazioni.


Nella sottostante quinta foto della serie, gli ufo sono sei. Sicuramente lo spettacolo è stato notevole e certamente è stato visto da numerose persone. Ricordo che il valore delle foto è notevole, ma pur sempre contestabile. Se invece testimoni diversi, da posizioni diverse, confermano lo stesso evento, il tutto assume una consistenza ben maggiore.












mercoledì 16 settembre 2015

Nuove letture

Nuove letture

Roberto La Paglia, affermato giornalista, ci guida in un incredibile viaggio nell’oscuro e perduto mondo della Mitologia Aliena.

Quali misteri nascondono i racconti mitologici? Per quale motivo quasi tutte le tradizioni sembrano ricondurre a misteriosi esseri venuti dallo spazio con il preciso compito di istruire l’umanità?
Mitologia Aliena si propone, attraverso un lungo e appassionante viaggio nella mitologia antica, di rileggere questo misterioso scenario alla luce delle moderne conoscenze, passando attraverso il racconto degli antichi miti, soffermandosi sui misteri che ancora oggi si nascondono dietro i racconti e le rappresentazioni delle varie divinità, arrivando ad ipotizzare una verità parallela che potrebbe poi non essere così fantastica come in molti ancora ritengono.
Visitatori dallo spazio?
Sopravvissuti di civiltà ancora più antiche e dimenticate?
In un susseguirsi di informazioni, curiosità, studi e comparazioni, il risultato finale non mancherà di far nascere un ragionevole dubbio sulla vera storia del nostro pianeta, aprendo la strada ad ulteriori approfondimenti e ricerche.


Descrizione di Stargate - Il Cielo degli Egizi - Libro
“Ritengo che la vera linea di ricerca sia costituita
dall’annotare e confrontare i più piccoli dettagli.”
Sir William Matthew Flinders Petrie
Analisi originale, approfondita, ponderata e del tutto inedita dei molti misteri ed enigmi dell’astronomia egizia, mediante l’osservazione dei soffitti astronomici delle tombe dei sovrani egizi e dei dignitari della XVIIIa, XIXa e XXa Dinastia e delle ricerche effettuate dai più importanti egittologi su questi argomenti. 
L’osservazione dell’aspetto astronomico viene confrontato con gli estesi e precisi riferimenti astronomici contenuti nei testi letterari dell’Antico Egitto (“Testi delle Piramidi”, “Testi dei Sarcofagi” e “Libro dei Morti”).
Corredato di 135 Figure e di moltissimi riferimenti bibliografici.
Nel libro potrai scoprire:
·         Teologia, cosmologia e astronomia: più facce di un’unica medaglia.
·         Geroglifici criptati per “Cosmic Top Secret”.
·         Il mistero dei geroglifici ribaltati: sottolineatura o …astrofisica?
·         Le acque celesti e il Mondo Infero: viaggio ai confini dell’Universo?
·         Tempo ciclico e tempo lineare per viaggi e distanze …siderali.
·         Due Decani, le acque celesti, la Creazione e…la patria degli dei?
·         La galassia dimenticata e la spirale dei 4 Decani: una rotta pluri-millenaria?
·         Le acque celesti e il parere degli esperti: disattenzione o …“cover-up”?
·         …e molto altro.

Prefazione di Mauro Biglino


In un mondo in cui religione e scienza spesso sono caratterizzate dallo stesso atteggiamento dogmatico, è fondamentale che menti aperte, colte e preparate, affrontino con ipotesi fondate la possibilità di schiudere nuove vie alla conoscenza. Questa necessità è tanto più forte quanto più si prende atto di un fatto evidente: molto, anzi troppo spesso, la scienza tradizionale non è in grado di fornire spiegazioni convincenti a elementi storici, culturali, archeologici che pongono problemi concreti.
Il passato è portatore di domande che rimangono senza riposta o che ricevono risposte incoerenti, non documentate e improbabili, elaborate al solo scopo di mantenere lo status quo, riaffermare ciò che viene ritenuto intoccabile e indiscutibile in nome di un dogmatismo ingiustificato. Tale dogmatismo è inaccettabile soprattutto quando condiziona ambiti culturali che per definizione dovrebbero invece dare spazio a ogni via che abbia anche solo una lontana possibilità di avvicinarci alla verità senza preclusioni preconcettuali, qualunque essa possa essere.
In ambiti in cui non esistono certezze, e l’egittologia è paradigmatica da questo punto di vista, ogni ipotesi che sia supportata da una documentazione e uno studio seriamente fondati deve essere presa in seria considerazione, analizzata, verificata allo scopo di trarne ogni spunto per formulare possibili risposte a domande che ne sono prive.
Il dr. Massimo Barbetta è una di quelle menti che sono guidate dalla curiosità, dal desiderio di sapere e di capire ciò che la cultura tradizionale non spiega, e che al contrario spesso occulta deliberatamente o interpreta con finalità precostituite. Il suo cammino è caratterizzato dalla volontà di verificare ciò che a ogni evidenza viene talvolta spiegato con superficiale sufficienza, ciò che viene dato per scontato in nome di una presunzione priva di giustificazioni. La verifica condotta con gli strumenti e la professionalità del chirurgo evidenzia che ciò che è dato per scontato potrebbe anche non esserlo; ciò che viene affermato come vero nella realtà delle evidenze documentali potrebbe essere diverso da quanto si crede e afferma nel rispetto di una tradizione culturale basata su presupposti che potrebbero non essere più validi.
Quanto segue è un esempio di come si possano aprire finestre nuove e fare entrare nuova luce nelle stanze spesso troppo buie della rigida tradizione dogmatica che governa il mondo della cultura. Basta porsi le domande giuste, cercarne le risposte con mente aperta e subito si schiudono nuovi mondi.

