Presenze Aliene

mercoledì 18 ottobre 2017

Sondrio ufologica in Italia

Sondrio ufologica

dario.giacoletto@vodafone.it


1

In questo momento è il prevalente caso ufologico italiano. Sempre più si va affermando in Italia e nel mondo, l’ufologia della Valmalenco e Valtellina, assumendo così l’importanza che gli compete. Nella foto soprastante sono visibili sopra Sondrio, due spettacolari presenze che non lasciano dubbio alcuno. Caso verificatosi il 26/4/2017 riportato in: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/05/ufo-news-valmalenco-2017-san-marino.html Ha però generato l'affermazione dell’ufologia valtellinese, la presentazione delle Analisi Forensi, da parte Centro Ufologico Italiano al Congresso Mondiale di San Marino 2017; il cui responso è disponibile a tutti, con una sentenza senza possibilità di appello, le foto analizzate sono genuine: http://www.centroufologiconazionale.net/news/2017REL.TECNICA-CUN.pdf  Altre analisi ufficiali sono state presentate da parte del GAUS in diverse occasioni, tra le quali quella di Lanzada: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/07/ufo-futura-memoria.html

2

Si parlerà di ufologia della Valmalenco a Milano il 21/10/2017 con Marco Baldini, conferenziere per il GAUS. Se ne parlerà ampiamente a Roma il 28/10/2017 con Beppe Petrolla. Se ne parlerà nuovamente a Firenze il 12/11/2017. Tre occasioni che non lasciano spazio ai dubbi: L’ufologia valtellinese è una realtà ormai non più riducibile a diceria di paese, mitologia o farneticazione di qualche visionario. Già un segno profondo era stato tracciato quando la stessa Aeronautica Militare aveva de/secretato una serie di casi, tra cui due della Valmalenco: http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/04/valmalenco-ufo-desecretati.html Ciò nonostante, continuano gli attacchi dei TROLL nel disperato tentativo di arginare il fenomeno. Dalla stalla ormai i buoi sono scappati e, riprenderli è per loro un problema ormai insormontabile. In occasione del mio ultimo articolo: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/10/valmalenco-la-guardia-alpina.html sono stato pesantemente contestato dai soliti TROLL, i quali continuano a sostenere che gli ufo non esistono! E' pertanto opportuna una mia precisazione, peraltro più volte espressa, che pare non essere ancora stata compresa; o forse fanno finta di non ricordare e non capire.

3

IL TERMINE UFO

Il termine UFO significa: Oggetto Volante Non Identificato. Pertanto se i TROLL non posseggono e/o non dimostrano la capacità di identificare tutti gli oggetto volanti dell’universo, per conseguenza ovvia, nell’universo ESISTONO OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI! Pertanto se voi TROLL non dimostrate di poterli identificare tutti, dovete iniziare a prendere atto e ammettere che gli ufo esistono, a prescindere. Pena il dimostrare a tutti la vostra ignoranza che in alcuni casi non è casuale, ma di tipo strumentale e mercenario oltre la decenza. Riconosco e ammetto che il termine UFO è improprio per indicare e definire il fenomeno delle presenze aliene sul nostro pianeta, ciò nonostante si può convivere con questo termine e con la sottospecie umana dei TROLL.

4

Colgo l’occasione per ricordare con rammarico, la morte prematura di una collega blogger, sull’isola di Malta: http://www.osservatoreromano.va/it/news/eliminata-la-giornalista-sulle-tracce-degli-evasor
Essere in trincea per un mondo migliore comporta anche questi rischi. Prima i troll, poi le minacce dirette, poi gli imprevisti di percorso; comunque sempre previsti a monte, da chi è consapevole di rischiare. A Daphne Caruana Galizia il nostro riconoscente saluto. Per quanto riguarda i tre incontri sul tema ufologico:

Tre occasioni da non perdere!
Buona ufologia a tutti!






venerdì 13 ottobre 2017

Valmalenco: La guardia alpina

Valmalenco: La guardia alpina


Questo mese di ottobre 2017, si sta manifestando come uno dei periodi più prolifici per quanto riguarda l’ufologia della Valmalenco e non solo.  L’ondata è iniziata il 4/10/2017 con il sottostante spettacolare evento. Mentre la maggior parte delle manifestazioni ufologiche, sono dei passaggi veloci e non facilmente documentabili, questo è durato almeno una ventina di minuti in Valmalenco; ma segnalazioni pervenute da altrove, fanno ipotizzare che la presenza nella zona lago di Como e Valtellina, possano far ipotizzare che la manifestazione sia durata molto di più. Mi aspetto pertanto che altre segnalazioni giungano, così come altro materiale video/fotografico a sostegno. Quello già ricevuto è stato prodotto da Chiesa V.co, il quale da solo, già è in grado di palesare un caso di notevole interesse. Caso che merita un futuro articolo specifico, per le numerose e significative informazioni che pone in campo, oltre a quelle che potrebbero aggiungersi.

1

Ormai non si contano più le manifestazioni ufologiche nella zona del Bernina e valtellinese. Le caratteristiche estetiche variano continuamente, indice di una presenza aliena con aspetti oggettivamente diversi uno dall’altro; ma anche con alcuni aspetti che sono praticamente ripetitivi. Uno di questi è quello della estetica, apparente Luna. Come presente nella foto uno, del caso appunto del 4/10/2017; al quale si aggiungono altre due lune minori, contornate di rosso. Le variazioni cromatiche sono però infinite, se si valuta il fenomeno nel suo insieme. In alcune manifestazioni compare una sola luna aliena, mentre in altre ve ne possono essere diverse e, la loro presenza ormai quasi costante, costituisce una apparente presenza che controlla il territorio. Per questo motivo l’ho definita la ”GUARDIA ALPINA”. 
Prima di procedere nel presentare altri casi relativi alla presente ondata, intendo porre una postilla a chiarimento, dopo il quale non tornerò più su questo argomento.

2

LA LUNA ALIENA

Da quando pubblico materiale ufologico della Valmalenco, parallelamente ad osservazioni e domande sensate, ho riscontrato un buon numero di osservazioni insensate. Una di queste è che avrei scambiato per ufo, nientemeno che la Luna. Riconosco che anche il sottoscritto può errare; ma scambiare la Luna per un ufo mi pare un po’ troppo. Oggi è possibile sapere per ogni giorno dell’anno, compresi giorni passati e futuri, la fase lunare di un determinato giorno. Poche sono le possibilità di scambiare un ufo simile alla Luna per la Luna. Devo però ammettere che una tipica e ripetitiva manifestazione ufologica della Valmaleco, ci presenta un ufo che in effetti in alcune occasioni è molto simile alla bianca Luna piena. 

3

A complicare maggiormente la faccenda, si può verificare che la luna aliena è vista o fotografata in posizioni in cui la Luna vera potrebbe eventualmente passarci. Nei due collage soprastanti, una serie di passaggi della luna o guardia alpina. Ora mi aspetto che prima o poi qualche attento osservatore, riesca a riprendere contemporaneamente la Luna vera, concomitante con quella aliena. Mettetevi il cuore in pace, voi che non volete ammettere l’evidenza della apparente luna aliena. Io intanto continuo a domandarmi come sia possibile che manifestazioni come quelle riportate sopra, possano essere viste in percentuale così bassa. Domanda cattiva: Non sarà mica, che troppi continuano a far finta di non vedere?

4

9/10/2017 Nel bel mezzo della splendida giornata, ottima la visuale; tranquillamente una luna aliena se ne va attraversando la vallata. Spettacolare, impossibile non vedere… o forse sì. Serie di tre foto. Nella prima compare anche una ulteriore lontana piccola presenza, similare a quella sopra in ingrandimento; mentre nelle altre foto non è più presente. Giornalisti, professionisti della fotografia, scienziati, filosofi e retorici delle istituzioni, TV, osservatori ed enti spaziali, con tanto di Specola vaticana in testa; ma dove ca… ma dove cavolo siete? Altri obiettivi vi distraggono?

5

Serata del 10/10/2017 Testimone vede e riprende con due scatti, solita luminosità bianca, attraversare risalendo la vallata, verso il Pizzo Scalino. Manifestazione piuttosto veloce, quindi durata poco. Il testimone si trovava in Chiesa V.co, vicino alla piazza. Altre quattro persone sono state notate, mentre osservavano la anomala presenza. Assumerà valore la loro testimonianza?

6

Come nei giorni precedenti, anche l’11/10/2017 si assiste alla presenza della guardia alpina. I ragazzi stanno uscendo dalla scuola, gente in giro, bella giornata. In molti hanno visto. In quanto lo affermeranno? Lo scenario è lo stesso dei giorni precedenti. Chi vuole vedere vede, mentre chi non vuole vedere non vede. Speriamo che i giovani di oggi siano più svegli e attivi degli anziani.

7

Mi sono giunte altre segnalazioni relative al 12/10/2017, sempre relative alla zona al centro dell'ondata, come da cartina. Informo collaboratori e testimoni, che per quanto riguarda il fatto che non tutto il materiale inviatomi è prontamente pubblicato, è dovuto a numerose motivazioni. Il tempo a mia disposizione per utilizzare il materiale in modo proficuo. Non tutto il materiale è pubblicabile, sia in senso negativo, quanto positivo. Se un articolo mira a porre attenzione su determinati particolari dell’ufologia; poco opportuno è inserire ulteriori argomenti slegati dal contesto, i quali aumenterebbero unicamente la difficoltà di comprensione da parte dei lettori. Ulteriori motivazioni incidono circa le scelte che sono fatte, quali quelle di carattere psicologico e strategico. Psicologiche, in quanto esiste comunque una spada di Damocle a limitazione della divulgazione. Lo dimostra il fatto che ultimamente, nonostante il persistente fenomeno in zona, poca informazione è stata riscontrata sui giornali locali. Voi collaboratori e testimoni, comunque continuate imperterriti. I risultati conseguiti sono merito vostro, non di quelli che fanno finta di non vedere.







martedì 3 ottobre 2017

Caso G.Peirone

Caso G. Peirone


 1

PREMESSA
E’ pensiero prevalente che tutte le persone vedono più o meno nello stesso modo; dopodiché alcuni hanno o meno problemi di vista. Generalmente è così ma non sempre, in quanto vi sono le eccezioni. Ci sono persone il cui confine spazia leggermente oltre il limite abituale. Queste persone vedono quindi la luce presente in questa stretta banda che va oltre la così detta normalità. Quando costoro affermano di aver visto cose che altri non hanno visto, se non lo fanno in modo adeguato, ma anche se lo fanno in modo adeguato non cambia poi molto, corrono il rischio di essere giudicati come visionari, da coloro che vedono meno. Ovvero persone che vedono ciò che non è, in quanto fuori di testa. Questi giudici dovrebbero però sapere, che anche le fotocamere riprendono frequenze di luce che vanno oltre il normale visibile umano che, possono confermare o meno quanto dichiarato dal presunto visionario. Volendo poi andare ancora oltre, si potrebbe considerare il caso in cui una persona vede delle luminosità che vanno oltre il confine, quindi fotografa, ma siccome il fenomeno era momentaneo oppure non nella disponibilità di poter essere fotografato, nulla comparirà in foto. E’ un visionario chi afferma di aver visto e fotografato? Nulla esclude poi che possano esistere visionari veri; ma con una differenza sostanziale: Il presunto visionario avrà a disposizione una alta possibilità di ottenere foto a conferma; mentre il visionario vero ne avrà molto poche. 
L’autrice delle foto presenti in questo articolo è una persona che vede leggermente oltre, quindi come costateremo, conferma facilmente mediante fotografie ciò che asserisce di vedere. Io che faccio ricerca in ambito ufologico e pertanto contatto regolarmente numerosi testimoni, vado incontrando sempre più, persone che vedono oltre la media. Ne cito alcuni: Nicola Angarano, Claudio Mannella, Graziella Peirone, il sottoscritto etc.