domenica 13 settembre 2015

Ufo in Canavese

Ufo in Canavese Agosto 2015

Di Dario Giacoletto


Strani segni in cielo, mentre in terra la gente dorme!!

Foto 10123-B

L’ondata di avvistamenti verificatasi tra fine luglio e inizio agosto nella zona ovest del Canavese è stata spettacolare ed eccezionale. Ovviamente, non basta che vi siano manifestazioni del genere, occorre che le persone se ne rendano conto. In questo caso non si tratta di astronavi a terra, con extraterrestri in tuta o scafandro. Si tratta di ufologia parafisica, ovvero materializzazioni di forme ufologiche da parte di entità aliene all’essere umano. Siamo al livello del fenomeno americano detto degli EBANI. Occorre che la gente si chieda per quale motivo il potere, pur conoscendo il fenomeno, così tanto ne ostacola la divulgazione. Occorre chiedersi per quale motivo la scienza tace ed asseconda.

25/7/2015
Il sottoscritto riferisce pertanto quanto è stato da lui ed altri testimoni visto e fotografato. L’ondata è iniziata la sera del giorno 25/7/2015 del quale sono giunte segnalazioni dalle valli di Lanzo e da Ciriè. Nella stessa serata, a Ciriè, più persone hanno visto una strana luminosità giungere da Cafasse, direzione verso il quale era stata vista andare precedentemente dalla val d’Ala, un anomalo corpo luminoso. Da Ciriè, la presenza aerea è stata fotografata; ma le immagini sono di ridotta utilità. La luminosità andava poi verso il Canavese.

26/7/2015
La sera dopo, Paola C. vede procedere da Lanzo verso Villanova uno strano e silenzioso oggetto volante. Non è veloce e pertanto ha il tempo di avvisarmi. Corro alla finestra e vedo chiaramente uno spettacolare ufo, come appunto mi era stato riferito. Prendo la fotocamera e corro alla finestra, ma in quel momento l’ufo si trovava dietro ad un albero ed inoltre, giunto sopra il paese di Mathi, aveva svoltato verso il Canavese. 

082-B ore 21.48.11”

Scendo e corro in strada, l’ufo seppure ormai lontano si vede ancora. Scatto la foto che è quella sopra esposta. Se lo avessi ripreso quando era sopra Mathi, avrei ripreso qualcosa di notevole; ma anche così posso essere soddisfatto. Meno di un’ora dopo vedo nuovamente un silenzioso oggetto volante luminoso che procede in direzione Ciriè-Lanzo e si trova sopra Villanova- Mathi. Foto sottostante.

096-B ore 22.37.16”

3/8/2015
 La sera del 3/8/2015 vedo arrivare, direzione Varisella- Villanova C.se, una strana luminosità, tipica degli avvistamenti ufo, ma anche similare a quella vista la sera del 25/7/2015. Luminosità prevalentemente bianca, ma con rosso e azzurro laterale che lampeggiano in modo alternato, dando l’illusione che si trattasse di aereo. La foto è la 0121-B. Se fosse stata scattata una sola foto, eventuali detrattori potrebbero aggrappandosi ai vetri, cercare di smontare la consistenza di una sola foto. Immediatamente dopo ho però scattato altra foto e, sono stato premiato. Queste tipologie di ufo non sono macchine dadi e bulloni; sono complessi organismi intelligenti e alieni, ovvero C.O.I. Comprendo a questo punto la difficoltà e l’inaccettabilità da parte degli sprovveduti; ma questo è quanto riscontrato. 