2

La sera del 6/9/2017 ore 20.30 circa, mi telefona in stato di forte enfasi, Graziella Peirone residente in S. Carlo Canavese, la quale afferma che nella zona adiacente la sua abitazione in strada Vaude, in direzione est, sta avvenendo una spettacolare evoluzione di luci. Il punto dal quale il testimone ha osservato è esattamente quello dal quale è stata scattata la foto 2/A. Mentre la 2/B ci fa vedere sulla mappa, la zona interessata. Il fenomeno si sarebbe verificato ad una distanza di circa mt.100, ad una altezza di circa mt. 50/80.
Afferma il teste, che alcune luci si spostavano in modo indipendente; altre parevano muoversi in sincronia, generando l’effetto estetico di un grande mezzo volante, dotato di più luci. Ad un certo punto avrebbe visto le luci che si spostavano in sincronia, scomparire ad est, dietro gli alberi. In seguito avrebbe anche visto una improvvisa grande luminosità o fiammata, un lampo durato un attimo. Nel corso della telefonata mi chiedeva di osservare nella direzione interessata per avere eventuale conferma. Io abito a pochi chilometri di distanza, ma nulla vedevo, tranne gli aerei in decollo da Torino/Caselle, che però sono più a sud e, li vedevo in quanto passano ad una altezza maggiore rispetto al fenomeno in questione. Quanto indicato dal testimone era troppo basso su l’orizzonte, perché potessi vederlo. Invitavo quindi immediatamente Graziella a fotografare. Lei rispondeva che il fenomeno si stava smorzando, ma che avrebbe fotografato comunque. Il giorno dopo quindi 7/9/2017 Graziella mi recapitava il materiale fotografico prodotto, consistente in una serie di foto e due brevi video. Premetto che la fotocamera della Peirone è ferma con il datario, quindi vedremo sempre la data del 2008 sulle sue foto.

3

Valutando il materiale, non potevo non prendere atto del fatto che qualcosa di anomalo era stato fotografato e filmato. Riscontravo che i due video, a causa della qualità della fotocamera e della distanza, nonché del buio, poco facevano vedere. Quel poco però era presente e, estrapolando e ingrandendo un frame, con un aumento della luminosità, ottenevo l’immagine sottostante. Confermavo quindi a Graziella il fatto che la sua testimonianza era confermata dal materiale fotografico e, le facevo i complimenti per la sua attenzione ed il risultato conseguito. Lei ribadiva  facendo presente che quanto ripreso, era quasi nulla rispetto a quanto aveva visto prima di iniziare a fotografare.

4

Mi capita spesso di sentire testimoni in merito a questi fenomeni. Quelli più sprovveduti si domandano semplicemente a cosa sono dovuti e, non decidono di fotografare. Quelli che invece si rendono conto e cercano di fotografarli, quasi sempre compiono le stesse azioni. Prendono la fotocamera e scattano, senza curarsi di altro. Il risultato sarà che quanto ripreso apparirà nelle foto, molto piccolo e lontano. Comprendo l’enfasi particolare del momento, ma occorre stabilire a monte l’atteggiamento da adottare in casi simili. Nel momento in cui si corre a prendere la fotocamera, questa già dovrebbe essere posizionata sopra un cavalletto. Se non lo è, il primo pensiero deve essere quello di trovare un appoggio stabile, al quale appoggiare la mano che sorregge la fotocamera. Si possono fare foto anche senza appoggio; ma quando poi si va a utilizzare lo zoom, ci si accorge della differenza.
Con mano e fotocamera appoggiata ben ferma, si deve iniziare a scattare, dosando gradatamente lo zoom, sino a riprendere in grande l’oggetto interessato. Si verificherà forse, che le prime e ultime foto non sono soddisfacenti, ma certamente vi saranno foto scattate con il giusto dosaggio, le quali consentiranno di lavorarci sopra mediante utili ingrandimenti.  Se fossero state applicate queste semplici accortezze, le foto di questo caso direbbero molto di più. Ciò nonostante, ingrandendo emergono interessanti particolari. Intanto emerge la parvenza dei volti, e questo porta in gioco la pareidolia tanto amata dai denigratori dell'ufologia. 
La pareidolia è un aspetto psicologico relativo a CIO’ CHE PARE CHE SIA. Ciò che pare che sia, può però, essere o non essere. Nella foto 1 particolare A è presente pareidolia di volti; quindi la domanda: Trattasi di realtà, oppure di ricostruzione illusoria della propria mente?
Ebbene, se le foto fossero state scattate da sopra un cavalletto, zoomando il massimo utilizzabile, avremmo a disposizione le informazioni necessarie per poter dimostrare e affermare. Comunque sia, mediante l’ingrandimento A vediamo che si tratta di entità aliena totalmente invisibile nella parte sottostante del corpo, parzialmente schermata sul volto, con la tipica luminosità sul capo. Esattamente come meglio possiamo vedere nel particolare a confronto 1/B e nella sottostate foto 5. Più problemi complicano il riprendere bene queste entità: Il loro movimento spesso veloce. Il fatto che utilizzano schermature parziali o totali. Quando sono vicine tra di loro, le schermature interagiscono generando caos come nella foto 1/A. La distanza e il buio generano altri problemi, così come il fotografare senza cavalletto e con fotocamere scadenti. Ora, siccome sono spesso accusato di essere troppo polemico, una domanda la voglio porre: Perché le fotocamere amatoriali di fotografi sprovveduti riprendono ufo e entità aliene, mentre le fotocamere professionali di giornalisti e fotografi di mestiere non riprendono con la stessa frequenza le stesse cose?
In attesa della risposta che professionisti della fotografia, giornalisti e TV probabilmente non mi daranno mai, posso affermare che quella sera Graziella Peirone ha assistito ad una serie di evoluzioni di queste entità, che si spostavano individualmente alcune e altre di concerto. Quando non si posseggono foto come quella sottostante, si può ipotizzare che si tratta di pura pareidolia CHE DI FATTO NON E’; mentre dopo foto del genere ciò che pare che sia “E’”, quindi decade l’ipotesi della pareidolia. Questi sono volti alieni.