Foto 10121-B


Come si può notare osservando con attenzione la foto, sono identificabili due fili attorcigliati e in diagonale. Sono i fili che portano la corrente a casa mia. Meno visibile, un altro cavo dell’alta tensione posto in opposta diagonale. In base a quanto presente, è deducibile l’esatto punto dal quale ho fotografato e l’esatta direzione dell’ufo. La distanza non sarebbe facilmente deducibile se non fosse che, essendo passato l’ufo sulla mia perpendicolare, in base alla velocità si può dedurre che la presenza si trovava tra Villanova C.se e Mathi. L’ingrandimento A evidenzia l’aspetto estetico, mentre il B è lo stesso A al quale è stata tolta luminosità per evidenziare la forma. Per conseguenza evidenzia anche tutta una varietà di colori, che certe volte in alcuni avvistamenti, si vedono chiaramente e sembrano friggere a causa del continuo variare.
La foto seguente è nuovamente concertante! E’ immortalato l’esatto istante in cui l’ufo madre della foto sopra, ha cambiato estetica e colori e, sta lasciando andare una ufo/sfera o entità in forma sferica. Faccio presente ai non addetti, che questi ufo/madre o organismi complessi, sono un insieme di entità aliene in forma prevalentemente sferica; pertanto possono comporre o scomporre a piacimento gli ufo parafisici. In America li chiamano E.B.A.N.I. ovvero Entità Biologiche Anomali Non Identificate.

0122-B

La foto è di quelle eccezionali. Si possono vedere queste cose in video, ma riprenderle con fotografia a scatto singolo, è estremamente improbabile. Nonostante sia eccezionale, quella dopo, la 0123, va oltre l’immaginario! L’ufo di prima, evidenzia in modo inequivocabile, il volto di una entità in forma umanoide. Si tratta della prima foto presentata in questo articolo. Gli sprovveduti tireranno in ballo la pareidolia; ma gli addetti non avranno dubbi. E’ eccezionale!!
Mentre sto fotografando, mi rendo conto che l’evento è di quelli straordinari. Porto lo zoom al massimo, ma così diventa difficile centrare l’obiettivo da cogliere. Per giunta l’ufo si sta dissolvendo o meglio; sta cambiando frequenza e pertanto sta scomparendo alla vista. Foto difficile da valutare, ma questo è quanto è stato colto.


Dopo aver visto e fotografato quanto presentato poco dopo le 22, diventa improbabile chiudersi in casa, quindi decido di fare una camminata al buio con la moglie, anche lei in fibrillazione da ufomania. La serata è stata proficua, ma gli ufo vanno fotografati quando ci sono. Passeggio quindi con la fotocamera al collo. Mentre percorro via Quarello di Villanova C.se, vedo alto nel cielo una presenza non convenzionale che sta procedendo in direzione Ciriè-Lanzo. In quel momento si trova sopra Mathi-Balangero, immediatamente scatto foto. La luminosità è tipica di questi ufo, ma la distanza è notevole, quindi non è facile, dovendo zoomare molto. Intanto mi rendo conto che un altro ufo si sta avvicinando da direzione Corio. Sono alti nel cielo, ma mentre penso che sono due e sto per fotografarli, il primo si divide in due, o forse erano già due ma ravvicinati. La foto è la sottostante 0130-B e sono le ore 22.53.20”.  Il risultato è eccellente, si può vedere bene quanto ripreso. Comprendere di cosa si tratta è altra cosa; ma da quando si è costatato cosa possono fare queste entità e questi ufo, più nulla deve costituire meraviglia. L’impossibile diventa possibile.

0130-B

Nel tentativo di comprendere cosa realmente ho ripreso, ho ingrandito la parte bianca luminosa. A questo punto si nota una vaga figura rossiccia. Per vedere meglio, ingrandisco, tolgo luminosità ed aumento il contrasto. Compare una figura, che richiama un bambino in ginocchio mentre sta pregando. Un pensiero percorre la mia mente “Perché non potrebbe essere lo stesso della foto 123?”

0130-C

Non posso sapere se si tratta della stessa presenza; certamente tutti questi casi di pareidolia stanno dando un peso notevole al fatto che ciò che pare che sia, in alcuni casi lo sia effettivamente. Intanto le tre presenze aeree se ne sono andate, passando sopra il monte Angiolino. Serata interessante, non c’è che dire! Da non dimenticare.
Nelle serate seguenti vi sono stati altri avvistamenti con altre fotografie, ma meno interessanti. In chiusura, mi limito a ricordare che altri notevoli avvistamenti di ufo fotografati, si sono verificati in passato in Canavese. Ne ricordo due che a parere mio sono eccezionali e non vanno dimenticati. La sottostante foto, parte di una serie, riprende un Ebani con relativa flottillas di sfere bianche.