5

Alcuni giorni prima dell’evento di S. Carlo Canavese, la Peirone si trovava al mare, nei paraggi di Marina di Andora in Liguria. Vede strane luci in cielo, quindi fotografa. Esattamente come poi nel caso di S. Carlo, ci sono luci che si spostano individualmente e altre collettivamente offrendo la sensazione di essere di fronte ad un grande mezzo volate con tante luci; come da foto sottostate. La fotocamera utilizzata è sempre la stessa, un modello che quando cambi le pile si blocca il datario, se non reimpostato. 

6
Sempre ad Andora, la Peirone afferma di aver visto una sera, una strana luce stazionante in cielo, sopra il mare. La foto è la seguente, spettacolare e certamente interessate. La prima domanda che mi sono posto, era capire se la presenza luminosa si trovava sopra o sotto la linea dell’orizzonte, che in questo caso è il mare. Il dubbio era che questa fosse una luminosità a terra in una zona totalmente buia. La teste sosteneva che la presenza era sopra l’orizzonte e quindi del mare e, mi forniva una fotografia scattata di giorno dalla stessa posizione.

7

Mediante la foto diurna, diventa possibile la comparazione sottostante, la quale dimostra senza ombra di dubbio che l’oggetto o luminosità era presente in cielo come da testimonianza. Di cosa si tratta? Bella domanda.  Certamente un ufo in quanto oggetto volante non identificato; ma del quale vi è da dimostrarne l’oggettività. Unica cosa certa è che si tratta di una luminosità generata da qualcosa di non definito.
Si potrebbe ipotizzare che la luminosità rappresenta quanto visibile dell’oggetto che la genera. Oggi ho qualche riserva, in quanto il visibile luminoso, potrebbe anche essere unicamente una luminosità senza presenza tecnologica o tangibile alle spalle. La teste afferma che non sentiva alcun rumore e la presenza stazionava variando costantemente i colori. Quindi nessun indizio ascrivibile a tecnologia nota.
 Interessante poter operare una comparazione mediante due foto diurna e notturna, soprattutto in quanto vi sono dei riferimenti quale l'albero, a conferma che il punto da cui si è fotografato è lo stesso. Colgo l'occasione per invitare coloro che fanno foto al buio, a tenere presente e possibilmente sempre inserire nelle foto dei punti di riferimento.

8

Dalla comparazione delle due foto, emerge in modo inequivocabile il fatto che l’ufo stazionava in cielo, dentro il cerchio nero. Ora però proviamo a capire cosa è questo ufo. Certamente non si presenta come una macchina o qualcosa di meccanico/tecnologico. All’interno della parte squadrata, aumentando il contrasto, come si vede in 8/A riquadro piccolo, emerge la sembianza di un volto. Nuovamente di fronte alla pareidolia? Mi è stata mossa l’osservazione in base al quale il termine pareidolia, non sarebbe opportuno in ambito ufologico. Vero, ma quale termine può sostituirlo in modo adeguato? Si potrebbe sostituire con "SEMBIANZE", ma intanto i denigratori continuano con "PAREIDOLIA". 
Procediamo però con il volto individuato. Trattasi di volto di entità aliena che osserva dall’ufo, oppure trattasi di altro? Osservando con attenzione l’ufo e, memore di numerosi altri casi, sorge il dubbio che potrebbe non essere ciò che pare. Quindi la seguente domanda: E’ presente unicamente un volto, oppure ve ne sono altri? Ciò induce ad un approfondimento che porta alla sottostante comparazione:

9

Dalla comparazione si evince che sono presenti altri volti, tutti vaghi e deformi. Tutti quanti presentano vaghi aspetti di rifrazioni luminose, conseguenza della tipica luminosità che portano sul capo. Siamo alle solite. Anche questo ufo, come la maggior parte di quelli che sono visti e fotografati regolarmente, non è una astronave, una macchina, oppure un qualcosa di tecnologico. Soprattutto non si tratta di una delle tanto decantate “PORTE DIMENSIONALI o STARGATE”, sempre sulla bocca di alcuni ufologi.
Probabilmente si tratta del risultante aspetto luminoso d’insieme, di numerose entità interagenti. Ciascuna entità similare a quella della foto 5, nel momento in cui si ammassano e vanno in sovrapposizione o interferenza mediante le schermature, generano una sommatoria distorta, che le rende parzialmente visibili, ma tutte deformate. Questa è la pareidolia, che correggo in “parvenza”, la quale si evidenzia in 9/B. Questa ipotesi di lettura, ormai maturata dalla valutazione di precedenti casi, se corretta, si confermerà in seguito mediante ulteriori accertamenti. In conclusione quindi affermo che tutti questi casi della Peirone che ringrazio per il materiale, hanno la stessa matrice di base. Dobbiamo migliorare quindi, la nostra capacità di lettura del fenomeno. Tutto è ufologia, ma poi vi è ufologia e ufologia.