Le foto sono state fatte da G.P. di S. Carlo Canavese nel 2008. La zona interessata è quella detta delle Vaude, tra S.Carlo e Rocca C.se.
Altro caso molto ben documentato, è stato realizzato personalmente. E’ reperibile in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2010/11/eccezionale-evento-ufologico.html
Di questo sconcertante caso, mi limito qui a proporre la sottostante foto, caso avvenuto a Villanova Canavese. Ricordo a coloro che non sono addentro a queste cose, che vi sono ufo visibili e fotografabili; ma vi sono ufo fotografabili e non visibili. Questo succede perché la vista umana spazia su una certa banda di percezione, mentre la fotografia spazia su banda più ampia. Quando queste presenze sconfinano entrando e uscendo dalla banda umana, ma restando nel fotografabile; noi vedremo solamente il momento in cui loro vogliono farsi vedere. Le fotografie faranno vedere molto di più. Nel caso che sto presentando, la presenza era visibile mentre si spostava; ma diventava invisibile quando si fermava. Proprio perché la sua manifestazione stava sul confine del visibile ma fotografabile.


Per quanto riguarda il materiale fotografico presentato, qual ora vi fossero persone interessate ad approfondire il fenomeno, mi rendo disponibile a fornirlo nella versione originale. In questo articolo è stato presentato con gli ingrandimenti, per essere meglio visibile. Per chi invece non conoscesse il Canavese, è la zona circoscritta in rosso nella sottostante cartina.














sabato 5 settembre 2015

-41- Tracce dal passato

Tracce dal passato


Di Dario Giacoletto


In un precedente post http://presenze-aliene.blogspot.it/2015/08/39-news-valmalenco-agosto-2015.html  ho ipotizzato l’eventualità che in passato le popolazioni valtellinesi, possano aver vissuto la stessa o similare situazione attuale per quanto riguarda la presenza di ufo ed entità aliene. Le presenze di allora erano chiamate fate, gnomi, selfidi, folletti, spiritelli, fantasmi ecc. Nell’eventualità che ciò sia avvenuto, è abbastanza probabile che siano state lasciate tracce ai posteri, tracce a futura memoria. A noi ora cercare eventualmente, di riconoscerle e valorizzarle. La lettrice Marina G.  di Gravedona, ha inviato i sottostanti due articoli del giornale Centro Valle, chiedendomi di esprimere opinione in merito. L’oggetto del contendere, è l’interpretazione di due dipinti presenti presso il Palazzo Besta di Teglio. Nel primo è rappresentato il fiammeggiante carro di Elia in cielo, con al di sotto tra le altre cose, gli ufo del contendere. Il dipinto è uno dei ventuno presenti, a rappresentare le scene tratte dall’Orlando furioso. L’altro è il dipinto del pozzo, presente sulle pareti nel cortile del palazzo.


A suo tempo, non avevo preso parte alla disputa che si era creata tra le due posizioni contrastanti. Da una parte Riccardo Magnani, col primo articolo riportato sopra e Diego Cuoghi, architetto e collaboratore del C.I.C.A.P. con l’intento di smontare la tesi di Riccardo. Certamente a me piacerebbe che fossero trovate tracce nel passato, a confermare con un filo di continuità, quanto sta avvenendo attualmente. Questo mio desiderio però, non deve indurmi ad una analisi squilibrata in favore dei possibilisti. Intanto una premessa. E’ cosa nota che artisti e pittori sono sempre stati delle menti in avanguardia rispetto alla massa e, in alcuni casi anche dei cultori dell'esoterismo. E’ altrettanto vero che alcuni pittori erano chiaramente a conoscenza del fenomeno ufologico e, lo hanno dimostrato inserendoli nei loro lavori. Occorre dire che se un pittore è chiamato a dipingere una certa scena, non può dipingere in grande un ufo e la scena ordinatagli in piccolo; potrà al limite, dipingere la scena in grande e il particolare ufo in piccolo. Se intenderà dipingere l’ufo in grande, dovrà farlo in modo che sia in coerenza alla scena richiesta. Comunque sia, tanto l’ufo in grande quanto quello in piccolo saranno riconosciuti unicamente da coloro che conoscono l’esistenza degli ufo. A quanto detto si aggiunge poi il fatto che ancora oggi coloro che si interessano di ufologia, hanno grossi problemi da risolvere nel delineare la forma esatta degli ufo. Soprattutto in zone come la Valtellina in cui spaziano gli ufo mutanti che sono in grado di variare la loro estetica. L’insieme di queste problematiche, non permette ad un pittore di mettere palesemente un incontestabile ufo al centro del suo dipinto. Nel caso che il pittore decida di inserire un ufo o una presenza aliena, dovrà farlo in modo accorto e lungimirante. Questa sua accortezza lo porterà a dipingere il non richiesto da chi lo sta pagando, in modo velato ed allusivo. I pittori sono abilissimi nel dipingere in modo allusivo, quelli che si possono chiamare messaggi occulti. Vedranno e leggeranno questi messaggi, solamente coloro che sono chiamati a vedere e comprendere. Torniamo al Palazzo Besta.