giovedì 21 settembre 2017

Saette in cielo. Caso Crespi d'Adda

SAETTE IN CIELO
Il caso S.P. da Crespi d’Adda -BG-



1

Attendevo da tempo una foto del genere e, finalmente è arrivata. La foto è stata scattata il 22 maggio 2016 a Crespi d’Adda alle ore 12:45. Foto in versione originale, ad alta definizione, che riprende una di queste sfuggevoli presenze. L’autore della foto è tale S.P. il quale preferisce mantenere il parziale anonimato, o quantomeno non essere pubblicizzato. La foto è stata resa disponibile e pubblicabile tramite Guido e F. S., appassionati di ufologia i quali mi hanno contattato. Sostiene l’autore che nella occasione, ha effettuato una serie di foto dalla stessa posizione. Nulla di particolare ha visto, ma in una foto e una sola, si è ritrovato questa anomala presenza. Ovviamente domande e dibattito a oltranza. Chi sostiene che si tratta di falso, e chi di insetto. Chi sostiene la presenza di un comune volatile ripreso fuori fuoco, e chi la foto riuscita male. Ebbene, come vedremo, si può affermare con assoluta certezza che non si tratta di nulla di tutto questo. Non sappiamo esattamente di cosa si tratta, ma sappiamo per esclusione ovvia, di cosa non si tratta. Dice Guido: Ho voluto provare a fotografare con stessa impostazione di fotocamera, volatili in cielo, per riscontrare se erano ottenibili risultati uguali o similari. Nessun uccello o insetto ha fornito lo stesso risultato; benché in alcuni casi abbia ottenuto risultati vagamente compatibili. Risponderò in seguito a Guido in merito a questo aspetto, intanto rispondo a S.P. autore della foto, che ringrazio per la condivisione. Quanto da lei ripreso non è una novità, ma certamente una rarità. Non tanto in quanto prova di questa presenza non convenzionale, in quanto a frequenza di riscontro; ma in quanto a qualità dell’immagine fornita. Chi si interessa a questa tematica è a conoscenza di questa presenza, purtroppo però, per quanto ne so io, non è mai stata approfondita a dovere. L’informazione di massa non tiene conto di questo aspetto e semmai devia. La scienza e la ricerca non può non sapere, ma poi si accoda alla logica di sistema. Nel calderone di massa, quando sono riprese queste presenze, quasi sempre con qualità insoddisfacente, tutto è poi riversato nel calderone dell’ufologia; quindi per ovvia conseguenza, svalutata, sminuita, derisa, e alla lunga ignorata. Perché questa situazione furbescamente imposta? Semplicemente perché il rivelare questo genere di presenze, significa ammettere che appena al di là della vista umana esiste una realtà non visibile ma fotografabile alla portata di tutti. Ciò farebbe crollare l’attuale “status quo” che tanto aggrada i sostenitori del sistema prevalente oggi. In sostanza, siamo di fronte alla stessa logica presente nei confronti dell’ufologia in generale.

LA FOTO SOTTOSTANTE

Pubblicai allora la sottostante foto nel post segnalato, dal quale ora traggo la sintesi.
La località è l’Alpe di Lagazzuolo, situata in alta Valmalenco, sopra la frazione San Giuseppe. Nel corso dell’alza bandiera, mentre tutti i presenti se ne stanno con il naso in aria, è stata scattata la foto che riporta la strana e anomala presenza.
Nessuno sul momento ha visto quanto si è palesato in seguito nella foto. I motivi potrebbero essere diversi, quali ad esempio la grande velocità. Oppure la durata troppo breve della manifestazione, tale da non poter essere colta dall’occhio umano. La spiegazione più probabile però, considerando altri casi similari, è che la presenza aliena era fotografabile, ma non visibile. Dire di cosa si tratta è arduo, pertanto è ipotetico. Ci stiamo lavorando, stiamo ammassando dati e prove; ma esiste un problema di fondo di non facile soluzione.  Una cosa è indagare un fenomeno ripetitivo che presenta aspetti estetici anch’essi ripetitivi. Altra cosa è indagare un fenomeno che si presenta certamente ripetitivo, ma esteticamente sempre diverso. Di fronte a questa foto la principale domanda è la seguente: “Trattasi di oggetto volante non identificato; oppure trattasi di aspetto ottico e quindi non oggettivo?”. Già alla prima domanda siamo fermi. In un eventuale forum di discussione si dividerebbero le opinioni. Siamo quindi costretti ad aspettare altro materiale e altre informazioni per avere ulteriori possibilità di risposta. A mio parere nulla esclude che si tratti di aspetto estetico generato da presenza oggettiva non visibile.

2

La sottostante foto 3 è stata scattata presso Alpe Ponte, con vista sopra Chiesa in Valmalenco, teatro di numerosi avvistamenti ufologici. Afferma l’autrice che nulla di particolare ha visto al momento dello scatto e, la presenza anomala è stata riscontrata in seguito. L’autrice non è una persona sprovveduta in fatto di fotografia e afferma: “Quella cosa lì in foto non doveva esserci”.
Esatto, nella normalità umana quella cosa non doveva esserci, ma non siamo di fronte alla normalità, siamo di fronte al non noto. Se la presenza fosse un uccello, falco o poiana, nel momento in cui le ali fossero rivolte in alto, non sarebbero così trasparenti, oltre al fatto che di solito gli uccelli non le rivoltano così tanto in alto. Soprattutto nessun volatile genera un riverbero luminoso così tanto accentuato. Come vedremo in seguito, questi particolari sono presenti in tutte le foto presentate.