Prima disputa



Riccardo sostiene che nei due dipinti ci sono i presupposti allusivi per ipotizzare che rappresentino, il primo degli ufo, il secondo delle presenze aliene. Diego sostiene che non si tratta di presenze aliene e che nel primo dipinto, come presentato nelle locandine del Palazzo Besta, si tratta di piatti di minestra rovesciati. Io, da osservatore imparziale, ho difficoltà ad affermare con certezza che nell’immagine sono rappresentati degli ufo; ma non ho dubbio alcuno circa il fatto che non si tratta di piatti o ciotole di minestra rovesciati. Domanda: “In quante altre occasioni, su tutto il pianeta, sono mai state dipinte ciotole di minestra in questo modo?” oppure, se mettiamo davanti a noi cento pittori e diciamo a loro di dipingere un insieme di ciotole rovesciate che contenevano minestra, quanti le dipingeranno così? Io rispondo nessuno! Avete notato che la presunta minestra, da alcune ciotole, esce da dei fori? Avete notato che queste minestre escono generando dei filamenti bianchi per poi cambiare colore? Tutto fa pensare che dovendo dire gli esperti di che cosa si trattava, si è optato per le ciotole di minestra, in quanto in realtà non si sapeva. Signor Diego, quali sono le prove le quali dimostrano che trattasi di minestra e di ciotole? A parere mio, se a Palazzo Besta questi non sono ufo, ancora vi è da stabilire cosa sono. Soprattutto occorre notare che in questo caso il pittore non ha fatto molto per far comprendere cosa intendeva rappresentare, a meno che non intendesse proprio rappresentare degli ufo in modo velato. In questo caso il pittore avrebbe quindi riportato un qualcosa che lui conosceva bene, ma che sapeva non essere richiesto e compreso da altri. In questo caso significherebbe che il pittore era interessato all’ufologia e pertanto, è ipotizzabile che abbia lasciato altre tracce altrove. In questo caso, quegli ufo sono un chiaro messaggio ai posteri. Sotto ho riportato alcune antiche ciotole rovesciate, per meglio rendere l’idea. Occorre ammettere che vi sono punti di similitudine coi presunti ufo nella parte superiore, ma occorre notare che le ciotole quando sono rovesciate hanno la parte aperta di sotto, mentre quei presunti ufo nel dipinto, sono chiusi e questo, è un particolare non da poco. Strano che non sia stato notato dal Cicap.



A sostegno dell’ipotesi ufo nel dipinto, si può anche evidenziare il fatto che spesso sono state viste (nei casi di avvistamenti ufo) delle luminosità  prevalentemente bianche, uscire dagli ufo maggiori. Luminosità che poi cambiavano colorazioni generando effetti similari alla presunta minestra. Pertanto queste sono similitudini a favore della tesi possibilista. Un forte elemento a favore, è il carro di Elia. Carro che, in tempi recenti, sempre più è interpretato come mezzo volante, la cui rappresentazione dell’essere tirato da cavalli, è unicamente un modo simbolico per dire che viaggia in cielo tra le nuvole. Sempre di più è considerato un mezzo volante rappresentato in base ai tempi di allora, ma un carro degli dei. Carro degli dei, nel linguaggio odierno, significa carro delle entità aliene. Tornando alla capacità dei pittori di rappresentare in modo allusivo e velato, si potrebbe ipotizzare che in questo caso l’artista si è sbizzarrito. Grande carro volante sopra, tondi carri volanti o clipeus (come dicevano i romani) sotto, dal quale escono le tipiche sfere delle singole entità dai filamenti bianchi. Manifestazioni che generano la presunta minestra dagli effetti cromatici, ben noti in ufologia. Se così è, la parola minestra è completamente fuori posto; ma il fatto che questa sia la posizione del rappresentante del Cicap, ci offre la certezza che così dovrebbe essere.

Seconda disputa



Nell’affresco sopra, presente nel cortile di Palazzo Besta, compare una figura in nero che ha attirato l’attenzione ed è l’oggetto della disputa. Secondo Riccardo vi sono aspetti che richiamano alla mente gli alieni. Secondo Diego si tratta di pura fantasia. A parere mio non vi è prova assoluta che si tratti di rappresentazione di alieni, ma neanche che non lo sia. Vi è da dire che la figura spicca in modo alquanto pronunciato, nell’immagine velata e sbiadita del dipinto. Farebbe pensare che, o è stata aggiunta a posteriori, oppure intenzionalmente è stata prodotta così evidente. Io ho visionato numerose fotografie di entità aliene riprese in Valtellina e, posso affermare con certezza, che questo genere di volto alieno è presente oggi.



I tre particolari sopra, sono tratti da foto fatte in Valmalenco. Come si può notare la somiglianza è notevole, sia per quanto riguarda la conformazione del volto, sia per gli occhi particolari, ma anche per il corpo in nero. Pertanto ritengo legittimo l’accostamento ipotetico che Riccardo ha fatto; anche per il fatto che poco si addice un corpo nero umano così evidente in un dipinto molto velato. Così come poco si addicono gli occhi così neri, obliqui a salire lateralmente, dell’uomo e della donna al pozzo.


Se osserviamo l’alieno in nero, non possiamo non fare alcune considerazioni. Se un pittore produce un volto del genere, significa che questo intende fare. Perché quindi riprodurre un volto del genere? Non certo perché è un pittore scadente. Se lo fosse stato non avrebbe compiuto l’opera che possiamo vedere. Come afferma Diego Cuoghi, Un artista non si sveglia una mattina cambiando il suo modo di dipingere per poi tornare allo stile consueto qualche mese dopo”. Io aggiungo “Quanti e quali artisti hanno presentato in questo modo degli esseri umani in altri dipinti?” (Chi ne avesse notizie, è pregato di segnalare.)
A parere mio, una sola può essere la spiegazione. Quel pittore aveva avuto occasione di vedere delle entità uguali o similari, a quelle riportate nei tre particolari sopra. Allora non esisteva la fotografia per riprenderle e immortalarle come si fa ora. Non potevano bastare le tipiche voci di paese o eventuali racconti da folklore popolare. Solamente se viste direttamente, potevano essere immortalate in un dipinto. Ovviamente chi è testimone di un avvistamento del genere, ne rimane colpito. Prova il forte desiderio di comunicarlo ad altri; ma queste cose sono dalla massa, poco comprese oggi, figuriamoci allora. L’artista decise quindi di mettere questo messaggio nel suo dipinto, ecco perché quella figura è stata dipinta in modo così evidente, in un contesto alquanto evanescente. Come a voler dire che questa, nonostante l’apparente assurdità, è verità. Per quanto riguarda la confutazione dell’ipotesi di Riccardo, fatta da Diego, io resto basito! Non solo la pretesa di confutare gli ufo mediante i piatti di minestra che dimostrano ben altro; ma la pretesa di confutare la presenza aliena ritenendo che Riccardo intendesse la donna al pozzo, mentre invece intendeva l’essere che gli sta alle spalle! 

Terza disputa

La terza disputa, ancora riguarda Riccardo Magnani e Diego Cuoghi. L’oggetto della diatriba è la mappa sottostante esposta sempre nel Palazzo Besta. Poco si parla di questa mappa, mentre invece se ne dovrebbe parlare molto di più, data la sua importanza. Il perché è molto semplice. Cristoforo Colombo scoperse l’America nel 1492, dicono i libri di storia. Si afferma che prima non si conosceva l’America, quindi non poteva essere presente sulle mappe dell’epoca. Si insegna nelle scuole, che Colombo fosse convinto di aver trovato le indie, mentre invece aveva casualmente scoperto l’America.


Ebbene, questa mappa, la quale fa vedere chiaramente l’America nella sua naturale posizione, è del 1459, o perlomeno così si afferma. Pertanto i conti non tornano, in quanto qualcuno non ha detto il vero, oppure è male informato. Diego Cioghi sostiene che la mappa è invece del 1545, così come Wikipedia. Ovviamente l’informazione ufficiale e di sistema, non può permettere divagazioni del genere e, i conti devono tornare comunque. Io non ho approfondito l’argomento in misura tale da poter esprimere un giudizio affidabile e, non intendo approfondirlo, per questioni di tempo. Intendo però segnalarlo ai lettori, in quanto può appassionare gli interessati. Negli ultimi tempi, sempre di più si va affermando l’idea che l’America non sia stata scoperta da Colombo, ma che in precedenza già se ne conoscesse l’ubicazione. Colombo quindi sarebbe nient’altro che la figura utilizzata per comunicare al mondo questa notizia, senza dover spiegare per quale motivo non si era fatto prima.