3

La sottostante foto 4 è stata scattata da Tonino Lo Grasso in val Susa -TO- Non ha importanza il luogo in quanto sono presenti ovunque. In Internet e su Facebook, di fronte a foto del genere il pensiero prevalente è, che un ufo stava osservando la scia chimica. E' ora che finisca tale pensiero, in quanto si possono riprendere ovunque, con o senza scie aeree; ma è ora che finisca anche il pensiero in base al quale che si tratta di ufo. E’ vero che non è identificato; ma non è un oggetto e non è una macchina. Ha volo intelligente e, ha la possibilità di rapportarsi e interagire con chi lo riprende; ma di questo ne parleremo altrove.   

4

QUANTO RIPRESO

La sottostante foto l’ho scattata personalmente alcuni giorni fa. Nulla ho visto o notato, semplicemente mi sono ritrovato la presenza quando ho visionato la foto sul pc. Numerose sono le foto del genere del quale dispongo, ma questa è estremamente utile per alcuni riscontri. Mi offre la possibilità di valutare come questa presenza reagisce alla luce solare e, in via deduttiva, circa la sua fisicità. L’oggetto è come diviso in due, una parte nera e una parte luminosa brillante. Tempo fa avrei pensato che erano i colori di questa presenza, ma sarebbe un errore.
Se ci atteniamo a quanto le fotografie ci offrono, ma in particolare questa, emerge il fatto che siamo di fronte ad un tipo di materiale che riflette fortemente la luce, ma non la lascia passare dalla parte opposta. Pertanto la parte opposta in ombra appare sempre molto scura se non nera. Quindi l’oggetto non è minimamente trasparente. Ciò indirizzerebbe verso l’ipotesi della materia solida; ma siccome sappiamo che esiste la possibilità di riflettere la luce, questo concetto ridiventa messo in discussione.
In tutte le cinque le foto di questo articolo, si nota sulla presenza anomala un punto fortemente riflettente, sempre in coerenza perpendicolare alla fonte luminosa del sole. Pertanto la luminosità che compare nelle foto è sempre un riflesso e non una fonte luminosa. Questo va precisato in quanto in altri casi, con altre tipologie di presenze, sono stati riscontrate fonti luminose.
Un discorso a parte meritano le ali. Nella foto cinque sono quasi invisibili. Nella quattro appaiono come ripiegate. Nella tre sono rivolte in alto e paiono trasparenti verso le punte e meno alla base. Comunque fortemente riflettenti nella parte di attaccatura al corpo, dove assumono colorazioni tendenti al marrone. Nella foto due si evidenzia il colore nero sottostante e il forte riflesso superiore.
E’ la foto uno che però ci fornisce le migliori informazioni relative a questa presenza aliena; in quanto raccoglie assieme tutti gli aspetti delle altre foto e, in più ci fa vedere le ali totalmente dispiegate. Quindi ora possiamo dedurre o quanto meno ipotizzare che le ali di questo volatile, perché tale è, sono trasparenti, ma riflettenti se perpendicolari alla fonte luminosa. L'aspetto della trasparenza potrebbe almeno in parte, essere conseguenziale alla altissima velocità del battito d’ali; un po’ come avviene con colibrì ed insetti.

5

COME RIPRENDERLA

Nessuno ha visto nulla mentre fotografava, così come nessuno ha sentito rumore, oppure odori particolari, pertanto non è individuabile per poi potersi riprendere. Tutto è affidato quindi alla casualità, se mai il caso esiste. Nelle occasioni in cui sono state scattate foto in sequenza, la presenza non è ripetitiva nelle altre foto, quindi significa che la velocità molto alta la porta immediatamente fuori campo di ripresa. In alcuni casi è presente su più foto, ma essendo alta la velocità la troveremo lontana e quindi non più con la certezza che si tratta della stessa cosa. A questo punto quindi occorre servirsi non più di una fotocamera, ma di una videocamera e, questo io ho fatto. La videocamera presenta però altre problematiche. La risoluzione dell’immagine è inferiore e data l’alta velocità della presenza, si creano delle aberrazioni e dei fuori fuoco, quindi immagini insoddisfacenti.
L’ideale sarebbe di fotografare in sequenza rapida utilizzando il cavalletto, sperando che passi davanti. Però anche così ci sono altri problemi da superare. Se di fronte ho il cielo, in automatico la fotocamera si mette a fuoco sull’infinito, quindi se mi passa vicino ad alta velocità una presenza del genere, questa esce dal campo prima che avvenga la messa a fuoco. Nella foto non vedrò nulla, se non la sfrecciata di qualcosa che non posso riconoscere. Per riprenderle bene occorre che la presenza passi alla distanza di messa a fuoco e, affinché questo avvenga, è necessario posizionare la fotocamera di fronte a qualcosa di stabile ad una certa distanza. Un muro, un albero, una montagna etc., quindi se passa davanti, sarà ripresa con la stessa messa a fuoco dello sfondo. Ora però vi è un altro problema, ovvero occorre avere un’idea circa la sua dimensione.