Conclusione

Ringrazio Marina G. per l’invio del materiale e per aver stimolato il dibattito. Faccio presente che a parere mio, il materiale a carattere ufologico riscontrato a Palazzo Besta, non è tale da potersi affermare con certezza assoluta che di ufo e di alieni si tratta. Certamente però, una serie di indizi legittimano l’ipotesi circa la loro rappresentazione. Nel caso che si tratti di pareidolia o di casualità, l’argomento si potrebbe anche accantonare; ma ciò dovrebbe essere dimostrato. Propongo invece ai lettori che mi seguono, una strada diversa che si basa sulla seguente logica: Se in passato in Valtellina hanno visto e ciò che è presente a Teglio ne è una prova, è poco probabile che non vi siano altre tracce ufologiche altrove. Invito pertanto ad osservare con attenzione i vecchi dipinti in chiese e non solo. Le opere artistiche, statue e rappresentazioni di ogni genere. Gli antichi libri e la passata tradizione popolare e poi, fatemi sapere. Certamente se in vallata dovessero emergere altri elementi a conferma, anche quelli di Teglio assumerebbero maggior valore.
Prima di chiudere, esprimo quello che fu il mio primo pensiero osservando il dipinto del carro di Elia: “Carro di fuoco o ufo, lascia la Terra per la Luna. Lascia sotto e dietro di sé, evidenziandoli, alcuni aspetti in relazione all’umanità e alla moralità. Da sinistra a destra, lascia in terra l’abbondanza, il lusso, il potere, la nobiltà, mediante il palazzo nobiliare. Poi lascia in aria dei volti umani, con estetica da rettile. Perché non lasciarli striscianti a terra e quindi riconducibili all’essere umano? Posti così, possono richiamare delle presenze eteree o aeree, di carattere negativo.


Segue poi quell’ammasso di ami. Questi servono per adescare. Adescare chi? L’essere umano? Quindi gli esseri alieni negativi adescherebbero gli umani? Seguono poi i presunti ufo o ciotole. Quindi mediante questi adescherebbero? Seguono poi tutta una serie di oggetti tipici e forse inutili degli umani. Il Duca Astolfo, il personaggio assieme ad Elia, andando alla ricerca del senno perduto, si lascia alle spalle tutto questo. Si intende dire che per recuperare il senno, occorre lasciarsi dietro ogni tipo di forma deviante, tipica dell’umanità? Nel frattempo però, nella rappresentazione del potere e del lusso, quindi nella dimora nobiliare, le persone sono impegnate ciascuna a modo proprio. Una però pare rendersi conto di quanto sta avvenendo in cielo; infatti la si nota particolarmente attenta nel guardare la scena.


Quest’uomo che scruta il cielo, particolare di sinistra, mi ricorda la scena del particolare di destra, tratta da un dipinto di Domenico Ghirlandaio nel 15° secolo. Dipinto detto della Madonna e di Giovannino. Il dipinto si trova attualmente esposto nel Museo di Palazzo Vecchio a Firenze. In questo caso è praticamente certo che l’osservatore sta osservando quell’oggetto volante. Nel caso di Besta, la cosa è meno certa; ovviamente però attrae attenzione. Chi intendeva rappresentare il pittore, mediante una figura così nettamente evidenziata? Intendeva dire che solamente poche persone vedono? Ha rappresentato se stesso? Intanto sulla collina dietro il palazzo, compaiono figure che è difficile stabilire se sono umani o sono alberi. In entrambi i casi dovrebbero essere in verticale, mentre invece pendono stranamente dalla parte opposta in cui pendono gli alberi veri. Il vento sta inclinandoli a destra, queste figure vanno invece sinistra. Cosa significa? Sono però figure, poco importanti e distanti da tutta la scena. Uomini come alberi?”.







martedì 1 settembre 2015

Ufo dalla val Gerola

Ufo dalla val Gerola 16/10/2013

Di Dario Giacoletto


Quando da Lecco si risale il lago di Como e si svolta a destra in Valtellina, sulla destra si incontra la val Gerola. Giovanni, (potrebbe anche essere uno pseudonimo) autore che intende mantenere l’anonimato, ha inviato le seguenti cinque foto fatte appunto dalla val Gerola. Le foto meritano attenzione; in quanto sono state inviate nella versione originale e per il fatto che manifestano delle particolarità non frequenti in ufologia. Qui sono proposte con gli ingrandimenti, per una questione di migliore visione. Nulla cambia ai fini della certezza circa la genuinità, in quanto superano l’analisi fotografica. 


La prima foto della serie è la sottostante 3246.  Chi ha fatto questa foto, aveva le idee chiare. Questo ha visto, questo ha ripreso. Definire di cosa si tratta è cosa ardua; ma certamente di presenza aliena si tratta, nel senso di estranea. A parere mio, quanto presente nel riquadro in nero, è una delle infinite possibilità di manifestazione del genere C.O.I. (Complessi Organismi Intelligenti). Quanto nel riquadro in rosso, non consente una definizione certa. Si tratta certamente di oggetto in rapido movimento, tanto da generare l’effetto scia o sigariforme.


La seconda foto è la 3247, la foto qui presentata per prima. Chi ha fotografato ha manifestato nuovamente le idee molto chiare. Rispetto alla prima, cambia completamente lo scenario, ma va a centrare qualcosa di molto importante e lontano. Intanto vi è da osservare quanto sono anomali le nuvole, le quali alcune si presentano in forme che richiamano alla mente eventuali ufo. Superficialmente si potrebbe affermare che si tratta di semplice pareidolia; ma sempre più frequentemente, in ufologia sono riscontrati casi similari che lasciano perplessi. Nella foto si vede nel riquadro ingrandito, la presenza di due apparenti nuvole lenticolari, simili ad almeno quattro nuvole più vicine. La forma di quelle ingrandite, è però regolare e uniforme. Cosa dedurre ce lo dice la foto seguente, la 3248. Se valutiamo quanto tempo è trascorso tra questi due scatti fotografici, notiamo che sono passati solamente due secondi. Quindi chi ha fotografato, stava vedendo cosa avveniva e pertanto aveva la necessità di scattare in fretta. Il testimone aveva certamente notato che le due presunte nuvole degli ingrandimenti, si stavano muovendo rapidamente. Se osserviamo, notiamo che nella foto 3247 è la prima presenza che si trova sulla perpendicolare della cima di quel monte, mentre nella foto seguente vi è la seconda presenza. Quindi le due presenze viaggiano da sinistra verso destra ad elevata velocità. Quel monte è il noto Pizzo Scalino, famoso monte della Valmalenco, per i continui avvistamenti che qui avvengono.


Segue la foto 3249, la quale ci dice che non solo la velocità era alta, ma andava pure aumentando. Lo si può dedurre dal tragitto percorso in base al tempo degli scatti. Intanto le anomali nuvole in cielo sono rimaste lì ad osservare la scena. Chissà quante cose potrebbero raccontare! Abbiamo visto che la prima foto, la 3246, ha ripreso una scena completamente diversa da quella delle tre foto con i due ufo grigi e lenticolari. Il fotografo si è reso conto che ormai i due ufo lenticolari se ne erano andati dietro ai monti; ma memore della prima foto, torna sulla scena precedente.


 Scatta la foto 3251 sottostante. L’ufo si presenta ora con una estetica diversa rispetto alla foto 3246; ma questo rientra nella normalità, in questo genere di manifestazioni. Ora parrebbe una tipica sfera luminosa con evanescenze laterali. Nel riquadro verde, ho tolto luminosità e aumentato il contrasto, con l’intento di individuare la fonte della luminosità. Si evidenzia una fonte a forma di ferro di cavallo; ma coi mutanti nulla è mai certo e definitivo.



La sottostante, è la scaletta col quale sono state eseguite le foto. Se l’impostazione nella fotocamera era corretta (non sempre lo è), sono le sei e quindici del mattino. Siamo in alta montagna, quindi è probabile che l’autore delle foto possa essere un turista, un alpinista, un cacciatore. Una sequenza di sei foto, delle quali cinque inviate e perfettamente riproducenti quanto il testimone ha visto. La sesta potrebbe essere stata scartata in quanto inutile, oppure super utile al punto da non doversi divulgare, ma cosa poco probabile considerato il tempo intercorso. Il tempo tra la 3247 e la 3251 è di appena cinque secondi, quindi cinque scatti in cinque secondi. Il fotografo era molto sveglio, nonostante le sei e quindici del mattino. Non mi stupirei se fosse anche un appassionato di ufologia.

3246: 16/10/2013  6.15.39”
3247:                        6.15.48”
3248:                        6.15.50”
3249:                        6.15.51”
3251:                        6.15.53”

CONCLUSIONE

Caso interessante, ben documentato. Quel mattino in quel cielo, come minimo vi erano quattro presenze ufo. Presenze quali quella del riquadro in nero, sono frequenti in Valtellina. Altra cosa sono le presenze grigie lenticolari che, potrebbero essere semplicemente una variante degli ufo mutanti, oppure altro non ancora abbastanza confermato. A questo riguardo, posso dire che sino ad ora, una sola volta mi è pervenuto materiale che attesta questa tipologia estetica di ufo. E’ la foto sottostante, la quale riporta un caccia mentre opera uno scrambler aereo per intercettare o dissuadere un ufo presente in Valtellina. E’ il 16/10/2014 il giorno in cui in tutta la Valtellina si sono sentiti enormi boati, presumibilmente causati dai bang ultrasonici dei caccia. Ovvero esattamente un anno dopo le foto di Giovanni. Attualmente si vocifera che gli avvistamenti anomali, tipo quelli della Valmalenco, in val Gerola sono frequenti. Staremo a vedere, intanto grazie a Giovanni per la collaborazione.