PERCHE’ I DUE FRAME SOTTOSTANTI

Anni fa nel corso delle ricerche, mi ero reso conto dell’esistenza di queste presenze, quindi mi ero indirizzato al riprenderle, ottenendo così una notevole quantità di materiale a sostegno. Mi resi conto che il numero delle tipologie riscontrabili era molto alto ma, nessuno aveva operato una classificazione, e neanche esistevano termini per definirle. Il termine in circolazione che più si avvicina era ed è quello di RODS. Quindi decisi in modo arbitrario e provvisorio, di definirne alcune; così come sono presentate in catalogo http://presenze-aliene.blogspot.it/2011/03/catalogo-presenze-aliene.html mediante le lettere dell’alfabeto greco. La sottostante presenza nella immagine 6/A; nel presente blog è definita Delta. Ha punti di contatto estetico con quella in oggetto nel presente articolo, che da ora definirò come ZETA. Cambierò questa classificazione, quando qualcuno mi dimostrerà che è opportuno definirle diversamente.
Data la loro presenza non visibile ma fotografabile e, dato il fatto che sono forme vitali e intelligenti, solitamente io le definisco in modo generico come organismi eterici. Si mettano il cuore in pace gli ufologi estremisti a oltranza. Devono prendere atto che appena al di là del visibile umano, sono presenti una infinità di forme viventi con una parziale fisicità, definibile anche para/fisicità. Molte di queste sono similari a forme viventi note sulla Terra. Se oggi una casistica in merito non esiste, è perché la vita va cercata nello spazio il più lontano possibile da menti indiscrete, secondo logica di sistema.
Le due spettacolari presenze sottostanti, esattamente come la ZETA, non sono visibili, posseggono un corpo a forma di sigaro, hanno delle ali, sono velocissime, possono manifestarsi singolarmente oppure in gruppo. Possono compiere incredibili evoluzioni ed esibizioni. La facilità col quale si spostano fa ipotizzare che non risentono della forza di gravità così come intesa da noi umani. 


Possiamo quindi affermare che le tipologie DELTA, BETA e ZETA, hanno aspetti comuni e forse anche le dimensioni non si discostano di molto. Si possono riprendere con immagini soddisfacenti, da una distanza di circa mt. 20 sino a circa 70, utilizzando un accenno di zoom.

RISPOSTA A GUIDO

Hai affermato di aver provato a riprendere comuni volatili, per riscontrare se erano ottenibili aspetti estetici come quelli della foto uno. Faccio la seguente osservazione:
Se si riprendono comuni volatili, sino ad una certa distanza o comunque con una certa nitidezza di immagine, non vi sono problemi, tutto è chiaro. Se però vi sono uccelli ad una distanza maggiore e se in mezzo a loro sarà ripresa casualmente la ZETA, la DELTA oppure la BETA; quando andrai a vedere la foto sul PC, ricorderai quanti volatili comuni erano presenti e, per conseguenza quanti non comuni? Solamente se avrai la fortuna di scattare foto come la uno e la due potrai iniziare ad avere delle certezze. Consiglio di fare esperienza mediante videocamera; in quanto il video evidenzia immediatamente la grande differenza di velocità riscontrabile tra queste presenze invisibili alla vista ed i nostri comuni volatili.

LE FOTO
Foto 1: Crespi d’Adda, versione ingrandita ed evidenziata.
Foto2: Scattata al Lagazzuolo in Valmalenco SO
Foto3: Foto dall’Alpe Ponte in Valmalenco.
Foto4: Lo Grasso dalla valle di Susa TO
Foto5: Foto scattata personalmente a Lombardore C.se TO.
Foto6: Due frame di due video girati personalmente da Villanova Canavese -TO-.
Foto7: Versione originale della foto di Crespi d’Adda di S.P.  
    





martedì 12 settembre 2017

Caso Marinelli

Caso Marinelli



Grazia Marinelli è l’autrice che ha inviato la seguente serie di cinque fotografie dal contenuto particolare, scattate il 2/1/2017, più alcune altre per meglio definire il luogo in cui erano state scattate le prime. Il luogo è Via Soubeirand, Pian del Frais, alta Val Susa. Dice l’autrice: Avevo pensato di scattare alcune foto al buio, con intento di riprendere qualcosa, magari degli orbs, come faccio di tanto in tanto. Sono rimasta meravigliata quando ho visto sul PC, che le foto riportavano delle luci che io non avevo visto e, neanche avrebbero dovuto esserci, in quanto la zona era nell’occasione completamente buia.
Le foto sono interessanti, ma si dimostrano anche un rompicapo. Per questo motivo mi sono fatto inviare altre foto scattate dalla stessa posizione, sia di giorno quanto di notte. La fetta di cielo in cui compaiono le anomalie luminose, è quella evidenziata sotto. Eventualmente, in caso di imprecisione, sono state scattate più in alto, ma non più in basso.


Nonostante le foto mi erano giunte da tempo, non mi ero espresso circa le ipotetiche spiegazioni, e me ne scuso con Grazia. Conosco l’autrice, sono certo della genuinità delle foto, pertanto accantono immediatamente l’aspetto relativo alla genuinità o meno. Le foto sono spettacolari e, riprendono certamente qualcosa di interessante. Intanto la Marinelli sostiene di non aver visto nulla di luminoso al momento dello scatto e, è probabile che abbia ragione. Luminosità del genere sono occasionalmente fotografabili, ma non generalmente visibili.


DSCN2768 Ore 18.33.38

Essendo non visibili, capita raramente che vi sia una serie fotografica scattata in sequenza che le riprende. Ancora più raro è il fenomeno dello sdoppiamento della figura luminosa; del quale ho prova in quanto riscontrato personalmente in alcune altre occasioni. In aggiunta al fenomeno delle luminosità sdoppiate, in questo caso si aggiunge quello di anomali fasci o riverberi, che vedremo in seguito. Il fenomeno dello sdoppiamento è presente in quattro delle cinque foto e nulla vieta di ipotizzare che fosse presente anche nella quinta, ma in quel momento fuori campo di ripresa. Anche i fasci o riverberi sono presenti in tutte le foto, pertanto è ipotizzabile che fossero in relazione.


DSCN2769 18.04.39

Anche se parziale, la simmetria delle due luminosità induce ad ipotizzare che erano in relazione, ovvero non erano due manifestazioni indipendenti. Anzi, l’estetica proporrebbe che una sia la proiezione dell’altra, anche se deformata. Quella piccola parrebbe essere la proiezione di quella grande. L’estetica delle due luminosità cambia di foto in foto, ma non cambia, almeno apparentemente, la distanza che intercorre tra di loro e la similitudine. Il tipo di relazione apparente farebbe ipotizzare che la più grande, non solamente genera la luminosità, ma mediante qualche sua modalità la proietta. L’ipotesi proiezione, non è da intendersi come si intenderebbe un comune proiettore nostro, di vecchia generazione.

DSCN2770 18.34.18

In questo caso, il proiettare senza che vi sia uno schermo oggettivo e senza che sia visibile il fascio proiettore, indirizza il pensiero verso la proiezione olografica, o quantomeno ad un fenomeno affine. L’ipotesi si fa intrigante e, necessiterebbe di maggiori informazioni. Nelle altre occasioni in cui ho visto foto con questo genere di luminosità sdoppiate, le foto era singole e non vi erano fasci in zona. Una manifestazione come quella registrata da Grazia, non concede di pensare che si tratta di un fenomeno spontaneo e naturale. Chi quindi potrebbe aver avuto interesse a generare un fenomeno del genere? Fenomeno intenzionale, oppure fenomeno conseguenziale e quindi non voluto?

DSCN2771 18.34.27

Esclusa la causa naturale e occasionale, ma anche quella intenzionale mediante tecnologia convenzionale, in quanto non se ne troverebbe la motivazione. Non resta quindi che indirizzarci verso tecnologie non convenzionali e quindi aliene o comunque estranee alla informazione circolante. Aliene o estranee sono anche quelle umane non rese note alla massa. 
Quale causa, dietro la luminosità maggiore, vi era quanto ha generato il tutto. Non sapremo di cosa si tratta, se non avremo a disposizione altro materiale e altre informazioni. Oppure non parleranno quelli che sanno, qual ora si tratti di tecnologia umana non nota. Se invece si tratta di tecnologia aliena, probabilmente non ce lo verranno a dire. Dovremo tentare di scoprirlo noi. 
Tornando alle foto, si nota che tra il primo e il quinto scatto sono intercorsi 55 secondi. Tempo nel corso del quale la fonte della luminosità non visibile era ferma o quasi, al di sopra della zona fotografata. Non è dato sapere se poi è persistita per altro tempo, in quanto visivamente nulla era riscontrabile e Grazia non ha continuato a fotografare.

DSCN2772 18.34.33

IL FASCIO DI LUCE
Un particolare rompicapo presente in queste foto, è la presenza di un tenue fascio vagamente luminoso e variabile. Presente in tutte cinque le foto, non si presenta però costante in modo uguale. Nella versione originale delle foto, si evidenzia nella prima, seconda e terza. Aumentando la luminosità delle cinque foto, emerge però che è presente su tutte, anche se in modo diverso. Genera confusione la seconda foto che è stata scattata in verticale anziché in orizzontale come le altre. 


Porto la foto verticale nella posizione orizzontale come le altre e, noto che le foto due e tre sono simili, come evidente nella comparazione sottostante. Ciò nonostante non è comprensibile cosa genera il fascio e l’ulteriore presenza gialla, con un apparente fumaiolo e retrostante figura, ombra o fascio che sia. Non riscontro nella foto diurna per il confronto, nessuna giustificazione a quanto ripreso di notte.
Si evidenzia quindi che la luminosità maggiore, quella sdoppiata e il fascio anomalo, nel corso dei cinque scatti, erano stabili o quasi in quella posizione. 


CONCLUSIONE
Quella sera nella fetta di cielo fotografato, agivano tecnologie a noi non note. Non erano visibili e neanche fotografabili le fonti o cause. Quindi si tratta di tecnologie occultate, certamente dal buio, ma probabilmente da contemporanee azioni schermanti o comunque da azioni di invisibilità. Le cinque foto non ci stanno facendo vedere quanto era presente; ma quanto è risultato fotografabile di quello che era presente. Ancora una volta dobbiamo riconoscere i nostri limiti e rivedere il nostro concetto di realtà. Invito pertanto chi eventualmente disponesse di materiale analogo, oppure informazione in grado di spiegare un fenomeno del genere, a farsi sentire.
Ho invitato l’autrice delle foto a fotografare ancora dalla stessa posizione, la stessa zona di cielo. Mi ha inviato molte foto e, la sottostante scattata in precedenza. In alcune nessun orbs, mentre in altre come la sottostante, compaiono. Ricordo che il non riprendere orbs non significa che non ci sono. Significa solamente che in quella occasione non sono riscontrabili. Emerge quindi una costatazione: Le luminosità sdoppiate e il fascio sono state riscontrate solamente nella occasione del 2/1/2017, quindi in quella occasione qualcosa di particolare era presente sopra Pian del Frais. Ricordo però che in tutta la valle di Susa sono state e sono riscontrabili fenomeni luminosi anomali. Non è una realtà esclusiva di questa valle, ma certamente sono stati riscontrati. Un grazie alla Marinelli per la collaborazione.

DSCN2994 25/8/2016